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Full text of "Bollettini ECN Milano"

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ECN-MILANO*** 


CONTENUTI 


B Bergamo/Milano/Roma/FPLP 
SOLIDARIETÀ' CON L’INTIFADA 

E Roma CONTRO LA NATO 

[Q Verona 4 NOVEMBRE 

EB Brescia/Bologna/Firenze/Roma/Milano 
ANTIFASCISMO 

QB Imperla/Padova AZIONE DIRETTA 
^ Padova CARCERE 
^ Roma TUNISIA 
^ Brescia 

PROTESTA DEGLI IMMIGRATI PAKISTANI 
^ BERLINO 

^ Roma CETAMON/PER L’AUTODETERMINAZIONE 
DEL POPOLO IRLANDESE 

^ GRECIA 

31 CANADA: AIDS E CARCERE 

31 FRANCIA: SCIOPERI OPERAI 

^ Roma CONTRO LA SELEZIONE 

Tivoli STUDENTI CROATI IN FUGA 
Firenze SFRATTI PER 350 STUDENTI 

^ PROCESSI ALLA PANTERA 

3! Brindisi VISITA DI KOSSIGA 

EH Firenze/Roma/Venezia 
LOTTE PER LA CASA 

03 Venezia BOICOTTARE IL CARNEVALE 

OS Imperia DENUNCE 

gs Roma PORTUENSE 

Sesto San Giovanni CORTE DEL DIAVOLO 

gg Brescia OCCUPATO PALAZZO GANBARA 

gQ Firenze JUNGLA 

gg Mantova ATTENTATO 

Roma 1 ANNO DI RITAGLIO 
Roma AD AURO 


gB Milano COMITATO IMPUTATI LEONCAVALLO 

gg Milano RIAPRE CALUSCA 

gg Roma CONTESTATA INAUGURAZIONE 

DEL NUOVO REPARTO DEL POLICLINICO 

gg SCIOPERO NAZIONALE DEL 6 DICEMBRE 

^ CENSIMENTO 

^ ULTIME DALLA RETE ECN 

^ Rchdb SINNFEIN 

^ BERLINO/PARIGI/ATENE 

3] Brindisi APPRODO DELLA SAN MARCO 

3! Bergamo NUOVA OCCUPAZIONE 
Bologna COMUNICATO 

^ Pisa MACCHIA NERA 

SFONDARE AI CONCERTI E’ GIUSTO 

3J Bologna COS ’ E ’ SUCCESSO A BOLOGNA? 

^ Firenze COMUNICATI 

® Firenze ALLUVIONE 



DOCUMENTAZIONE FOCRAFICA A CURA DEL COLLETTIVO FOTOGRAFICO LEONCAVALLO 



BERGAMO 22/23/24 NOVEMBRE: 
BLOCCHIAMO ILCONVEGNO 
NAZIONALE DI ITALIA-ISRAELE 


CON LA CADUTA DEL BLOCCO DELL’EST E CON LA GUERRA DEL GOLFO, IL CAPITALE YANKEE, 
RISULTEREBBE L’INCONTRASTATO PADRONE CHE VUOLE RIDISEGNARE LA MAPPA MONDIALE SE- 
CONDO I PROPRI INTERESSI POLITICI E FINANZIARI, 

NEL QUADRO DI QUESTO NUOVO ORDINE MONDIALE RISULTA SCONTATO, COME SEMPRE, IL RUO- 
LO CHE ISRAELE GIOCA NELL’AREA MEDIORIENTALE A VANTAGGIO DELL’IMPERIALISMO AMERIKA- 
NO. NON A CASO SONO GLI U.S.A. CHE CERCANO IN TUTTI I MODI, ATTRAVERSO LA COSIDDETTA 
CONFERENZA DI PACE, DI PACIFICARE LA SITUAZIONE IN MEDIO ORIENTE CERCANDO DI RISOLVE- 
RE LA QUESTIONE IN MODO UTILE PER TUTTI I GOVERNI FANTOCCIO E PER I SIONISTI STESSI, 
MENO CHE PER I PALESTINESI, INFATTI, CON LA CONFERENZA DI PACE DEL 30/10/91 A MADRID, 
NON SI FARA’ ALTRO CHE RIBADIRE LA PREDOMINANZA DI ISRAELE NELL’AREA MEDIORIENTALE, 
CON L’INTENZIONE DI PIEGARE LA ‘RIVOLUZIONE DELLE PIETRE* E SCONFIGGERE LE FORZE DI 
CLASSE IN SENO ALL’OLP. 

IL POPOLO PALESTINESE LOTTA CONTRO L’IMPERIALISMO YANKEE-SIONISTA E CONTRO IL NUOVO 
ORDINE MONDIALE PERCHE’ ENTRAMBI SIGNIFICANO LA NEGAZIONE DEI DIRITTI LEGITTIMI DI AU- 
TODETERMINAZIONE DEI PALESTINESI E DI TUTTI I POPOLI OPPRESSI. 

IL 22-23-24 NOVEMBRE A BERGAMO, SI TERRA’ IL CONVEGNO NAZIONALE DELL’ASSOCIAZIONE 
ITALIA-ISRAELE (CON L’ANNUNCIATA PRESENZA DEL SOCIAL-ISRAELITA DE MICHELIS), LA QUALE FU 
A FIANCO DI PARTITI E LOBBIES POLITICO-ECONOMICHE FILO INTERVENTISTE DURANTE LA GUER- 
RA DEL GOLFO, 

CONTRO QUESTO CONVEGNO A BERGAMO, SABATO 23 NOVEMBRE, ORE 1 1 : MOMENTO DI LOTTA E 
DI AZIONE DIRETTA IN SOLIDARIETÀ’ CON IL POPOLO PALESTINESE CON UNA MANIFESTAZIONE 
INDETTA DAL ‘GRUPPO ANTAGONISTA SPAZI‘, DAL 'COORDINAMENTO ANTAGONISTA DELLA LOM- 
BARDIA' E DAL 'COORDINAMENTO NAZIONALE ANTINUCLEARE ANTIMPERIALISTA', 

IL22-23-24NOVEMBRECONTRO-CONVEGNO ORGANIZZATO DALL’ASSOCIAZIONE OMARQUASSEM. 

- CONTRO IL CONVEGNO NAZIONALE DEI SIONISTI DI ITALIA-ISRAELE - CONTRO IL SIONISMO COME 
NUOVA FORMA DI RAZZISMO - CONTRO IL VECCHIO E NUOVO ORDINE MONDIALE 

- BOICOTTARE TUTTI I PRODOTTI ISRAELIANI - SOLIDARIETÀ’ CON L’INTIFADA - AL FIANCO DELLE 
FORZE DI CLASSE PALESTINESI, CONTRO LA CONFERENZA DI MADRID, PER L’AUTODETERMINAZIO- 
NE DEI POPOLI. 

SABATO 23 NOVEMBRE CORTEO DI LOTTA CON PARTENZA ALLE ORE 1 1 DAL PIAZZALE ANTISTANTE 
LA STAZIONE FS, IN PIAZZA MARCONI. 


I COMPAGNI E LE COMPAGNE DEL GRUPPO ANTAGONISTA SPAZI • BERGAMO 
COORDINAMENTO REGIONALE ANTAGONISTA DELLA LOMBARDIA 
COORDINAMENTO NAZIONALE ANTINUCLEARE ANTIMPERIALISTA 



Roma19\11\91 
CON LA PALESTINA 
FINO ALLA VITTORIA! 


Dopo la guerra imperialista scatenata contro l’Iraq, il complesso delle relazioni politi- 
co-diplomatiche si e’ ridefinito alla luce del " nuovo ordine mondiale " penalizzando 
ulteriormente le lotte antimperlaliste condotte dai popoli. 

Airimpeiiente necessita’ imperialista di rafforzare e stabilizzare II “ fianco sud " (dove 
ntaiia gioca il ruolo di avamposto imperialista nel controllo del bacino mediterraneo), 
si lega oggettivamente, quella di neutralizzare uno dei principali elementi di destabiiiz- 
zazione dell’area, la lotta del popolo palestinese. 

E’ in tal senso che vanno interpretati l’adeguamento della NATO, ai mutato scenario 
internazionale, definito nel vertice di Roma alla conferenza di " pace " per il Medio 
Oriente tenutasi a Madrid, il cui unico scopo e’ stato quello di " pacificare " l’area 
trovando delle " soluzioni " al contenziosi mediorientali per poter mantenere II controllo 
imperialista del petrolio e garantire la stabilita' deile petrolmonarchie. 

Con la creazione di una delegazione giordano-palestinese Timperialismo ha cosi’ 
raggiunto un duplice risultato: L’avvio ad una distensione dei rapporti diplomatici tra 
Israele ed ì paesi arabi. L’autodeterminazione deli’OLR a livello internazionaie, come 
unico e legittimo rappresentante del popolo palestinese. 

Un popolo, che vede il nemico sionista rilanciare i suoi piani espansionistici ed un' 
attività’ diplomatica imperialista che. attraverso il piano Baker prima, e la conferenza 
di " pace " ora, cerca di stipulare accordi mirati alla costituzione di una vera e propia 
riserva umana in Giordania, nelle quali rinchiuderlo, definitivamente disarmato. 

A tutto do’, il popolo palestinese risponde inasprendo l’Intifada nei territori occupati, 
rifiutando di sottoporre al vaglio dell’Imperialismo il suo legittimo diritto ad autodeter- 
minarsi e di essere rappresentato da una delegazione che non riconosce. 

La massiccia adesione nei territori occupati allo sciopero generale contro la conferenza 
di Madrid, e’ la riprova che il popolo palestinese rifiuta qualsiasi pacificazione imperia- 
lista ed individua nella lotta aii’imperialismo ed al sionismo l’unico reale strumento per 
emanciparsi. CONTRO LA LIQUIDAZIONE DELLA CAUSA DEL POPOLO PALESTI- 
NESE CONTRO LA PACIFICAZIONE IMPERIALISTA E SIONISTA Promuoviamo 
una campagna di solidarietà’ a fianco dell’lntifada che culmini con una manifestazione 
cittadina per II 7 Dicembre, che sappia denunciare il ruolo dell’Italia e di tutte le 
organizzazioni imperialiste, neH’oppressione contro il popolo palestinese e arabo 
rilanciando la solidarietà’ internazionale e la lotta antimperialista come elemento 
unificante tra le lotte dei popoli del Sud con quelle del proletariato dei Nord. Convo- 
chiamo per Giovedì’ 21 Novembre alle ore 19.30, presso i locali di Via dei Voteci n 26, 
una 

ASSEMBLEA CITTADINA per la preparazione della Manifestazione del 7 Dicem- 
bre. Promuove: Comitato per la pace e la solidarietà’ Irai popoli Coordinamento 
di eolidarieta’ con IMntifada Comitato SHABAB 



BERGAMO: A FIANCO DELUINTIFADA 


La guerra nel Golfo e il crollo dei regimi dell’est hanno sospinto l umanita’ in una nuova 
era. Ma quello che era da piu’ parti indicato come un nuovo periodo di stabilita’ e pace 
si e’ Invece rivelato per II suo opposto. La guerra del Golfo con le sue innumerevoli 
vittime ha sancito solamente il passaggio da un sistema bipolare a uno monopolare; 
quello dell'egemonia mondiale degli USA. Questa nuova situazione internazionale e’ 
sempre piu’ contraddistinta da un forte squilibrio nelle varie reaita’ locali: le disparita’ 
economiche e sociali hanno esasperato la tendenza ai conflitti e addirittura risuscitato 
i cadaveri del nazionalismo e dei razzismo. All’Interno di una tale situazione le ragioni 
e le aspirazioni aH’autodeterminazione e alla pace di motti popoli e uomini rischiano dì 
essere non considerate. 

Tra i popoli che piu' di altri pagano questo stato delle cose c'e' il popolo palestinese 
che da oltre 20 anni attende che siano attuate le risoluzioni deirONU che dispongono 
il ritiro delle truppe Israeliane dal territori occupati. Risoluzioni che se attuate potrebbero 
costituire la base per un percorso di pacifica coesistenza tra le popolazioni, israeliani 
e palestinesi. In questi ultimi anni la politica dei governo isreiiano , nella repressione 
deirintifada e con la colonizzazione violenta dei territori occupati ha rafforzato le 
tentazioni sioniste presentì In una larga parte (non in tutta!) della società’ israeliana. 

Noi rifiutiamo ogni ideologìa, e tra queste il sionismo, che discrimina, tra gli uomini sulla 
base della appartenenza etnica e religiosa. Cosi’ come rifiutiamo ogni atteggiamento 
antisemita e razzista. 

Nei prossimi giorni si svolgerà’ a Bergamo il congresso nazionale delle associazioni 
Italìa-Israele, si tratta di una chiara iniziativa diretta non certo al dialogo tra I popoli, ma 
a rafforzare le posizioni piu’ intransigenti manifestate dal governo israeliano all’interno 
della conferenza di pace. 

invitiamo tutti gli studenti democratici a riaffermare con forza quei principi di pace, 
giustizia e solidarietà’, suiia cui base sara’ possibile una soluzione pacifica, non soio 
delle contraddizioni medio-orientali, ma mondiali. 

Per questo abbiamo indetto una manifestazione di solidarietà’ ai giovani dell’lntifada: 
una manifestazione che , come quelle che ci hanno visti protagonisti contro la geuerra 
del Golfo, comunichi Tunanime e deciso rifiuto di ogni violenza e prevaricazione sui 
popoli e sugli uomini. 

MANIFESTAZIONE: PIA ZZA LE DELLA STAZIONE FS - BERGAMO 
SABATO 23 NOVEMBRE 1991 ORE 8.45 
SEGUIRÀ’ UN’ASSEMBLEA PUBBLICA 


Il Coordinamento Studentesco Bergamasco 



Miiano, 9.11.1991 

BOICOTTAGGIO DEI PRODOTTI ISRAELIANI 


Siamo giunti al quarto anno di 
intifada. la rivolta del territori oc- 
cupati che vede coinvolta tutta 
la popolazione palestinese. Se 
oggi slamo giunti alla conferen- 
za di pace sul Mediorlente, ob- 
bligando gli stati occidentali a 
non far piu' finta di niente rispet- 
to all'occupazione israeliana, e' 
solo grazie alla rivolta delle pie- 
tre che con gli scioperi, gli scon- 
tri, i morti, a reso impossibile il 
continuare ad ignorare I diritti 
nazionali palestinesi. 


Ma rintlfada sta attraversando 
un perìodo di crisi non solo poli- 
tico, necessita’ di cambiamento 
nella strategia, ma soprattutto 
economica. L’economia palesti- 
nese sta assumendo proporzioni 
gravi. GII stretti legami familiari, 
la solidarietà’ regionale, l'Interdi- 
pendenza economica tra palesti- 
nesi dei territori occupati e i resi- 
denti nel vari paesi delta regione, 
ha determinato che la crisi agis- 
se su quattro componenti es- 
senziali dell’economia: -La cadu- 
ta delie rimesse del lavoratori 
palestinesi emigrati. -La pressio- 
ne sui mercato del lavoro degli 
emigranti rientrati nei territori -Il 
crollo dei finanziamenti prove- 
nienti da varie fonti, pubbliche e 
private, dei paesi della regione. 
-Sconvolgimento del settore del 
commercio estero palestinese. 

Inoltre i coprifuoco imposti du- 
rante la guerra del golfo hanno 
Inflitto gravi perdite neN’econo- 
mla palestinese: piu' di 100.000 
lavoratori pendolari non potero- 
no andare a lavorare in Israele, 
rimasero bloccati I trasporti di ci- 
bo, medicinali e altri rifornimenti, 
i trasporti pubblici, I municipi, le 
attività' commerciali e professio- 
nali. 


A questo stato di cose si con- 
trappone Il mito che Israele e’ 
riuscita a mantenere come ge- 
neratrice del benessere econo- 
mico e sodale, con la costruzio- 
ne di case e servizi, con l’impor- 
tazione di tecnologia e progres- 
so. Questo benessere esiste 
esclusivamente per la popola- 
zione ebrea Israeliana, che rica- 
va la propria economia sfruttan- 
do Il lavoro del palestinesi, co- 
stretti ad accettare, oltre all'oc- 
cupazione della propria terra ed 
alla sanguinosa repressione sio- 
nista, condizioni di vita, econo- 
miche e di lavoro, disumane. 

Solo attraverso uno stato di 
guerra permanente, Israele si 
permette uno stato di dominio 
Interno {sul palestinesi) ed ester- 
no (su tutta l'area mediorienta- 
le). Solo il piu' efferato sfrutta- 
mento economico del popolo 
palestinese (da qui la necessita' 
di rifiutare qualsiasi proposta di 
mediazione politica preferendo 
sistematicamente l'opzione mili- 
tare), I continui aiuti USA e le 
troppo vantaggiose aperture dei 
mercati europeo ed occidentale 
in genere permettono ad Israele 
dì mantenere questo stato di oc- 
cupazione. 

La moneta corrente israeliana, 
per questa scelta da economia 
di guerra, ha un alto tasso d’in- 
flazione. In conseguenza di ciò', 
Il dollaro USA e’ la moneta cor- 
rente reale, sia sui mercati esteri 
che sul mercato interno. Ma I 
dollari costano cari e al di la' del- 
le larghe e *filantropiche* elargi- 
zioni USA, il modo migliore di 
procurarsenee' l'esportazione di 
materie prime e manufatti col fa- 
vore dei governi occidentali che, 
come quello italiano, avvantag- 
giano i prodotti israeliani sui pro- 
pri mercati. Questo al di ia' di 


ogni formale proclama di simpa- 
tia per la causa palestinese e no- 
nostante le ridicole condanne 
verbaliod Israele. 

Inoltre va’ detto per inciso che 
Israele non produce alcuna ma- 
teria prima o alcuna tecnologia 
particolarmente esclusiva, che 
non siano reperibili anche altro- 
ve, quindi la scelta degli stati oc- 
cidentali di privilegiare sul mer- 
cato i prodotti israeliani piuttosto 
che altri, e’ dovuta al minor co- 
sto di questi, grazie allo sfrutta- 
mento della manodopera pale- 
stinese. E’ anche grazie al rica- 
vato della vendita del propri pro- 
dotti sui mercati occidentali e 
agli interessi reciprochi che que- 
sto comporta, che Israele può' 
continuare indisturbata il massa- 
cro quotidiano di un intero po- 
polo. 

E' necessario quindi riprendere 
un percorso di solidarietà' con- 
creta con il popolo palestinese, 
attraverso sia un aiuto economi- 
co reale, ma anche e soprattutto 
con il riemergere di lotte che 
diano dei risultati reali sul piano 
politico ed economico. 

Rilanciare le parole d'ordine del- 
l’azione diretta e del boicottag- 
gio, politico ed economico, a 
partire dalla contestazione dei 
convegno nazionale deii'asso- 
clazlone Italia-Israele. 

Reimpostare una campagna sul 
boicottaggio dei prodotti israe- 
liani sìa sul livello della controin- 
formazione (volantinaggi, mani- 
festi, ecc.) che su quello pratico 
deH'azione diretta contro i pro- 
dotti israeliani. Campagna che 
produca l'allargarsi su tutto il ter- 
ritorio nazionale del rifiuto/boi- 
cottaggio dei prodotti israeliani 
su vasta scala. 



I prodotti israeliani presenti sul mercato italiano: Agrumi JAFFA; frutta esotica CARMEL; succhi di 
frutta NATi'S; arachidi ISRAEL; calzature DE FONSECA; depilatori EPYLEDY; cosmetici DEAD SEAD 
HEALT;slipda uomo DIM (art. AUSTRAUEN); prodotti per l'infanzia LIPSAKY. 

Ditte italiane che commerciano con Israele: Gaffe' LAVAZZA; prodotti da bagno PAQLIERI; acqua 
minerale SAN BENEDETTO; sciroppi e amarene FABBRI; DUCATI; articoli moda LAURA BlAQIOTTi, 
SIMONETTA, BENETTON; articoli sportivi CONVERSE; calzature MAGLI; giochi LEGO. 

Agenzie viaggi che hanno rapporti con Israele: GASTALDI TOURS; SHARONVIAQQI; lOT (internazio- 
nale, organizzazione, turismo); BELL TRAVEL; BREV1TOURS; FISH VIAGGI; GAMMA TOURS srl; 
FREE TIME INTERNATIONAL; OVI; PHENIX VIAGGI; TIS VIAGGI; POKER UNITOUR; VALSOLE 
viaggi e turismo; DUOMO VIAGGI; IVET; FRANCOROSSO; CENTERQROSS; TONELLI; MET TRA- 
VEL 

Coilaborano anche: AVIS; società' farmaceutica ALSO/ENERVIT; PREVIDENTE ASSICURAZIONI 

(per le linee ELAL). 


COMUNICATO STAMPA DI GEORGE HABBASH 

Segreteria Generale del FPLP 


Un saluto a tutti i compagni an- 
timperialisti che si interessano 
alla nostra causa e attraverso 
voi, vorrei ringraziare il vostro 
popolo che, sono sicuro, rifiuta 
e si rende conto delie ingiustizie. 

Il 30 ottobre rappresenta un 
nuovo punto cruciale per la cau- 
sa palestinese , questo dato e' 
caratterizzato dall'inizio pratico 
delle trattative che hanno come 
base un piano di 'pace' che ha 
l'obiettivo di liquidare i diritti na- 
zionali palestinesi e arabi e di 
consacrare la presenza sionista 
nella nostra terra. 

Il passaggio di partecipare alla 
Conferenza di Madrid e iniziare i 
negoziati bilaterali era, ovvia- 
mente, preceduto da varie attivi- 
tà' e tentativi. Durante queste 
mosse Baker, sostenuto da mol- 
te altre parti, ha esercitato pe- 
santi forzature sui palestinesi e 
gli arabi per andare al tavolo dei 
negoziati e sfruttare l'equilibrio 
dì forze nella fase del dopo guer- 


ra del Golfo secondo la tesi che 
Israele e' uscito vincitore da 
questa guerra, mentre gli arabi 
(tutti gli arabi) hanno perso, 
quindi devono pagarne il prezzo. 

Questa Conferenza e’ piu' che 
altro basata sui principi degli 
USA per definire il conflitto ara- 
bo-isréieliano : NO all'OLP, NO 
all’unita’ del popolo palestinese, 
NO alla rappresentanza o di- 
scussione su Gerusalemme co- 
me primo passaggio, NO allo 
Stato palestinese, NO alla rap- 
presentanza indipendente pale- 
stinese e SI all'autoamministra- 
zione. Attraverso questi NO e' 
ovvio che l’amministrazione USA 
sta preparando una soluzione 
che non ha niente a che fare con 
la legge internazionale o le riso- 
luzioni ONU. Questa soluzione 
e' basata su un periodo transito- 
rio di autoamministréizione per 5 
anni e alla fine del terzo anno i 
negoziati cominceranno a deter- 
minare una serie di passaggi 
che non porteranno allo Stato 


palestinese ma ad un autogover- 
no sotto l'ombrello giordano. 

Quindi questo tipo di formula 
non può’ essere vista come 
un'alleanza perche' un'alleanza 
risulta da un lavoro che presuma 
l’indipendenza di due Stati. In 
breve, l'amministrazione USA 
sta preparando una soluzione 
liquidatoria che ignora i diritti dei 
palestinesi e contemporanea- 
mente garantisce sicurezza e 
superiorità' a Israele, in piu' da' 
a quest'ultimo i! diritto di appro- 
fittare delle risorse idriche e di 
altre ricchezze dell'area. 

Inoltre garantisce 'ufficialmente' 
il riconoscimento di Israele da 
parte del palestinesi, degli arabi 
e della comunità’ internazionale 
e sancisce la sua presenza ille- 
gittima sulla nostra terra. La rea- 
zione del FPLP a questo approc- 
cio al niente non scaturisce da 
un desiderio di distinguersi o di 
rifiutare per il piacere di rifiutare; 
ai contrario noi prendiamo que- 




sta posizione perche’ sappiamo 
da prima l'obiettivo ultimo a cui 
mira l'amministrazione USA. A ri- 
guardo abbiamo spesso soste- 
nuto che se gli USA e la comuni- 
tà' internazionale fossero seria- 
mente Interessati ad assumersi 
una posizione giusta e comples- 
siva dovrebbero lavorare per ap- 
plicare tutte le risoluzioni dell' 
ONU. Questo potrebbe avvenire 
attraverso la convocazione di 
una Conferenza Internazionale 
di pace con la presenza dei 5 
Stati membri permanenti dei 
Consiglio di Sicurezza deN'ONU 
e con le altre parti in causa del 
conflitto, incluso i'OLP come 
unico e legittimo rappresentante 
del popolo palestinese, su ugua- 
le livello. Comunque, la superpo- 
tenza mondiale chiamata USA, 
ha insistito per scavalcare que- 
sta opportunità' avvantaggian- 
dosi del drammatico sbilancia- 
mento di forze e il deterioramen- 
to delle nazioni arabe dopo la 
guerra del Golfo per Imporre 
questa Ingiusta decisione. 


Dal nostro punto dì vista la cosa 
peggiore e' l'approvazione del 
piano USA da parte della leader- 
ship dominante dentro I' CLP, 
compresa i' accettazione di for- 
mare unadelegazione palestine- 
se in linea con le procedure di 
Bakerche erano originariamente 
determinate da Israele: senza 
aderire ai principi di base pale- 
stinesi determinati neii' ultima 
sessione del CNP. 


In questo contesto dovreste 
aver notato che nel suo discorso 
a Madrid la guida della delega- 
zione palestinese ha apertamen- 
te accettato un autogoverno per 
un periodo transitorio. Avrete 
anche sentito le dichiarazioni di 
Arafat nelle quali ha definito po- 
sitivi I risultati iniziali di negozia- 
zione tra le delegazioni palesti- 
nese e israeliana e ha anche so- 


stenuto il ruolo e la politica dell’ 
amministrazione americana. 

Esaminando la politica della lea- 
dership dominante dentro l'CLP, 
notiamo la graduale deviazione 
dai 6 punti stabiliti dal CNP per 
la partecipazione dei palestinesi 
alla conferenza. In seguito que- 
sti punti sono stati eliminati velo- 
cemente da parte del Consiglio 
Centrale palestinese. Poi l'CLP 
ha accettato il piano USA come 
se potesse fare affidamento nel 
ruolo deli'amministrazione ame- 
ricana. Hanno giustificato que- 
sta politica dicendo: non possia- 
mo affrontare gli americani e gli 
arabi che sono considerati loro 
burattini. Hanno usato il pretesto 
che gli interessi del popolo pale- 
stinese richiedono questo com- 
promesso dicendo che metten- 
do in evidenza le nostre condi- 
zioni gli altri capiranno se e 
quando lo rifiuteremo durante il 
seguito della conferenza. Ma in 
effetti la realta' e' diversa e que- 
sta scelta non ci porterà' ovvia- 
mente a raggiungere nessuno 
dei nostri diritti nazionali, ricono- 
sciuti dalla legge internazionale. 

Noi abbiamo fatto del nostro 
meglio per impedire alla leader- 
ship dell' CLP di continuare con 
questa politica che porterà' alla 
distruzione dell'CLP, straccian- 
do tutti i piu' importanti principi 
della lotta nazionale palestinese 
e facendo da copertura ai regimi 
arabi che prendono parte al pro- 
cesso che vuole liquidare la cau- 
sa palestinese. Ma non abbiamo 
avuto successo a causa della 
politica Individualista ed egemo- 
nica di Arafat. 

All'ombra di questa diffìcile si- 
tuazione il Comitato Centrale del 
FPLP si e’ incontrato e ha deci- 
so di sospendere la partecipa- 
zione dei suoi rappresentanti nel 
Comitato Esecutivo dell'CLP. 
perche’ non vogliamo sostenere 
responsabilità' di fronte al nostro 
popolo e alla storia per questa 


politica sbagliata adottata dalla 
leadership dominante. Nel frat- 
tempo manterremo la nostra 
rappresentanza nelle altre istitu- 
zioni nazionali comuni. 

Vorrei richiamare la vostra atten- 
zione sul fatto che questo passo 
potrebbe essere preliminare ad 
altri passi di protesta che potre- 
mo adottare in base alle mosse 
e alle posidoni di Arafat che faci- 
litino i piani USA. Questa deci- 
sione significa che ritorneremo a 
partecipare al Comitato Esecuti- 
vo solo se rìnuncera' a questa 
politica e annuncierà' dì volere 
aderire ai princìpi nazionali che 
sono stati decisi dal CNP. 

Vorrei sottolineare che coopere- 
remo con tutte le forze arabe e 
palestinesi persconfiggere il pia- 
no USA, attraverso l'escalation 
dell' intifada e qualsiasi altro tipo 
di lotta. 

Ci batteremo anche per proteg- 
gere l'CLP in quanto patria mo- 
rale del nostro popolo che rima- 
ne l'unico legittimo rappresen- 
tante dei palestinesi e non solo 
di singole organizzazioni o indi- 
vidui. 


In conclusione saluto la nostra 
gente nei territori occupati, gen- 
te che soffre quotidianamente 
ogni tipo di repressione e tortu- 
ra. Mi appello ai nostri instanca- 
bili fratelli, compagni, popolo a 
unirsi contro II nemico superan- 
do le diversità' secondarle che 
servono solo a dividerci. 

Ancora una volta dico che conti- 
nueremo la lotta per raggiunge- 
re la liberta' e t'indipendenza, il 
diritto al ritorno e all'autodeter- 
minazione e ad uno Stato pale- 
stinese con Gerusalemme capi- 
tale. 

7/11/1991 



PROGETTO PER UN CAMPO INTERNAZIONALE PER- 
MANENTE DI PROTEZIONE POPOLARE NEI TERRI- 
TORI OCCUPATI 


Sono anni che il popolo palesti- 
nese si appella agli organismi in- 
ternazionali per una forma di 
protezione nei Territori Occupati 
da Israele. 

Questi appelli sono rimasti ina- 
scoltati visto che organizzazioni 
internazionali come l' ONU han- 
no addirittura legittimato e per- 
messo la guerra nel Golfo e lo 
sterminio del popolo Irakeno. 

Per questo motivo e anche per 
la necessita' di rafforzare II rap- 
porto tra N movimento antagoni- 
sta europeo e i Comitati Popolari 
palestinesi, e' natala proposta di 
questo campo permanente che 
valorizzi la vera forma di interna- 
zionalismo praticabile, cioè' 
quella che vede uno scambio 
orizzontale tra tutte le realta' an- 
tagoniste nel mondo. 


La proposta fatta dai compe^ni 
palestinesi presenti al meeting di 
Venezia dello scorso Giugno, si 
articola in queste forme: 

1) La protezione viene espressa 
proprio con la nostra presenza, 
dal momento in cui e' stato veri- 
ficato che la presenza di stranie- 
ri in alcuni periodi dell’ anno ren- 
de piu’ difficile a Israele l'imposi- 
zione di coprifuochi ad oltranza 
o di altre forme di punizioni col- 
lettive. 

2) Questo campo permanente 
Sara’ organizzato in brigate di la- 
voro e di studio che interverran- 
no nei vari campi profughi e vil- 
iaggi palestinesi, queste brigate 
potranno organizzare con i Co- 
mitati Popolari corsi di aggiorna- 
mento, costruzione di nuove 
strutture, lavoro sociale con i 



bambini, gruppi di studio su al- 
cune tematiche nei vari campi 
socio-culturali e politici di quel 
popolo, tra cui scambi tra realta' 
di donne. 

Per spiegare meglio le possibili- 
tà' di lavoro delie brigate faremo 
alcuni esempi lasciando comun- 
que alla creatività' delle varie re- 
alta' altre possibili proposte da 
costruire. Questo progetto, arti- 
colato nel punti che seguiranno, 
va utilizzato e divulgato nelle va- 
rie situazioni (insegnanti, lavora- 
tori, medici ecc.) e quindi prepa- 
rato e sviluppato come un vero 
e proprio programma affinché' 
raccolgapiu' adesioni possibili. 

A) INSEGNANTI: lavorare in asi- 
li 0 scuole dì villaggi e campi 
profughi al fine di scambiare le 
esperienze dì insegncunento al- 
ternativo con le maestre e i bam- 
bini per costruire un rapporto di- 
retto tra realta’ Italiane e palesti- 
nesi che possa sfociare in un 
gemellaggio tra scuole. Corsi di 
aggiornamento estivi per mae- 
stre di asilo nel campi delle atti- 
vita' di animazione, artigianato 
ecc.. con l'ausilio di tecniche 
sperimentali. A questi corsi, 
quindi, possono partecipetre sia 
insegnanti che sociologi, peda- 
goghi, artigiani, artisti ecc.. 

B) PERSONALE SANITARIO: 

lavoro nelle cliniche e negli am- 
bulatori popolari come supporto 
al personale medico già’ presen- 
te e, nel campo della Fisiotera- 
pia e Terapia Occupazionale, 
sostegno alle forme solo ora na- 
scenti di assistenza e stimolazio- 
ne dello sviluppo dei bambini. 





venerdì 15 NOVEMBRE ANNIVERSARIO DELLA 
DICHIARAZIONE DELLO STATO INDIPENDENTE Di 
PALESTINA 


C) AGRICOLTORI: lavoro nelle 
cooperative agricole popolari e 
introduzione di nuove tecniche 
agricole nel campo dell'irrigazio- 
ne. 

D) STUDENTI: l'università’ di Bir 
Zeit, chiusa da anni, ma ugual- 
mente funzionante, e' disponibi- 
le ad ospitare studenti che vo- 
gliono approfondire alcune te- 
matiche concernenti i loro studi 

0 la preparazione di tesi su qual- 
siasi aspetto della realta' palesti- 
nese. Naturalmente questi po- 
trebbero essere i primi passi per 
forme di gemellaggio tra le no- 
stre università' e le loro. 

E) SITUAZIONE DONNE: I Co- 
mitati Popolari delle Donne pale- 
stinesi chiedono uno scambio 
continuo tra le realta’ di donne e 

1 movimenti di liberazione a livel- 
lo internazIonaJe. Oltre a mate- 
riale di documentazione e infor- 
mazione su ogni aspetto della vi- 
ta delle donne, sono richiesti in- 
contri e seminari. 

P) NEL CAMPO DELL’IMMAQI- 

NE; e' possibile le creazione di 
video e reportage fotografici con 
l’aiuto di chi vive quotidianamen- 
tel’lntifada. 

Naturalmente questo campo in- 
ternazionale e' aperto a tutti, an- 
che a chi e’ semplicemente inte- 
ressato a conoscere e a riporta- 
re nelle proprie situazioni la real- 
ta' palestinese, e agli affidatari 
dei bambini che vogliono cono- 
scerli. Dato che II campo vuole 
essere una situazione perma- 
nente e' necessario sostenerlo 
in tutto r arco dell' anno, quindi 
iniziamo da subito ad organiz- 
zarlo. 

Per ulteriori chiarimenti rivolgersi 
ai Coordinamento di Solidarietà’ 
con rintlfada, via del VolscI 26 
Roma, tutti I mercoledì’ dalle ore 
20 alle ore 23 o al numero di Fax 
4463616 &11/1991 


- Piu’ di mille palestinesi assassi- 
nati in 4 anni di Intifada 

- 40.000 prigionieri politici di cui 
molti sotto tortura, si trovano 
nelle carceri e nei campi di con- 
centramento israeliani 

- Decine e decine di nuove colo- 
nie finanziate dagli USA stanno 
invadendo tutti I territori occupa- 
ti, rendendo sempre piu’ difficile 
la sopravvivenza del popolo pa- 
lestinese. 

QUESTA E' U PACE CHE 
VUOLE ISRAELE SPONSORIZ- 
ZATA DAQU AMERICANI E 
DALL' EUROPA ATTRAVERSO 
UNA -CONFERENZA DI PACE- 
CHE NEQA TUTTI I DIRITTI 
DEI PALESTINESI E QARANTI- 
SCE INVECE LA POLITICA 
ESPANSIONISTA E RAZZISTA 
DEaO STATO SIONISTA. 

CONTRO LA FARSA DELLA 
CONFERENZA REGIONALE 
CONTINUIAMO A SOSTENE- 
RE L'INTIFADA, L’UNICA 
STRADA CHE PUÒ' PERCOR- 
RERE IL POPOLO PALESTINE- 
SE PER LA SUA LIBERAZIO- 
NE. 

Sosteniamo i progetti di solida- 
rietà’: adozione a distanza del 
bambini palestinesi. 

La costruzione di nuove coope- 
rative per i comitati popolari. Co- 
struiamo un campo internazio- 
nale di lavoro che sostenga !' 
economia popolare dell’ intifada 
e protegga il popolo palestinese 
dalla repressione sionista. 

Boicottiamo l'economia Israelia- 
na e il suo ingresso nella CEE. 


venerdì 19 novembre ore 

1S.00 ANNIVERSARIO DELLA 
DICHIARAZIONE DELLO STA- 
TO INDIPENDENTE DI PALE- 
STINA, SIT-IN DAVANTI ALU 
SEDE DELLA "EL AL" IN VIA 
BISSOLATI - COORDINAMEN- 
TO Di SOUDARIETA’ CON 
L’INTIFADA - COMITATO SHE- 
BAB-nOMA 


Roma 15\11\91 

COMUNICATO STAMPA 

Nel terzo anniversario della pro- 
clamazione ad Algeri dell'Indi- 
pendenza Palestinese, 15 No- 
vembre, il coordinamento di soli- 
darietà' con rintifada, ha convo- 
cato a Roma un sit-in sotto le 
linee aeree Israeliane in via Bis- 
solati. 

Durante le due ore di protesta 
proseguite fino alla chiusura po- 
meridiana di questo covo di spie 
de! Mossad, sono stati effettuati 
vari comizi che hanno ricordato 
la prossima scadenza del quinto 
anniversario dell' Intifada con il 
movimento Antimperialista che 
ha deciso di scendere In piazza, 
per sostenere le sorti del popolo 
Palestinese la cui autodetermi- 
nazione e' duramente minaccia- 
ta dai continui massicci insedia- 
menti e raid arei che neanche la 
conferenza farsa di Madrid ha in- 
terrotto- 

CON L'INTIFADA FINO ALLA 
VITTORIA IL 9 DICEMBRE 
TUTTI IN PIAZZA - COORDI- 
NAMENTO DI SOLIDARIETÀ' 
CON L' INTIFADA COMITATO 
SHEBAB 




CONTRO L’IMPERIALISMO BASTA NATO 
8/XI CORTEO DA PIAZZA ESEDRA 


Credevamo che i’imperiaJismo 
fosse un terreno comune di con- 
fronto e di lotta. 

Pensavamo che l’occasione del 
summit NATO a Roma per la fir- 
ma del ‘Nuovo trattato globale' 
presenti Bush, KohI, Major, Mlt- 
terand, And reotti,..., ovvero ’l 
boia del golfo*, fosse li momento 
di coagulo, dì unita' di azione, di 
tutte le forze che hanno combat- 
tuto contro la sporca guerra, per 
un comune Impegno per il disar- 
mo, a fianco della liberazione dei 
popoli. 

Ci accorgiamo con dispiacere 
che invece Rifondazione Comu- 
nista si comporta come il vec- 
chio PCI degli anni '60 ‘parole 
tante fatti pochi: il comuniSmo 
può' attendere*. 

Sperando, peraltro, che II nomi- 
nale ‘essere contro la NATO* 
non faccia fare a Rifondazione 
Comunista, In assenza di prassi, 
ruzzoloni coscienti di adesione 
alla NATO carne e' capitato al 
PCI degli anni '70 per tentare T 
alternanza di governo (finora ri- 


maste al palo) vestendo I panni 
dell’Atlantismo. 

Che senso ha convocare un pal- 
lido comizio II 5 Novembre, se- 
parandosi politicamente e distin- 
guendosi fisicamente dai movi- 
menti reali, quando i prepotenti 
del mondo ed II vertice criminale 
e’ convocato per II 7 - 0 / Xf ? 


C’E' TANTO TROPPO VECCHIO 
PARTITO B POCA RIFONDA- 
NONE IN QUESTA INPOLITICA 
DECISIONE! (del resto c' era 
già' stata la dissociazione dal 
corteo ai Verano che ha impedi- 
to la parodia mlssina della mar- 
cia su Roma; e l'assenza a Fra- 
scati, da quel movimento antifa- 
sciste che ha vietato la piazza ai 
nazi-skin). 

A meno che, la decisione sia cal- 
colata nel segno del piu' bieco 
elettoralismo, che vuole forze 
nascenti e aspiranti* non confon- 
dersi e anzi, separarsi nettamen- 
te, da quelli 'estremisU* con cui 
fino a Ieri si civettava. 


Comunque, l'insieme delle forze 
sociali, politiche, culturali, antim- 
perialiste, antirazzista, antifasci- 
sta che stanno dando vita a que- 
sta battaglia epocale contro il 
riarmo, la NATO, il nuovo ordine 
mondiale, si danno appunta- 
mento per una protesta a carat- 
tere nazionale a Roma, durante 
il summit, rs Novembre con un 
corteo da piazza Esedra ore 
16.00. 

Per una conferenza seminario 
su “Nuovo Ordine Mondiale, NA- 
TO, crisi del comuniSmo* da te- 
nersi aH'universite' il 9-10 No- 
vembre delle ore 10.00. 

SIAMO CEFm CHE I COMPA- 
GNI DI BASE DI RIFONDAZIO- 
NE COMUNISTA NON MAN- 
CHERANNO L’ APPUNTAMEN- 
TO CONTRO LA NATO E L'IM- 
PERIALISMO. FINCHE' Gl SA- 
RA' NATO NON CI SARA’ PACE 
BASTA CON LA NATO, SMAN- 
TELLIAMOLA! COORDINAMEN- 
TO NAZIONALE ANTINUCLEA- 
RE ANTIMPERIALISTA MOVI- 
MENTO STUDENTESCO RO- 
MANO 




Roma S \ 11 \ 91 NO ALU NA- 
TO - NO AQLI IMPERIALISMI 

La guerra del golfo, conclusasi 
con il massacro di Irakeni e Cur- 
di, ha evidenziato ancora una 
volta, se mai ce ne fosse stato 
bisogno, quale organismo di di- 
struzione e di morte sia la NA- 
TO. I giorni 7 ■ 8 novembre 1991 
si riuniscono a Roma i paese 
membri del Patto Atlantico per 
ridefinire struttura e tattica. Per 
un dibattito serio e costruttivo 
sulla NATO, il COORDINAMEN- 
TO STUDENTI MEDI AUTORGA- 
NIZZATI aderisce all'assemblea 
indetta dagli studenti delia zona 
Ovest per VENERDÌ' 6 NOVEM- 
BRE ore 8.00 al MORGAGNI. 
CONTRO LA NATO, CONTRO 
OGNI FORMA DI POLIZIA IN- 
TERNAZIONALE E DJ IMPERIA- 
LISMO PARTECIPIAMO IN MAS- 
SA ALLA MANIFESTAZIONE 
CORTEO IL GIORNO VENERDÌ' 
6 NOVEMBRE ALLE ORE 15.00 
A PIAZZA ESEDRA. COORD. 
STUDENTI MEDIAUTORGANiZ- 
ZATI 


Roma 7\11\91 COMUNICATO 
DELL' UNIONE SINDACALE 
ITAUANA . U.S.I. - A.I.T. - RO- 
MA 

L'Unione Sindacale Italiana, se- 
gone italiana deirAssociezIone 
Internazionale dei Lavoratori, nel 
ribadire il suo Impegno e la sua 
tradizione antimilitarista comuni- 
ca la propria adesione alla mani- 
festazione contro la NATO, In- 
detta per l'6 Novembre. 

L'U.S.i. denuncia la stretta di- 
pendenza delle linee di politica 
Interna dell’Italia, sempre piu’ 
vessatorie per i lavoratori e per I 
proletari, dai diktat delle centrali 
politico - finanziarle internazio- 
nali; pertanto considera questa 
iniziativa di lotta un momento 
importante di opposizione al 
progetto governativo di aggrava- 
mento dello stato, di semi-occu- 
pazione militare del paese e di 
ulteriore innalzamento delle spe- 
se belliche. 


158.000 miliardi (26.000 per il bi- 
lancio della difesa e 30.000 circa 
per Tammodernamento degli ar- 
mamenti) previsti per il prossimo 
anno pesano, in reaita', non sul- 
la finanziaria, ma sulla busta pa- 
ga di tutti i lavoratori salariati. E 
già' si stanno riorganizzando gli 
‘storici* gendarmi degli ordini 
cosiddetti democratici (come 
negli anni '20). 

La pratica sindacate autogestio- 
naria non può', dunque, oggi co- 
me allora, prescindere da una 
presa di posizione forte e decisa 
nei confronti della cultura della 
guerra, dei potere, del dominio e 
delio sfruttamento in ogni sua 
forma, 

Per questo rivolgiamo un invito a 
tutti i lavoratori, ai compagni a 
partecipare alia manifestazione 
dell'6 Novembre a Roma. 

FEDERAZIONE REGIONALE 
LAZIO 


! CORTEO 


Roma 8 \ 11 \ 91 PREGASI 
MASSIMA DIFFUSIONE PER 
TUTTI GLI ORGANI DI STAMPA 
E TELEVISIVI 1 COMUNICATO 
DEL COORDINAMENTO NAZIO- 
NALE ANTINUCLEARE E AN- 
TIMPERIALISTA SUL CORTEO 
ANTI NATO E ANTI RAZZISTA 
DELL’ 8 NOVEMBRE 1991. LA 
MANIFESTAZIONE INDETTA 
DAL COORDINAMENTO NAZIO- 
NALE ANTINUCLEARE ED AN- 
TIMPERIALISTA, L’UNICA PRO- 
TESTA CONTRO LA NATO IN 
TUTTA EUROPAA, VEDE IN 
PIAZZA CIRCA 1.500 COMPA- 
GNI CHE IN QUESTO MOMEN- 
TO SI STANNO MUOVENDO. 


MOLTI STRISCIONI E BANDIE- 
RE ROSSE, APRE IL CORTEO 
LO STRISCIONE CON SU 
SCRITTO “CONTRO L’IMPERIA- 
LISMO BASTA CON LA NATO" 
DEL COORDINAMENTO NAZIO- 
NALE. SONO PRESENTI ALL’ 
INTERNO DEL CORTEO, OL- 
TRE TUTTE LE REALTA’ ANTA- 
GONISTE ROMANE E NAZIO- 
NALI, LA LEGA SOCIALISTA RI- 
VOLUZIONARIA E I CIRCOLI D) 
RIFONDAZIONE COMUNISTA 
ROMANI. 

LE FORZE DELL’ORDINE STAN- 
NO ANCH’ESSE SPOSTANDO- 
SI, LA LORO PRESENZA AN- 


CHE SE MASSICCIA PARE DI- 
SCRETA MALGRADO LA MILI- 
TARIZZAZIONE DI QUEST! 
GIORNI NELLA CITTA’ 


Roma 8 \ 11 \ 91 PREGASI 
MASSIMA DIFFUSIONE PER 
GIORNALI E TELEVISIONI 2 
COMUNICATO DEL COORDI- 
NAMENRTO NAZIONALE ANTI- 
NUCLEARE E ANTIMPERIALI- 
STA IL CORTEO CHE SI E’ 
MOSSO ALLE ORE 17,00 DA 
PIAZZA ESEDRA, ORA SI TRO- 
VA A PIAZZA DELL’ ESQUILINO 
E LA CODA SI TROVA A PIAZZA 




DEI CINQUECENTO, AMPIA 
QUINDI LA PARTECIPAZIONE 
DEI COMPAGNI, MENTRE E’ 
STATO APERTO UN GROSSO 
STRISCIONE DI SOLIDARIETÀ’ 
CON L‘ INTIFADA DELLA PALE- 
STINA A RICORDARE IL CARAT- 
TERE INTERNAZIONALISTA 
DELL’ INIZIATIVA PER UN CO- 
MUNISMO CHE MOLTI DICHIA- 
RANO MORTO, MA CHE IL 
CORTEO VUOLE RICORDARE 
COME ANCORA VIVO E POSSI- 
BILE. 

DURANTE IL CORTEO E' GIUN- 
TA NOTIZIA DI UNA GRAVE 
PROVOCAZIONE, IN QUESTA 
GIORNATA DI LOTTA, AL CEN- 
TRO SOCIALE OCCUPATO 
FORTE PRENESTINO A CEN- 
TOOELLE. SEMBRA CHE CARA- 
BINIERI CON AUSILIO DI BLIN- 
DATI SIANO ENTRATI ALL'IN- 
TERNO DEL FORTE SFONDAN- 
DO IL PORTONE PRINCIPALE, ! 
COMPAGNI DEL CENTRO PRE- 
SENTI AL CORTEO SI SONO 
RECATI A VERIFICARE LA NO- 
TIZIA, 

DA OfRA DICIAMO CHE QUE- 
STA PROVOCAZIONE SARA' 
RIGGETTATA DA DOVE E' VE- 
NUTA QUINDI L’INDICAZIONE 
CHE SARA' E' DI RESISTERE 
ALL EVENTUALE SGOMBERO 
O SCHEDATURA DEI COMPA- 
GNI DEL CENTRO RIMASTI PER 
PROTEGGERLO. 


Roma 8 \ 1 1 \ 91 MASSIMA DIF- 
FUSIONE PER GIORNALI E TE- 
LEVISIONI 3x COMUNICATO 
DEL COORDINAMENTO NAZIO- 
NALE ANTINUCLEARE E AN- 
TIMPERIALISTA 

IL CORTEO IN QUESTO MO- 
MENTO STA FINENDO. STA 
PER ENTRARE IN PIAZZA SAN- 
TI APOSTOLI PRECEDUTO DA 
UN AUMENTATO GRUPPO DI 
POLIZIA E CARABINIERI IN 


SPIEGABILMENTE IN ASSETTO 
DI GUERRA. 


LA PARTECIPAZIONE AL COR 
TEO E‘ STIMATA A 4.000 O 
5.000 COMPAGNI MENTRE LA 
GENTE Al BORDI DELLE STRA- 
DE ATTRAVERSATE DAL COR- 
TEO, DA’ SEGNI Di CONSENSO 
VERSO LA CONTESTAZIONE DI 
MASSA AL NUOVO PATTO IM- 
PERIALISTA STIPULATO A RO- 
MA IN QUESTI GIORNI. 

INTANTO GIUNGONO NOTIZIE 
DAI COMPAGNI DEL CENTRO 
SOCIALE FORTE PRENESTINO 
DI CENTOCELLE, CHE SMENTÌ 
SCONO LA PRESENZA DI UN 
INGENTE SPIEGAMENTO DI 
CARABINIERI. E PRECISANO 
CHE SI E’ TRATTATO SOLTAN- 
TO DI UNA VOLANTE CHE CON 
IL PRETESTO Di EFFETTUARE 
ACCERTAMENTI PENETRAVA 
NEL CORTILE DEL FORTE AR- 
MI IN PUGNO. LANQO E.C.N. 
ore1B.25 


Roma 8 \ 11 \ 91 PREG/SI 
MASSIMA DIFFUSIONE PER 
GIORNALI E TELEVISIONI 4 
COMUNICATO DEL COORDI- 
NAMENTO NAZIONALE ANT|- 


NUCLEARE E ANTIMPERIALI- 
STA 

IL CORTEO HA RAGGIUNTO 
PIAZZA SANTI APOSTOLI DO- 
VE SI STA SVOLGENDO IL CO- 
MIZIO CONCLUSIVO DELLA 
MANIFESTAZIONE. 

LE FORZE DELL’ORDINE CHE 
GIÀ’ DAI FORI IMPERIALI SI 
ERANO SCHIERATE IN ASSET- 
TO DI GUERRA SI SONO FATTE 
TROVARE A PIAZZA VENEZIA 
IN ATTEGGIAMENTO ANCOR 
PIÙ' PROVOCATORIO DI QUEL- 
LO INIZIALE, FAZZOLETTI SUI 
VOLTI GIÀ' PROTETTI DAI CA- 
SCHI, MANGANELLI E LACRI- 
MOGENI BEN IN EVIDENZA 
STRINGENDO IN UN CORDO- 
NE SANITARIO I COMPAGNI 
CHE SI DIRIGEVANO IN PIAZ- 
ZA. 

FORTE L'INTENTO PROVOCA- 
TORIO, MA NON DAREMO OC- 
CASIONE ALLA POLIZIA DI DE- 
TERMINARE QUESTA IMPOR- 
TArrTE GIORNATA DI LOTTA A 
MODO LORO, 

NO ALLA NATO SI Al SERVIZI 
SOCIALI LANCIO E.C.N. DELLE 
ORE 18.55 




4 NOVEMBRE; HANNO FATTO UN MASSACRO 
E L’HANNO CHIAMATO VITTORIA 


Durante la guerra 15/16 il gene- 
rale Cadorna dava ordine ai suoi 
ufficiaii di fucilare i soidati che 
arretravano davanti ai nemico e i 
disertori, consci ormai di essere 
solo carne da macello. 

Ogni anno, il 4 novembre, i'Ita- 
lia,immemore di quei sciagurati 
e criminali episodi della grande 
guerra, festeggia patriotticamen- 
te quello che fu un massacro di 
popolo che vide morire oltre 
600.000 giovani, operai, contadi- 
ni. 

Oggi questa inutile festa delle 
forze armate assume un signifi- 
cato che va ben oltre la celebra- 
zione di un vecchia guerra, ma 
vuole essere come pretendono 
di farci credere gii stati maggiori 
dell'esercito, i presidenti e i polì- 
tici in mostrina l'elogio e la esal- 
tazione di una 'nuova e moder- 
na forza di pace* garante e tutrl- 
ce delle democrazia e della li- 
bertà dei popoli. La guerra del 
Golfo indubbiamente è stata il 
banco di prova di quello che do- 
vrebbe essere II "nuovo* ruolo 
degli eserclt't. 

Per noi antimilitaristi tutto ciò sa 
di falso e di tragicamente antico, 
gli eserciti sono e saranno sem- 
pre simbolo e strumento di ster- 
minio, sopraffazione e autoritari- 
smo; volto ed espressione dei 
sentimenti liberticidi e sanguinari 
delio statojcausa di divisione e 
odiotrai popoli. 

I piani dei vari governi creazione 
di un esercito professionale eu- 
ropeo confermano infatti questa 
tendenza. In vista anche della 
prossima unione europea e delle 
nuove ondate migratorie. Il caso 
albanese, ad esempio, nei modi 
e net termini in cui è stato risolto 


uso indiscriminato della violen- 
za, privazione di ogni genere di 
assistenza, deportazione di mas- 
sa coatta semplifica in modo 
esplicito quale sarà il nuovo or- 
dinemondiale. 

Attualmente in Europa è in corso 
un acceso dibattito sulle nuove 
tecnologie militari e suN'ammo- 
dernamento degli eserciti, con 
una conseguente revisione delle 
polìtiche economiche e della di- 
stribuzione delie risorse. Anche 
il nostro paese non è stato ri- 
sparmiato da questa "necessità" 
ed ogni anno che passa le spe- 
se militari gravano sempre più 
sul bilancio dello stato, con i 
conseguenti tagli all'assistenza 
pubblica, alla sanità e ai servizi 
sociali. 

NO A TUTTI GLI ESERCITI ! LI- 
BERTÀ’ PER GLI ANTIMILITARI- 
STI INCARCERATI ! 

ASSOCIAZIONE ANTIMILITA- 
RISTA VERONESE - VERONA 


QUATTRO NOVEMBRE: 
Ancora menzogne! 

- Milioni e milioni sono i morti di 
tutte le guerre, massacri voluti 
dagli Stati e dalie lobbies econo- 
miche e politiche che li governa- 
no; 

• milioni di vittime oltraggiate da 
questa Ipocrita "festa" delle forze 
armate. Come si può esaltare 
uno strumento di morte, come 
si possono ricordare i caduti - 
tutti non solo i "nostri* - elogian- 
do una macchine, l'esercito, che 


continua a falcidiare vite uma- 
ne?; 

- in gennaio, nel Golfo, anche 
l'esercito Italiano ha assassinato, 
non dimentichiamolo! E agli as- 
sassini, gloria e medaglie natu- 
ralmente; 

- 4 Novembre, squallida occa- 
sione per ribadire orgogliosi pa- 
triottismi che non hanno nulla a 
che fare, come vorrebbero farci 
credere, con gli ideali di libertà, 
che servono,invece,solo a divi- 
dere i popoli, a costruire "nemi- 
ci", a fomentare rintotleranza; 

- 4 Novembre: non festa delle 
forze armate, ma festa di tutti I 
disertori, gli insubordinati, i reni- 
tenti, gli obiettori, i non sotto- 
messi. Festa per tutti coloro che 
hanno realmente ricercato la pa- 
ce rifiutandosi di uccidere. Lutto 
per I milioni di morti di tutte le 
guerre. 

- NO A TUTTI GLI ESERCITI, 
strumenti di sterminio; 

- NO A TUTTI GU STATI, falsi 
confini tra le genti, fomentatori di 
guerre: 

• Per una società dove le perso- 
ne possano vivere in pace l'una 
con l'altra, senza razzismo, di- 
suguaglianza, oppressione eco- 
nomica, politica e militare. 

LIBERTA’ PER TUTTI GLI 
OBIETTORI, DISERTORI E 
COMPAGNI INCARCERATINEL 
MONDO! 


CENTRO CULTURALE DI DO- 
CUMENTAZIONE ANARCHICA 

' LA PECORA NERA" - VERONA 




NAZI RAUS ! QUANDO IL PUZZO CHE SALE DALLE 
FOGNE DIVENTA INSOPPORTABILE... 


In questa campagna elettorale 
per le amministrative se ne stan- 
no vedendo di tutti i colori. Tra 
gii altri ne stanno approfittando I 
fascisti (quelli di sempre, quelli 
di Salo' e della strage di Piazza 
Loggia) per ripresentarsi in cit- 
ta', per riprendere quegli spazi di 
agibilità' che, anche negli ultimi 
anni, la pratica continua e mili- 
tante dell’antifascismo aveva ne- 
gato a queste carogne. 

Sembra infatti essere iniziata 
una ripugnante rincorsa tra MSI 
e Lega lombarda per chi la spa- 
ra piu' grossa contro gli immi- 
grati, per chi riesce a mostrare il 
proprio volto piu' reazionario e 
antiproletario, magari vestendo I 
panni delT'antlsistema*. 

Siamo nauseati: mentre in nome 
dell'anticomunismo e del via li- 
bera alle riforme istituzionali i fa- 
scisti dell'MSI vengono accoiti 
nel "salotto buono' del Palazzo, 
mentre le tematiche odiosamen- 
te razziste della Lega vengono 
fatte proprie e tradotte in pratica 
daiie forze politiche di governo. 
In tutta Europa si moltiplicano gli 
attacchi contro gli immigrati e 
prende piede II fenomeno del 
nazi-skin. Ed i governi della civi- 
le Europa stanno a guardare, 
anzi coprono e proteggono 
quelle bende di nazisti che con i 
loro rald accompagnano il varo 
di leggi sempre piu' restrittive 
sugli 'stranieri'. 

In Italia intanto, attraverso gli ar- 
chivi di Gladio e dei servizi se- 
greti, anche la Magistratura si 
accorge che le stragi di piazza 
Fontana e di piazza Loggia le 
hanno fatte lo Stato (si chiamas- 
se di volta in volta La Bruna, 
Glannettini o Delfino) e i fascisti 
(si chiamassero Preda, Rognoni 


o altro). I compagni, i proletari lo 
gridavano da anni nelle piazze e 
per loro cl sono sempre state le 
manganellate delia polizia, come 
il 28 maggio scorso al corteo 
nell’anniveraarlodellaStrage. 

Ci sembra abbastanza per dire 
che a tutto c’e' un limite: A BRE- 
SCIA I FASCISTI NON DEVONO 
PARLARE ! 

In piu' il BOIA FASCISTA FINI ha 
annunciato la sua intenzione di 
parlare in piazza Loggia sabato 
16 novembre ... Gli antifascisti di 
questa citta' non possono tolle- 
rare che questa carogna mostri 
la sua faccia In nessun angolo di 
Brescia, tantomeno netta piazza 
della strage fascista e di Stato. 

Lanciamo un APPELLO ALLA 
MOBILITAZIONE a tutte le/i 
compagne/i, a tutti gli antifascisti 
e gli antirazzisti coerenti e non 
parolai, a tutti i proletari, a tutte 
le forze politiche e sociali antifa- 
sciste affinché' si muovano al di 
le' di ogni calcolo elettoralistico. 
NESSUNO SPAZIO PER I FA- 
SCISTI E PER I RAZZISTI! 

le/i compagne/i del Centro So- 
ciale di via Battaglie 


MAI PIU’ FASCISMO E RAZZI- 
SMO IL BOIA FASCISTA FINI 
NON DEVE PARLARE SABATO 
16 NOVEMBRE CONCENTRA- 
MENTO ANTIFASCISTA PIAZZA 
DELLA LOGGIA - BRESCIA - 
ORE 15 

Sabato 16 novembre il boia fa- 
scista FINI, segretario dell'M.S.i., 
vuole tenere un pubblico comi- 
zio in Piazza della Vittoria. La 
Questura e il Commissario pre- 


fettizio Sottile hanno autorizzato 
il comizio fascista nella piazza 
simbolo del Ventennio dittatoria- 
le, a pochi passi da Piazza delia 
Loggia, la piazza della Strage fa- 
scista e di Stato. La provocazio- 
ne, coperta e protetta dagli or- 
gani dello Stato e dalle istituzioni 
locali, si colloca dentro II tentati- 
vo dei fascisti di riprendersi in 
citta' spazi di agibilità’ politica In 
occasione della campagna elet- 
torale per le amministrative. Una 
campagna elettorale che si sta 
svolgendo all'insegna della 
squallida competizione tra fasci- 
sti e Lega per chi si mostra piu' 
razzista e piu' reazionario. Que- 
sto in un contesto locate che ve- 
de anche apparire la lugubre si- 
gla del Fronte Nazionale fondato 
dallo stragista Froda, 

I fascisti sono quelli di sempre e 
lo rivendicano con orgoglio cri- 
minale. Sono quelli del Venten- 
nio di repressione, miseria, lutti, 
quelli della Repubblichinadi Sa- 
lo', delle persecuzioni razlali; 
sono quelli che in questi quaran- 
tacinque anni di 'democrazia' 
hanno affiancato la Celere di 
Sceiba negli attacchi omicidi 
contro le manifestazioni operaie 
e conteidine, che partecipavano 
alle patriottiche attività' terroristi- 
che delia Gladio; sono quelli 
che, su indicazione dei servizi 
segreti e dei potere politico, 
hanno attuato la strategia delle 
stragi contro i movimenti negli 
anni '70 ... da sempre al fedele 
servizio di questo potere e di 
questo Stato ! 

Ma non stiamo solo parlando di 
fantasmi del passato': stiamo 
parlando di una realta' quotidia- 
na fatta, oggi nella 'civile e de- 
mocratica' Europa dei padroni, 
di attacchi contro gli immigrati. 




di attentati e aggressioni contro i 
Centri sociali, gli studenti e con- 
tro qualsiasi soggetto diverso, 
antagonista. 

Stiamo parlando di un clima so- 
ciale e politico In cui gli spazi 
garantiti dal potere alle odiose 
tematiche e pratiche razziste, fa- 
sciste e nazista, servono solo a 
giustificare e supportare le politi- 
che di sfruttamento e controllo 
sociale dei vari governi europei. 
Naziskin, leghisti e fascisti non 
sono altro che il volto piu' bece- 
ro e schifoso del Nuovo ordine 
che i padroni impongono nel 
Sud del pianeta come in Europa. 

La presenza di Fini in piazza a 
Brescia non può' essere tollera- 
ta, proprio quando anche la Ma- 
gistratura si sta 'accorgendo* 
che le stragi da Piazza Fontana 
a Razza della Loggia sono fasci- 
ste e di Stato. Di fronte a tutto 
do’ dove e' la Brescia 'demo- 
craticaeantifciscista', quella che 
una volta all'anno piange i Cadu- 
ti della Strage ? I rifondatori, tan- 
to per nort compromettere la si- 
gla alla vigilia deile elezioni, ri- 
corrono ad un giochetto che 
puzza di vecchio PCI: fanno in- 
dire un presidio ai 'giovani' qua- 
si che l’antifascismo fosse una 
pratica per under 21 . E gli altri, 
saranno in piazza? 

Facciamo perdo’ ancora una 
volta appello a tutte/i le/i compa- 
gne/i a tutti gli antifascisti e gli 
antirazzisti coerenti e non paro- 
lai, al lavoratori, agli studenti, a 
tutti I proletari per fare di SABA- 
TO 16 NOVEMBRE una GIOR- 
NATA DI LOTTA ANTIFASCISTA 
E ANTIRAZZISTA - PER CHIU- 
DERE OGNI SPAZIO A FASCI- 
STI E RAZZISTI ■ PER DIRE BA- 
STA ANCHE A BRESCIA ALLA 
BARBARIE DI CHI VORREBBE 
QUESTA SOCIETÀ’ DELLO 
SFRUTTAMENTO TRASFORMA- 
BILE SOLO IN PEGGIO - PER 
CONTRAPPORRE A TUTTO 
CIO’ PERCORSI £ PRATICHE 



REALI Di 90UDARIETA’ E UBE- 
RAZIONE! 

le/l compagne/i del Centro so- 
cialedi via Battaglie 


COMUNICATO STAMPA DEL- 
LE/1 COMPAONE/t DEL CEN- 
TRO SOCIALE DI VIA BATTA- 
QLIE - BRESCIA - 17 NOVEM- 
BRE 1991 

Nonostante una citta’ militarizza- 
ta da un imponente schieramen- 
to delle forze dell'ordine (secon- 
do la stampa locale oltre 400 tra 
poliziotti e carabinieri), un centi- 
naio di compagne e compagni 
antifascisti ha dato vita sabato 
pomeriggio ad un combattivo 
corteo che, sfidando I divieti e le 
minacce della Questura, ha per- 
corso le strade del centro citta- 
dino con la parola d'ordine 'A 
BRESCIA I FASCISTI NON DE- 
VONO PARLARE*. Intanto il boia 
fascista Fini, segretario deii'MSI, 
teneva il suo comizio, che origi- 
nariamente doveva aver luogo In 
piazza della Vittoria a pochi pas- 
si da piazza Loggia, nel chiuso 
di un cinema. 

Soltanto la presenza di centinaia 
di divise blu e nere ha garantito 


la possibilità' dei fascisti di parla- 
re nel centro di Brescia, per pro- 
pagandare le loro odiose temati- 
che razziste e reazionarie (per 
esemplo la richiesta di pana di 
morte o di abolizione della legge 
Qozzini dopo il sequestro Qhidl- 
ni) che bene si inseriscono nel- 
l'attuale clima politico Istituzio- 
nale. 

Penosa la scelta di RIfondazIone 
Comunista che, nel momento in 
cui e’ stata lanciata l’indicazione 
di lasciare Piazza Loggia in cor- 
teo, ha invitato i partecipanti al 
presidio antifascista a rimanere 
in piazza. Questa sceltadi disso- 
ciarsi da una pratica reale della 
piazza sembra essere diventata 
un'abitudine di questo partito, 
ma, come già’ era successo in 
occcasione dello manifestazioni 
del 26 maggio e del 1 giugno 
scorsi, solo alcune decine di mi- 
litanti e burocrati di Rifondazione 
non hanno partecipato al corteo. 

Dopo l'iniziativa di lotta di saba- 
to, dopo artche l’attentato fasci- 
sta contro il Centro sociale 'Alta 
Tensione" di Mantova, spetta a 
tutti gli antif^isti coerenti ri- 
prendere nella pratica la parola 
d’ordine; NESSUNO SPAZIO 
PER t FASCISTI E I RAZZISTI. 



BOLOGNA31/10/91 

Nella notte tra II 30 ed il 31 un 
gruppo di fascisti e' stato Incro- 
ciato da alcuni compagni duran- 
te un attacchinagglo sulla 'morte 
del comuniSmo*. 

A smentita del messaggio mura- 
le l’azione diretta antifascista. Bi- 
lancio finale: due macchine de- 
molite e otto fasci contusi. 


FIRENZE 4/1 1/91 

Nella notte tra venerdì' 1 No- 
vembre e Sabato 2, ennesimo 
attentato al CSA La Jungla III. 
Una macchina di un compagno 
del Centro e' stata compieta- 
mente bruciata davanti al porto- 
ne del CSA. 

L’attentato avvenuto alle 2 di 
notte circa e' stato rivendicato 
con una scritta lasciata accanto 
dai nazl-skins. Non e’ la prima 
volta che bande naziste attacca- 
no direttamente il movimento dei 
CSA. Al CSA JUNGLA Ili la soli- 
darietà’ di tutti i compagni del 
movimento antagonista e insie- 
me l'assunzione collettiva della 
pratica dell’antifascismo militan- 
te. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE 
ANTAGONISTA 


ROMA 10/1 1/1991 

Un ennesimo episodio di violen- 
za fascista si va ad aggiungere 
alla lista di provocazioni perpe- 
trate al danni dei compagni e 
compagne e proletari e proleta- 
rie, da fascisti e polizia nella zo- 
na di Cinecittà' verso le tre del 



mattino due compagni che sta- 
vano facendo propaganda mu- 
rale contro la finanziaria neila 
zona di Cinecittà' Est venivano 
assaliti da una decina di indivi- 
dui. il risultato; un compagno 
con occhio nero e un altra con 
un labbro spaccato. 

Questi topi di fogna, forti dell'In- 
famante propaganda anticomu- 
nista di questi ultimi mesi, insie- 
me agli apparati repressivi (P.S., 
C.C., Digos, Uclgos, mass-me- 
dia), sono perfettamente fun^o- 
nali a questo sistema di sfrutta- 
mento ed ingiustizia. Costoro in- 
filtrati negli stadi, nelle bische, 
nei quartieri, dove l’ opposizione 
sociale e politica può’ sviluppar- 
si realmente, consapevoli e no 
vengono di nuovo usati dallo 
stato (della Gladio, della P2 e 
delle stragi), come misura caute- 
lare in previsione di una futura 
pianificazione, polche’ nell'Euro- 
pa dei ’B2, tutto dovrà’, secondo 
loro, funzionare senza alcuna 
forma di opposizione. 

in questo '92 che ci troverà' co- 
munque al tianco dei proletari 
immigrati aggrediti dai nazifasci- 
sti, umiliati dallo stato, al fianco 
dei proletari in lotta per la so- 
pravvivenza, dei giovani, dei la- 
voratori del disoccupati, dei piu' 
deboli, per una società' a misura 


d'uomo, senza sfruttamento, 
senza regime, senza galere, per 
la sodidarieta', per il comuni- 
Smo. 

RICACCIAMO I TOPI NERI NEL- 
LE LORO FOGNE 


■GIOVANI PROLETARI ORGA- 
NIZZATI' 


Roma 2\11\91 

COMUNICATO 

STAMPA 

La manifestazione antifascista 
del 20 Ottobre e' stata il frutto 
della mobilitazione di molte 
strutture antagoniste ed antifa- 
sciste ( centri sociali, studenti e 
lavoratori ), che hanno saputo 
dare una chiara risposta politica, 
pacifica e di massa alla provoca- 
zione tesa a commemorare ' la 
marcia su Roma '. Il preside an- 
tifascista e’ stato un atto di civil- 
tà', attuato con determinazione 
da diverse centinaia di proletari 
consapevoli della svolta autorita- 
ria che si va affermando in Italia. 

Questa e' la realta, anche se 
qualche sen/o dei padroni del- 


l'informazione (tra cui Carlo Fio* 
rini deirUnita'), si e' inventato 
fantomatiche provocazioni da 
parte dei manifestanti, schiere di 
autonomi ' cattivi ' inquadrati da 
Improbabili capi popolo. 

Ci dissociamo completamente 
dall' atteggiamento reticente ed 
irresponsabile di R.C., che aveva 
indetto per quel giorno un inutile 
presidio a largo degli Osci. Di 
fatto, diversi militanti di questa 
organizzazione rifiutando i' am- 
biguità’ deila dirigenza, hanno 
partecipato al presidio. 

La nostra voglia di lotta, mobili- 
tazione e dibattito, non si esauri- 
sce a piazza del Verano. 

Vogliamo costruire una settima- 
na che attraversi l'Università' e i 
quartieri contro il fascismo, raz- 
zismo e impedalismo. Vogliamo 
essere In piazza l'8 Novembre 
contro la NATO, il nuovo ordine 
mondiale, l'aumento delle spese 
militari, e vogliamo esserci di 
nuovo con una grande mobilita- 
zione popolare determinata e di 
piazza. Pensiamo che chiunque 
si dichiari contro lo sfruttamento 
del terzo mondo, contro l’impe- 
rlalismo ed il nuovo ordine mon- 
diale di cui la NATO e’ espres- 
sione non possa nel giorno in 
cui i nuovi padroni del mondo 
notificano il patto Atlantico, evi- 
tare di assumersi le prople re- 
sponsabilità’ politiche ed orga- 
nizzate. 

Lanciamo quindi t'appello alla 
mobilitazione per la costruzione 
di una grossa giornata di lotta 
per r 8 Novembre a Roma con- 
tro it vertice NATO 

COORDINAMENTO CENTRI 
SOCIALI - POMA E PROVINCIA 
ALCUNI COMPAGNI DI RIFON- 
DAZIONE COMUNISTA STU- 
DENTI E STUDENTESSE IN 
MOVIMENTO - U SAPIENZA 
COORDINAMENTO REGIONA- 
LE ANTINUCLEARE ANTIMPE- 



RIALISTA CIRCOLO PIETRO 
SECCHIA SOCIALISMO RIVO- 
LUZIONARIO COMITATO IN- 
TERNAZIONALE DEI MOVIMEN- 
TI PER LA PACE ANTIMPERIA- 
LISTI ITALIANI ED ESTERI IN 
ITALIA FORUM INTERNAZiONE- 
LE PER L’ ONU DEI POPOLI - 
SEZ, IT. PER ADESIONI : C/O 
RADIO ONDA ROSSA TEL. 
06/491750 FAX 06/44636 1 6 


UNPARTICIANO 

RrrOHNA... 

Da un lancio ANSA del 
5/11/1991 

Brescia, 5 novembre. La corte 
d'assise d'appello di Brescia ha 
condannato a dieci anni di car- 
cere l'ex partigiano Giuseppe 
Bonfatti, 67 anni, di Viadana 
(MN) che lo scorso anno aveva 
ucciso per vendetta Giuseppe 
Oppici, 66 anni, un’ex camicia 
nera. I giudici bresciani hanno 
concesso uno sconto di sei anni 
rispetto alla condanna inflitta al 
Bonfatti dalla corte d'skssise di 
Mantova l'aprile scorso. 


L’ex partigiano ha detto in aula 
di avere meditato per 46 anni la 
vendetta e 01 NON ESSERE 
PENTITO di quello che ha fatto. 

•L'OMICIDIO DI UN FASCISTA 
E' L'UNICA COSA BELLA CHE 
HO FATTO IN VITA MIA' ha di- 
chiaratoai giornalisti. 

Nell'ottobre del 1944 Giuseppe 
Bonfatti, partigiano delle Brigate 
Gribatdi, aveva partecipato nel 
pressi di Sabbloneta (MN) ad 
un'azione contro militari della 
Repubblica di Salo' nel corso 
della quale feri' gravemente un 
ufficiale. Per ritorsione le cami- 
cie nere Incendiarono la cgisoìna 
presso Viadana dove viveva ia 
famiglia del partigiano. Dopo la 
guerra Bonfatti emigro' In Brasile 
e vi rimase per 45 anni. 

Tornato In Italia, comincio' le ri- 
cerche dei fascisti che avevano 
partecipato alla spedizione puni- 
tiva contro la sua casa. L‘6 no- 
vembre del 1990, esattamente 
46 anni dopo l’incendio della ca- 
scina, Giuseppe Bonfatti uccise 
a colpi di piccone Giuseppe Op- 
pici. 

ECN MILANO 





Imperìa8\11 \91 
AFmCOLO Di GIORNALE 
DELLA REGIONE 
LIGURIA SU GRUPPO 
"ANTISPECULATION" 

VANDALI Ora saltano fuori an- 
che i teppisti dell"antispecula- 
tion’ Uova alla varr^ice contro 
vetrina IMPERIA ■ Siamo un 
gruppo di giovani ariti specula- 
tion. Siamo contro le colombia- 
ne e contro ogni tipo di specula- 
zione. Questa notte abbiamo 
colpito la Domas immobiliare, E’ 
il primo obiettivo di una lunga li- 
sta. Abbiamo colpito con II colo- 
re perche' noi colpiamo solo 
con it colore. ‘ 

La rivendicazione e' arrivata in- 
torno alle 9,30 di ieri al Decimo- 
nono. Un rapido controllo in via 
tommaso schiva al numero 46: 
la vetrina della Oomas e’ intatta, 
a parte una serre di ampie chiaz- 
ze di vernice rossa sull' insegna 
e sui vetri. La Domas, e’ bene 
ricordarlo, e' l‘ immobiliare che 
ha appaltato alta SatrI la costru- 
zione de! grattacielo dove sorge- 
va la Benzetti. 



£ si, hanno colpito con ii colore, 
rosso acceso. Buntemponi in 
vena di scherzi? Non pare pro- 
pio. Ma neanche terroristi, non 
esageriamo. Coi nome che han- 
no scelto anti-speculation pos- 
sono essere del giovani che 
hanno adottato un sistema sicu- 
ro per essere notati. Tra I' altro 
la tecnica usata per spargere la 
vernice e' piuttosto complicata; 
hanno svuotato delle uova e le 
hanno riempite di colorante. Poi 
le hanno lanciate contro vetrina 
einsegna. 

La Domas immobiliare ha sporto 
denuncia. ‘Quantomeno per 
rassicuratone, spiega Aimo 
Botdrini, portavoce della socie- 
tà'. Il danno e' sicuramente limi- 
tato. mi lascia comunque stupito 
la cura con la quale e' stato pre- 
parato l'attentato*. 

Sull'episodio Indaga laDIGOS. Il 
gruppo che ha rivendicato l'azio- 
ne eche si definisce 'giovani an- 
tl-speculation* e' assolutamente 
nuova per Imperia. 



DAI GIORNALI 
DEL VENETO: 

Il Giornate di Vicenza ■ pag.11 - 
di martedi' 5 nov: LONGARE, 
BRUCIATA UN'AUTO AMERICA- 
NA LO RIVENDICA UN ^3RUP- 
PO DI COMUNISTI* Alla stessa 
ora e’ stato appiccato il fuoco ad 
altri due automezzi Usa a Pra- 
maggiore nel Veneziano 

Attentato terroristico a Longare. 
firmato da un "gruppo di comu- 
nisti' In due episodi distìnti, uno 
nel vicentino l'altro a Pramaggio- 
le Venezia, sono siate incendia- 
te 3 automobili appartenenti a 
militari statunitensi di stan^ nel- 
le basi SETAF di Vicenza e Por- 
togruaro. A Longare gli attenta- 
tori hanno cosparso di benzina 
la Toyota Edition dell'infermiera 
Jennifer A. Pietsch, 23 anni, che 
lavora nell'Os pedale militere del- 
lacaserma Ederle, 

La donna e' sposata con un mili- 
tare americano, anch'egli occu- 
pato all'ospedale americano e, 
particolare che adesso e’ all’at- 
tenzione degli investigatori, lavo- 
ra nello stesso reparto dell'uffi- 
ciale a stelle e strisce al quale 
appartenenti all’area deH'Auto- 
nomia avevano incendiato l'au- 
tovettura il 3 settembre scorso a 
Padova, Altro particolare ritenu- 
to significativo per legate i due 
attentati, il fuoco in entrambe le 
circostanffi e' stato appiccato 
alle 1.3Q. La coppia, residente in 
Via Manzoni, e' stata svegliata In 
piena notte da un botto e nono- 
stante il tentativo di spegnere le 
fiamme con mezz di fortuna, ha 
dovuto chiedere l'aiuto dei Vigili 
del Fuoco. I quali comunque 
non hanno potuto impedire che 
gran parte delVautomobile giap- 
ponese andasse distrutta, il dan- 
no ammonta ad alcuni milioni di 
tire. In base alle informazioni for- 
nite dagli inquirenti II tappo del 
serbatoio e' stato sabotato e so- 
no state pure trovate tracce di 


uno ‘stoppino* di tela con il qua- 
le gli sconosciuti si sarebbero 
serviti per appiccare II fuoco al- 
l'automezzo. 

Nel veneziano, invece, sono sta- 
te Incendiate una "Wolkswagen 
Polo' e una 'Chevrolet' di due 
sergenti americani distaccati 
nella brigata missili di 
Poftogruaro. 


ne di tutta l'opposizione palesti- 
nese. Continueremo con la no- 
stra lotta; continueremo ad at- 
taccare le strutture della NATO 
anche nei prossimi giorni”. 

Jennifer A. Petsch e il marito si 
sono detti sorpresi di quanto e' 
accaduto ed hanno spiegato 


Gli inquirenti ai momento non si 
pronunciano sulla attendibiiita' 
della rivendicazione fatta al po- 
meriggio a 'li Giornale di Vicen- 
za*, mentre quella all'Ansa e' ve- 
rosimile poiché’ fino a tarda mat- 
tina gli inquirenti hanno negato 
che fosse accaduto qualcosa sia 
a Longare che a Pramaggiore. 



che resteranno a lavorare anco- 
ra tre mesi nel nostro paese, pri- 
ma di rientrare negli Stati Uniti. 
'Slamo spiaciuti - ha affermato la 
coppia • anche perche' siamo 
sempre andati d'accordo con 
tutti. Tra l'altro non potremo 
neppure essere rifusi dei danni 
dall'assicuras^one perche' non e' 
previsto dalle clausole II danneg- 
giamento in seguito ad attenta- 
to". 


L'interrogativo di fondo 
e' quello di cetoire se si 
e' trattato di episodi de- 
stinati comunque a ri- 
manere isolati oppure 
di una miccia, per 
quanto labile, destinata 
a propagarsi. Cosi’ al- 
meno come tentereb- 
bero ad accreditare I 
due farneticanti comu- 
nicati. 


Nella mattina di ieri i due 
episodi sono stati se- 
gnalati da unatelefonata 
anonima giunta alia se- 
de dell'Ansa di Mestre. 
■Questa notte - ha detto 
all'apparecchio uno sco- 
nosciuto - abbiamo at- 
taccato con il fuoco due 
Insediamenti yankee a 
Longare e a Pramaggio- 
re. Questo contro la fir- 
ma del nuovo trattato 
NATO e contro la guerre 
Imperialista e ! massa- 
cri'. 


I delinquenti hanno poi 
rivendicato gli squallidi 
episodi al centralino dei 
nostro giornale ieri po- 
meriggio verso le 16.30. 

Una voce maschile con 
una leggera inflessione 
dialettale veneta, a no- 
me di un fantomatiuu 
•gruppo di comunisti', 
ha affermato: ■gli atten- 
tati sono contro le ratifi- 
ca del nuovo Patto 
Atlantico, Siamo consa- 
pevoli - proseguiva il messaggio 
- che questa e' una timida rispo- 
sta che posṣuno dare rispetto 
all'esercito mondiale che andra' 
a colpire con le armi il primo, se- 
condo, terzo e quarto mondo. Il 
primo risultato e’ stata la giierra 
deirirak. Siamo contro le confe- 
renze della cosiddetta pace per- 
che' significano il massacro dei 
popoli e la conferenza di Madrid 

10 sta dimostrando • concludeva 

11 farneticante comunicato - poi- 
ché' sta pianifìcando ladistruzio- 


La Nuova Venezia - 
pag. 3£ - di martedi 5 
nov.: BRUCIATE LE 
AUTO DI MILITARI USA 
ATTENTATI A PRA- 
fMGQIORE E LONGA- 
RE Il gesto rivend'icato 
con due telefonate ano- 
nime all'Ansa e alle re- 
dazione della 'Nuova* 


Con una telefonata 
anonima giunta Ieri 
mattina alle 10.30 alla 
sede veneta dell'Ansa 
(seguita pochi minuti 
dopo da un'ans^oga te- 
lefonata alla redazione di Vene- 
zia della 'Nuova') e' stato riven- 
dicato t'attentato compiuto nella 
notte tra domenica e lunedi al 
danni di tre auto di cittadini sta- 
tunitensi. in servizio alle basi NA- 
TO di Portogruaro e di Longare 
(Vicenza). 


'Abbiamo attaccato due insedia- 
menti yankee a Longare e a Pra- 
maggiore'. ha detto una voce 
maschile, 'abbiamo incendiato 
le auto degli yankee contro il 


nuovo trattato NATO e contro la 
nuova forza imperialista. Firmato 
■Contro tutte le guerre’ 

A Longare (Vicenza) gli attenta- 
tori hanno dato fuoco a un fur- 
goncino Toyota di proprietà’ di 
Jennifer A. Pietsch, un’infermiera 
americana che lavora nell'ospe- 
dale militare delia caser- 
ma 'Ederle' di Vicenza, 
sede della Setaf (Sou- ' 
thern European Task 
Force). Il tappo del ser- 
batoio del furgone e' 


Le due auto sono di proprietà' di 
soldati americani, attualmente 
residenti a Pramaggiore e in ser- 
vizio alla base NATO di Porto- 
gruaro: John Bullok, 32 anni, 
proprietario della Polo, e Ricky 
Lewis, 26 anni, cui apparteneva 
invece ia Chevrolet. 


DAI GIORNALI LOCALI 
DEL 13 NOVEMBRE 
MATTINO DI PÀDOVA: 
"DANNEGGIAMENTI IN 
"MEMORIA" DI CECCA- 
TO" 




Manno cosparso di 
benzina la porta dell'Uf- 
ficio provinciale dell’i- 
giene dell’USL 21, in 
Via Ospedali 22, quindi 
hanno appiccato il fuo- 
co. Il tempestivo inter- 


stato trovato sabotato, 
sono state rinvenute 
tracce di uno 'stoppino* 
di tela del quale i malvi- 
venti si sarebbero serviti 
per appiccare il fuoco 
all’automezzo. 

I carabinieri stanno inda- 
gando per verificare l’at- 
tendibilìta’ delle rivendi- 
cazioni. L'episodio di 
Pramaggiore e’ avvenu- 
to intorno alle 0.40 di 
domenica notte in via 
Leopardi, dove sorgono 
una serie di villette a 
schiera, occupate da 
soldati americani che 
prestano servizio alla 
base NATO di Porto- 
gruaro. Un’auto par- 
cheggiata nel piazzale 
esterno elle abitazioni 
ha improvvisamente 
preso fuoco. Gli abitanti 
delia zona hanno awer- 



vento dei vigili dei fuo- 
oo ha impedito che le 
fiamme si propagasse- 
ro, cosi' i danni sono ri- 
masti limitati all'ingres- 
so. Una volta dato l’al- 
larme, erano circa le 
2.30 dell’altra notte, e' 
Intervenuta anche una 
volante per effettuare i 
primi rilievi. Vicino alla 
porta annerita e' stato 
trovato un pezzo di pla- 
stica bruciacchiato, 
quello che restava 
probabilmente della ta- 
ttica usata dagli attenta- 
tori per il liquido infiam- 
mabile 

Sull'episodio sta ora in- 
dagando la DIGOS che 
lo ricollega alle varie e 
plateali manifestazioni 
organizzate negli ultimi 
tempi dagli autonomi, 
in difesa dei malati di 


tito carabinieri e vigili dei 
fuoco. Le fiamme hanno distrut- 
to la vettura, una Wolkswagen 
Polo, e si erano propagate an- 
che a un'altra auto, una Chevro- 
let, che stranamente e’ stata ri- 
trovata a circa 40 metri dal luo- 
go dove era stata parcheggiata. 
Erano ben visibili le tracce la- 
sciate suN'asfalto dai pneumatici 
in fiamme della vettura. La vettu- 
ra. dopo essere stata incendiata, 
e’ stata presumibilmente tra- 
sportata poco lontano dagli 
stessi autori dell'attentato. 


Sull'origine dolosa dell'incendio 
non ci sono dubbi. I soldati ame- 
ricani che vivono nella zona 
avrebbero già’ ricevuto in passa- 
to delle minacce. Nelle settima- 
ne scorse episodi teppistici si 
erano già' verificati ai danni delle 
auto dei soldati statunitensi, Du- 
rante ia notte sconosciuti aveva- 
no tagliato i pneumatici delle au- 
to con targa americana. Sulla vi- 
cenda i carabinieri di Portogrua- 
ro hanno aperto un’indagine. 


AIDS che si trovano 
dietro le sbarre. Ieri mattina in- 
fatti, alla redazione del nostro 
giornale e' giunta una telefonata 
di rivendicazione. Una voce ano- 
nima, che ha parlato a nome di 
un sedicente •GRUPPO COMU- 
NISTA', ha ricollegato l’episodio 
incendiario alla morte per over- 
dose di UMBERTO CECCATO, 
‘ucciso dall'eroina, dall’Incuran- 
za e dalla barbarie*. 



CARCERE 


2/11/1991 

DAL CARCERE 2PA- 
LAZZt 

Abbiamo attuato ia forma di pro- 
testa pacifica dello sciopero del 
vitto nelle giornate del 28 e 29 
ottobre ’91 per: 

1) sostenere le richieste fatte dai 
rappresentanti dei detenuti nel- 
i’incontrodi giovedì 24/10 con la 
Direzione; 

2) sensibilizzare l’opinione pub- 
blica rispetto al diritto alla salute 
e contro la morte da carcere e in 
carcere, contro la legge Vassalli- 
Jervolino, contro ogni logica dif- 
ferenziente (prevista dalla Gozzi- 
ni) nel concedere ie misure alter- 
native al carcere; Inoltre per i di- 
ritti degli immigrati. 

SEGU0N0139FIRME 

□ 


LIBERTA’ PER MAU- 
RIZIO CLAUDIANI 
"Marco" e gli altri de- 
tenuti che versano In 
gravi condizioni di sa- 
lute 

-GIOVEDÌ’ 7 NOVEMBRE Si 
SVOLGERÀ’ A PADOVA UNA 
MANIFESTAZIONE PUBBLICA, 
INDETTA DAL C.S.O. PEDRO, 
CONTRO LA MORTE DA/IN 
CARCERE E IN SOLIDARIETÀ’ 
CON LE LOTTE DI NOI DETE- 
NUTI, 


-PROPONIAMO CHE LA NO- 
STFtA ADESIONE ALLA MANI- 
FESTAZIONE SI CARATTERIZZI 
NEL RIFIUTARE L’ARIA IN SE- 
ZIONE. RIMANENDO NELLE 
PROPRIECELLE, 

Seguono 125 firme 

□ 


Padova, 4.. 11.1991 

AL MAGISTRATO DI SORVE- 
GLIANZA e p.c. AL DIRETTORE 
DEL CARCERE GIUDIZIARIO 
DUE PALAZZI ALLA STAMPA 
CITTADINA: *iL GAZZETTINO’ E 
■IL MATTINO DI PADOVA’ ALLE 
RADIO ED EMITTENTI TELEVI- 
SIVE LOCALI 

Come popolazione detenuta del 
carcere giudiziario Due Palazzi 
di Peidova, invitiamo II Magistra- 
to di Sorveglianza a parleire con 
tutti noi sulle nostre condizioni di 
detenzone. 

Testo letto e sottoscritto dai se- 
guenti detenuti: seguono n. 153 
firme. 

Padova, 5 novembre 1991 


Cari compagni, di telegrammi 
con scritto *Sono presente alla 
Manifestazior^e* ne sono partiti 
87 dal Due Palazzi. E' un dato 
enorme riconosciuto anche dalla 
Direzione. Basti pensare che chi 
non aveva soldi sul libretto non 
poteva fare il telegramma. Prob- 


abilmente ne sono partiti anche 
altri dal Penale. 

Tenete presente che come desti- 
natario abbiamo scritto Radio 
Sherwood e non Tele Radio City 
pertanto se non vi sono arrivati 
chiedete ragione ai Direttore del- 
ie Poste. 

A proposito, ricordate che in 
contemporanea con la manife- 
stazione c'è il rifiuto deiraria in 
sezione (la mozione dei 125). 

Lo sopete che da oggi vi ascol- 
tiamo! (tramite radiolina Grundig 
acquistata in carcere). Cosa ne 
dite se giovedì alle ore 20.oo fa- 
te un breve quadro della manife- 
stazione e mandate un saluto 
agli ammalati ed alla popolazio- 
nedetenuta? 

La cella 19 1^ sezione - Braccio 
Sud Infernale vive già neH'ut> 
pia..salutoni 



Padova, 6/1 1/1991 

Cara Reidio Sherwood, già da 
tempo avete sollevato il proble- 
ma della Incompatibilità del car- 
cere con determinate condizioni 
di sedute. Ho deciso anch'io di 
scrivervi per comunicare eid eiltri 
il mio problema. Sono Michele 
Peisqualetto, tossicodipendente 
dall'80, dall’8e sieropositivo e 
daH’88 allo stadio ARC. Già da 
quando avevo tre anni, a causa 
di cure sbagliate che mi hanno 
fatto i medici (iniezioni di peni- 




cellina a cui ero allergico), non 
sono in grado di mangiare alcun 
cibo che non sfa latte e biscotti. 
Nel febbraio ’91 ho avuto la 
broncopolmonite con pleure ed 
in ogni momento posso avere 
delle ricadute. Dal 4 aprile '91 
sono detenuto presso il Carcere 
Giudiziario Due Palazzi di Pado- 
va per scontare un anno di con- 
danna per una serie di piccoli 
furti (autoradio). Da agosto non 
sono In grado di assumere 
l'AZT, che mi è stato prescritto, 
dato che le mie condizioni di sa- 
lute sono estremamente peggio- 
rate: anemia, gravi problemi 
epatici ed alth ancora dovuti alla 
mia condizione di sieropositivo. 
Infatti non sono più In grado di 
reggere gli effetti collaterali del 
farmaco (nausea, vomito, sveni- 
menti) in una situazione appe- 
santita dalladetenzione. 


Reulio Sherwood, Centri Sociali 
Occupati, Collettivi Studente- 
schi, Cobas, ecc., stanno lottan- 
do insieme a noi. Lo stesso po- 
tere che ci vuole morti e in cate- 
ne, vieta la manifestazione del 
7/11/91, blinda le piazze, e i gior- 
nali (che sembrano sempre più 
veline dellaquestu raedelladire- 
zione carceraria), non riportano 
nulla su di noi se non in termini 
pietistici o dopo che uno di noi, 
pur versando in condizioni di sa- 
lute disperate, viene incarcerato 
nove mesi prima di ottenere un 
confronto ed essere poi scarce- 
rato perché assolto al porces- 
solll 

Abbiamo sollevato e continuere- 
mo asollevare casi Individuali 
principalmente per rendere evi- 
dente, a chi vuole capire, su 
quanta sofferenza e sangue si 
fonda questademocrazia. 


Aggiungo solo che la mia situa- 
zione familiare è disastrosa, rice- 
vo unicamente dei piccoli aiuti 
della Carltas. 

Il miofinepenaéil 4aprile 1962. 
Non riesco a credere che, nelle 
mie condizioni, mi venga impe- ^ 
dito di curarmi da subito e in 
libertà. 

Pasqualetto Michala 


Siamo dei detenuti sieropositi- 
vi, (alcuni in ARC e AIDS) del 
Carcere Giudiziario Due Palaz- 
zi di Padova. E' da quasi due 
mesi che nei carcere dove sia- 
mo detenuti si stà verificando 
un fatto nuovo: stiamo potando 
avanti, con la lotta, e assieme a 
tutti i detenuti, l'obiettivo delia 
liberta' per chi versa in condi- 
zioni di salute Incompatibili con 
il carcere. 

CI siamo entusiasmati nel ve- 
dere come alcune realtà quali; 


Siamo convinti che vincere su di 
un caso significa creare le con- 
dizioni per il consolidare mecca- 
nismi automatici che Impedisca- 
no la carcerazione In presenza 
di determinate condizioni di sa- 



lute. Inoltre lo strappare, fosse 
anche una sola vita, dalla morte 
da/in carcere, per noi è un obiet- 
tivo per cui vaJe la pena lottare! Il 

Staremo a vedere chi vorrà pub- 
blicare questa lettera collettiva, 
sottoscritta da alcuni *casi' de! 
Carcere Giudiziario Due Palazzi. 

Padova, 6/11/91 CLAU- 
OIANI MAURIZIO - TAS- 
SETTO RICCARDO - PA- 
SOUALETTO MICHELE 
TES8ARI FERRUCCIO 
FA80LAT0 FABIO 

□ 


NeH'aderire alle iniziative di lotta 
finaJlzate alla scarcerazione di 
Maurizio Claudiani come dete- 
nuti del nuovo complesso pena- 
le vogliamo ribadire che il nodo 
della salute, deila malattia e della 
morte in carcere non e’ certo un 
fatto episodico o eccezionale, 
ma per contro purtroppo diviene 
sempre piu' una dimensione ge- 
neralizzata. 


Vogliamo ricordare che anche 
nel nostro carcere in passato, 
ma anche oggi, cì sono state e 
ci sono persone gravemente 
ammalate per le quali nessuno 
ha saputo o e' riuscito a trova- 
re soluzioni reali e le scarcera- 
zioni sono state concesse qua- 
si come una beffa, sicuramente 
come un monito per gli altri, 
quando ormai la realtà' era tra- 
gica. 

Basta pensare a Franco Fagioli 
gravemente ammalato di AIDS 
tenuto in un supercarcere co- 
me ii nostro fino a pochi giorni 
prima della morte. Il suo caso 
noi l’abbiamo vìssuto concre- 
tamente e non possiamo non 
denunciare oltre che la ferocia 
delle istituzioni e della magi- 



stratura a cui competeva il prov- 
vedimento di scarcerazione an- 
che il disinteresse criminale del 
suo avvocato di fiducia che pen- 
sava solo a spillar soldi ai suoi 
familiari, mentre contempora- 
neamente si disinteressava delle 
condizioni di salute di Franco. 
Un qualche mese di più in car- 
cere per lui voleva dire piu' gua- 
dagni. Nonostante I parenti di 
Franco gli abbiano elargito di- 
versi milioni, siamo stati noi de- 
tenuti a presentare Istanze di 
solleciti e a promuovere iniziati- 
ve di sensiblllzzaziorte e di soli- 
darietà'. Questi atteggiamenti da 
parte dei legali, quando si trova- 
no di fronte a poveracci o a vac- 
che da mungere sono sempre 
piu’ diffuse. 

Altri detenuti continuano a resta 
re in carcere anche se grave- 
mente ammalati e gli articoli ap- 
parsi negli ultimi mesi sui giorna- 
li non hanno smosso nulla. 

Ma quanti sono i detenuti grave- 
mente ammalati che oggi sono 
rinchiusi un po' in tutte le carceri 
italiane? Nessuno può' indicare 
un numero preciso: sicuramente 
sono moltissimi. A loro non resta 
che osservare impotenti una ga- 
ra silenziosa tra ì percorsi delle 
istanze dì scarcerazione e la loro 
vita che se ne va. E al filo di lana 
arriva spesso prima la morte, e a 
quanti la magistratura, le forze e 
i partiti politici, hanno già' defini- 
tivamente detto no! Basta ricor- 
dare I detenuti del reparto per 
ammalati di AIDS delle Vailette 
di Torino costretti a rifiutare i far- 
maci per attirare l'attenzione sui 
loro casi. Basta ricordare Pro- 
spero Gatiinari e Rocco Ricciardi 
colpiti da malattie cardiopatiche 
Irreversibili ormai costretti da 
una volontà' vendicativa e forca- 
loia ad attendere la morte in cel- 
la. E a quanti altri di cui nessuno 
parla, che neanche siamo a co- 
noscenza, si trovano in condi- 
zioni simili. 


Certo le iniziative che stiamo fa- 
cendo dentro e fuori le carceri 
sono un buon passo avanti Ri- 
mane fermo il fatto che il proble- 
ma della salute e’ inscindibil- 
mente legato a quelli piu' gene- 
rali delie condizioni interne, dei 
livelli di controllo sociale, di re- 
pressione e di segregazione im- 
posti con sempre piu' forza e 
violenza da queste istituzioni e 


da questo stato; e quindi, in ulti- 
ma analisi, ai carattere classila, 
discriminante e razzista che 1 
rapporti di forza interni, ma an- 
che e soprattutto esterni, impon- 
gono. Una campagna forcalota e 
repressiva sempre piu' accanita 
che Invoca giustizia sommaria, 
repressione, ordine ha preso 
piede in tutto il paese. Essa e' 
sponsorizzata da tutte te forze 
politiche e da tutti gii organi di 


informazione. Ad essa nessun 
ambito istituzionale si sottrae. 
Nei fatti diventa sempre piu’ diffi- 
cile sviluppare controiniziative 
capaci effettivamente di contra- 
stare questa tendenza. Segnali 
di questa situazione e' anche la 
provocatoria iniziativa volta a 
raccogliere le firme per impedire 
un referendum che cancelli la 
possibilità’ per i detenuti di acce- 


dere alle misure alternative alla 
detenzione. 'I comitati contro la 
Gozzini' per Intenderci, promos- 
si dal partito repubblicano e dal 
sindacato autonomo di polizia. 
Nei fatti nell’ultimo anno e' già’ 
cresciuta enormemente II nume- 
ro delle persone detenute ed e' 
diventato quasi Impossibile otte- 
nere alche' minimo beneficio, 
già' oggi sempre piu' semiliber- 
ta'. affidamenti e condizionali so- 




no sogni per ia stragrande mag- 
gioranza dei detenuti. Ma ta pro- 
vocazione rimane e ci aspettia- 
mo quindi dai detenuti, me an 
che dàlie forze sùciali esterne 
che vogliono effettivamente lot- 
tare contro il carcere e I disegni 
repressivi delle istituzioni consi- 
stenti iniziative, boicottaggi e 
azioni dirette che sappiano con- 
tréistare e sconsigliare nei fatti 
tali nefandezze. 


Giovedi 7 NOV. si e' svolta a Pa- 
dova una manifestazione a fian- 
co dell lotte dei detenuti del car- 
cere Due Palazzi. Mentre sìa nel 
carcere vecchio che in queMo 
nuovo di Strada Due Palazzi si 
svolgeva la protesta dei detenu- 
ti. circa 250 compagni e compa- 
gne manifestavano nonostante il 
divieto del Comune nelle piazze 
centrali di Padova. E' stata una 
piccola ma significativa manife- 
stazione per rompere il muro di 
silenzio che i massa media locali 
senza parlare di quelli rìazionaii 
hanno imposto sulla significativa 
lotta della popolazione detenuta 
dì Padova. 

Oggi lunedi' 1 1 novembre abbia- 
mo appreso dalla stampa locate 
delia morte di Umberto Ceccato 
un detenuto tra i tanti di cui ci 
eravamo occupati in questo pe- 
riodo. Umberto ci aveva scritto 
dai carcere, stava male, molto 
male. Noi e i detenuti del 2 Pa- 
lazzi ne avevamo richiesto la 
scarcereizione. Ma Umberto era 
stato scarcerato 12 giorni fa non 
per m<^ivì di salute, ma perche 
dopo 8 mesi di galera era stato 
riconosciuto innocente dalla ra- 
pina che gli avevano contestato 
(li gioielliere in questione non io 
ha nconosciuto). Umberto aveva 
dovuto perciò . in condizioni di 
salute gravissime, restare reclu- 
so 'a gratis' per 8 mesi 



L altra notte e' morto neli'anaro- PER UNA SOCIETÀ' SENZA GA- 
ne di un palazzo a Padova. LERE DIFFONDIAMO SOUDA- 

'Morto per overdose' dicono i RIETA' E LIBERAZIONE SCRI- 

giornali, MORTO ASSASSINATO VIAMO Al DETENUTI DEL CAR- 
DALLA LEGGE CRAXI, DALL I- CERE DUE PALAZZI, Claudiani 
STITUZIONE TOTALE CARCE- Maurizio Tassetio Riccardo Pa- 
RE, DAL SILENZIO COMPLICE squaletto Michele Tessari Fer- 
01 CHI TACE sulle condizioni ruccio Fasciato Fabio 
detentive, diciamo noi. La nostra 

rabbia e' tanta e facciamo appei- Casa Circondariale DUE PALAZ- 

lo a tutti i compagni, a tutte le ZI VIA DUE PALAZZI PADOVA 
compagne, a tutte le riviste ,le 

radio libere perche' in questi Rompiamo il silenzio uiiiamo la 
giorni in particolare dopo la mor- nostra rabbia 
te di Umberto sia ancora mag- 
giore la solidarietà' coni detenu- I compagni compagno 
“ di Radio Sharwood 


i CONTAGIAMO CON IL VIRUS DELLA LOTTA 
L’INTERA SOCIETÀ! 

I Da lunedi' 18-11 '91 inizia al Due Palazzi di Padova lo sciopero 
delle fame per: 1 , LA UBERTA' PER CHI VERSA IN GRAVI CONDF 
ZIONI DI SALUTE 2. MISURE ALTERNATIVE ALLA GALERA E IN ! 
MANIERA AUTOMATICA SENZA 'OSSERVAZIONE* 3, I DIRITTI . 
DEGLI IMMIGRATI 4, VENIRE TRATTATI DA ESSERI UMANI e ' 
contro ta LEGGE VASSAUI JERVOLINO | 

CHE mille mani ci aiutino DA SOLI NON SI PUÒ' VINCERE 

I CHE la morte di Umberto 'vitamina' pesi come una montagna • 
j rispetto a chi ha calpestato il suo diritto alla vita. 

N.B. Abbiamo comunicato alla Direzione di consegnare durante i 
! giorni di sciopero il vitto alle cucine popolari di V>a Tommaseo a 
padovaaffinche' venga distribuitogratuitamente. 

I Popolazione detenutaael carcere Giudiziario Due Palazzi di Pad> 
va (mozione letta e approvata alla 2 assemblea sull'AIDS tenuta in 
■ carcerevenerdi' 15*11-91) 

j A tutti i fratelli che mangiano aile cucine popolari. Siamo degli 
i stranieri detenuti al Due P\a 2 Z\ di Padova. Le nostre storie sono le 
I vostre. Asssieme a tutti i detenuti dal 18-1 1-'91 siamo in sciopero 
' della fame ad oltranze per: 1, La liberta' a chi e' ammalato 2. i 
i diritti degli immigrati 3. per avere misure alternative al carcere 4. 

, venire trattati da esseri umani e contro la legge Vassali Jervolino 
, che incarcere chi fa uso di droghe. Fratelli, noi detenuti abbiamo 
deciso che il vitto del carcere durante i giorni dello sciopero della 
j fame venga dato gratuitamente a VOI. 

' Vi invitaimo il 20-1 1 '9i a non pagare il pasto e roba nostra che | 
: diamo a voi nostri fratelli. 


UNITI SI VINCE Popolazione detenuta del Due Palazzi 




Roma 01 \ 11 \ 91 TUNISIA: COME IL CILE DI PINOCHET 
A DUE PASSI DA CASA 


A un braccio di mare della Sici- 
lia c’ e’ un paese meraviglioso 
dalla natura ancora incontami- 
nato dove vive la gente piu’ gen- 
tile di tutto II Mediterraneo. E' un 
paese profumato di gelsomino, 
ha case bianche dalle finestre 
azzurre, ha spiagge deserte e 
pulite. Un paese dove e' dolce la 
vacanza. UN PAESE DOVE E’ 
ATROCE LA VITA Atroce e di- 
sperata per !e famiglie di quel 
ventuno mila prigionieri politici 
che languono senza nessuna nei 
lagerdel regime. Atroce e dispe- 
rato per loro, ventun mila, colpe- 
vole di aver sognato un paese 
migliore, e magari di averlo gri- 
dato, o anche solo di aver pre- 
gato Iddio perche' lo diventi. 

La condizione dei prigionieri e' 
quella del desaparecidos, nes- 
suno sa' dove si trovino, lo stato 
nega di averli in consegna, le fa- 
miglie sono costrette a dramma- 
tici pellegrinaggi da un commis- 
sariato all' altro, tra un carcere e 
l'altro. 

Nei suk pieni di merce, nel mer- 
cato di Tunisi dove I commer- 
cianti partano arabo e Italiano, 
ormai regna la paure, la polizia 
politica e le sue spie, sono I' uni- 
ca istituzione che ancora funzio- 
na. 


Intimidiscono, minacciano, mal- 
menano, arrestano, imprigiona- 
no, torturano, uccidono, uomini, 
donne, ragazzi e ragazze di 
quindici anni condannati a tre 
anni di galera per aver manife- 
stato la loro rabbia la loro spe- 
ranza. La presa in ostaggio di fa- 
miliari di un ricercato e' prassi 
normale, consolidata. In questi 
ultimi mesi: sette morti per sevi- 
zie nei locali della polizia politica 
sei militanti ammazzati a colpi di 
rivoltellatre militanti Impiccati. 

Questo e' il paese delle vostre 
vacanze, vicino all'Europa, al 
centro del Mediterraneo, inferno 
dell’ arbitrio e dell' oppressione. 

Sabato 2 Novembre dalle ore 
10.00 manifestazione di protesta 
per il rispetto dei diritti civili, da- 
vanti all' ambasciata Tunisina In 
via Asmara 7 a Roma. COMUNI- 
TÀ' TUNISINA IN FTALIA 


ROMA 5 / 11 / 1991 

COMUNICATO 

STAMPA 

VI avevamo invitati e non siete 
venuti, certo avevate cose piu' 
urgenti e importanti da fare, sie- 
te scusati. Se vor- 
rete perdonare la 
nostra amarezza vi 
vogliamo racconta- 
re comunque quel- 
lo che e' successo. 
Sabato 2 novem- 
bre tra le lOe le 12 
alcune centinaia di 
tuninisini hanno 
pacificamente ma- 
nifestato davanti 
alla sede diploma- 
tica del loro paese. 



in via Asiago 7 a Roma. Voleva- 
mo attirare I' attenzione dell' opi- 
nione pubblica italiana sulle vio- 
lazione del diritti umani nel no- 
stro paese. 

Speravamo che voi glornaiisti 
veniste per parlarvi del nostri 
21 .000 fratelli Incarcerati per rac- 
contarvi le botte, le sevizie, le 
torture, per mostrarvene i segni 
sulle nostre carni per dirvi delle 
nostre sorelle, mogli, madri vio- 
lentate nei commissariati di poli- 
zia, per parlarvi della miseria e 
della fame cui ci ha ridotto un 
regime che spende solo in re- 
pressionee galere. 

Volevamo portervi l'appello dei 
giuristi democratici tunisini. Inti- 
miditi, minacciati e spesso Incar- 
cerati insieme a coloro che cer- 
cano inutilmente di difendere. 
Per questo vi avevamo invitati, 
per darvi modo di essere prota- 
gonisti di una grande battaglia 
morale a favore dei diritti umani 
in Tunisia. Con i nostri giornali, 
con le vostre televisioni, con le 
vostre stazioni radio, le vostre 
agenzie di stampa, le vostre 
menti e I vostri cuori democrati- 
ci. Certo avevate molte cose da 
fare, per questo non siete venuti 
a parlare con noi, ad ascoltare le 
cose che volevamo dirvi a vede- 
re te cose che volevamo farvi ve- 
dere. Ma non e' grave, ora ve le 
abbiamo dette ugualmente e 
non ci potrete piu’ dire *se lo 
avessimo saputo...’. La comuni- 
tà' Tunisina in Italia si fara’ pro- 
motrice di una campagna di boi- 
cottaggio del regime del presi- 
dente Ben Ali'. 1992 NON UNA 
LIRA AL REGIME DI BEN ALI' 
NON UN TURISTA IN TUNISIA 
AIUTATECI A PROPAGANDAR- 
LA COMUNITÀ' TUNISINA IN 
ITALIA 



BRESCIA: IMMIGRATI PAKISTANI PROTESTANO PER 
CONDIZIONI ABITATIVE 


Sabato 2 novembre sono stati 
smantellati i due campi di roulot- 
te in cui erano stati sistemati nel 
luglio scorso parte degli immi- 
grati sgomberati dalle case oc- 
cupate. Al campo della Noce vi- 
vevano ancora una quarantina di 
pakistani mentre al campo del 
Violino alcune decine di maghre- 
bini. 

Mentre quaranta maghrebini so- 
no stati alloggiati nel 'Centro di 
prime cu:cogltenza' del Comune 
in via Rose ed altri provvisoria- 
mente in alberghi cittadini, la co- 
munità' pakistana e' stata spo- 
stata nei locali di un ex dormito- 
rio della Società’ San Vincenzo, 
gestiti, come già' Il campo della 
Noce, dalle famigerate coopera- 
tive 'Agrifoglio' e 'Servire* di don 
Mario Neva. 

Il regolamento Imposto e comu- 

Roma 15\11\1991 
PACE E AUTODE- 
TERMINAZIONE 
PER IL SAHARA 
OCCIDENTALE 

IL PIANO DELL’ONU PRE- 
VEDE A GENNAIO '92 UN 
REFERENDUM PER PORRE 
FINE AL CONFLITTO TRA 
MAROCCO E IL POPOLO 
SAH RAVVI. 

MANIFESTAZIONE IL 27 
NOVEMBRE 1991 ORE 
16.00 PIAZZA MONTECITO- 
RIO 

ASSOCIAZIONE NAZIONA- 
LE DI SOLIDARIETÀ’ COL 
POPOLO SAHRAWl 


nicato dal prete in una riunione 
tenutasi domenica 3 pomeriggio 
e' addirittura piu’ pesante di 
quello già' vessatorio in vigore 
nel campi: la cucina rimane 
chiusa per la maggior parte della 
giornata, alle 32 vengono chiuse 
le porte e spente le luci, devono 
stare in sette per camera pagan- 
do 120mila lire al mese, ciascu- 
no deve rimanere nella propria 
stanza, non possono ricevere 
amici esterni e cosi' via. 


di vìa Battaglie, si e’ conclusa in- 
torno alle 2.30 quando I pakista- 
ni sono stati ricevuti dal Com- 
missario doti. Sottile che he pro- 
messo loro l'accoglimento di 
parte delle richiestedi modifica. 

A questo punto, nonostante l'op- 
posizione di don Neva e, per 
motivi diversi, di parte del paki- 
stani, gli immigrati sono rientrati 
nel dormitorio. 


I pakistani hanno rifiutato questo 
regolamento ed hanno deciso di 
abbandonare il dormitorio. Cosi' 
domenica 3 novembre sera si 
sono accampati sotto i< palaso 
della Loggia attuando un presi- 
dio di protesta e chiedendo di 
essere ricevuti dal Commissario 


La questione e’ tuttora aperta vi- 
sto che nella mattinata di oggi (4 
novembre) Vigili Urbani e don 
Neva hanno minacciato di espul- 
sione alcuni pakistani, individuati 
come gli 'organizzatori' della 
protesta. Anche oggi gli immi- 
grati si sono riuniti in assemblea 
per decidere quale risposta da- 





BERLINO: TELEFONATAGIUNTAARADIOSHERWOOD 


Chiamo da Berlino. Vorrei legge- 
re un comunicato stampa del 
'Coordinamento berlinese dei 
gruppi autonomi di solidarietà' 
con rifugiati e profughi*. Questa 
mattina e’ stata occupata una 
parte dell'università' e adesso vi 
spiego perche': 'Questa mattina 
abbiamo occupato l'ufficio del 
coordinamento studentesco e 
una parte della facolta’ di mate- 
matica deH'unlversita’ tecnica. 
Scopo di questa azione e' la 
creazione di un centro antirazzi- 
sta nei quale i profughi possano 
trovare un rifugio sicuro e avere 
la possibilità' di autoorganizzar- 
sl, e dove possano contempora- 
neamente svilupparsi e coordi- 
narsi le molteplici attività’ antl- 
razziste. 

L'occupazione e' per noi la con- 
seguenza necessaria del nostro 
attuate lavoro e della situazione 
del profughi immigrati a Berlino 
e in altre citta'. Nelle ultime setti- 
mane abbiamo solidarizzato so- 
prattutto con i profughi che so- 
no fuggiti a Berlino da Hoyer- 
swerda, Il ministro degli Interni 
di Berlino, dopo molti ritardi e 
praticamente costretto dalla 
pressione pubblica, ha dichiara- 
to, finora solo verbalmente, di 
voler concedere il diritto di resta- 
re a Berlino solo a quei profughi 
che avevano Inoltrato qui la loro 
domanda di asilo politico. Que- 
sta specie di offerta riguarda 
nemmeno la meta' del profughi 
fuggiti da Hoyerswerda. Rivendi- 
chiamo perciò' insieme al profu- 
ghi che tutti quelli che sono fug- 
giti da Hoyerswerda possano ri- 
manere a Berlino e ricevere final- 
mente un sicuro status legale. 

Hoyerswerda non e' per niente 
un caso isolato. Molti profughi 
sono fuggiti e fuggono quotidia- 
namente dall'ex DDR, dove at- 


tacchi razzisti mettono In perico- 
lo le loro vite, e molti ne fuggi- 
ranno ancora; vivono senza pro- 
spettive, costretti ainiiegallta', 
senza nessun sostegno da parte 
dello stato e praticamente igno- 
rati dalla società'. Lo stesso de- 
stino minaccia piu' di 2000 pro- 
fughi a Berlino, ai quali I permes- 
si di soggiorno provvisori sca- 
dranno a novembre e rischiano 
ora di venire espulsi con violen- 
za. A questi si aggiungono quei 
profughi che ogni giovedì ven- 
gono deportati nell’ex DDR con- 
tro la (oro volontà'; siamo mo- 
mentaneamente riusciti a bloc- 
care il loro trasporto coatto at- 
traverso sit-in e mezzi legali, ma 
non cl e' stato possibile Impedir- 
lo del tutto. 

Al piu' tardi dopo I progom di 
Hoyerswerda e di fronte ai quoti- 
diani attacchi contro profughi e 
Immigrati in tutta la Germania, ri- 
sulta assurda la pretesa delio 
stato di voler Imporre ai profughi 
I luoghi di residenza. Coloro che 
ora rifiutano al profughi di Ho- 
yerswerda e di altri luoghi il dirit- 
to di rimanere a Berlino, che si 
arroccano nella pratica della de- 
portazione e minacciano miglia- 
la di persone con l'espulsione, 
sono praticamente gli stessi che 
con la loro politica inumana e 
con le loro campagne allarmisti- 
che e colpevolizzanti sono diret- 
tamente corresponsabili delle 
persecuzioni razziste che ormai 
sono diventate quotidiane. Con 
questa occupazione vogliamo 
far partire un segnale contro la 
preoccupante normalizzazione 
della repressione dello stato e 
della violenza dichiarata contro 
profughi ed immigrati. A partire 
da questo punto si tratta per noi 
di attuare due momenti molto 
concreti: 1) Vogliamo offrire 
provvisoriamente un posto sicu- 


ro a tutti quel profughi che vo- 
gliono restare o che vogliono ve- 
nire a Berlino; 2) Contempora- 
neamente verranno messi a loro 
disposizione spazi dove potersi 
incontrare e poter dare espres- 
sione alle loro rivendicazioni. 

Speriamo e cl auguriamo che 
pubbliche istituzioni, come ad 
esempio Chiesa, università', sin- 
dacato 0 ar>che partiti politici, 
mettano spazi a disposizione dei 
profughi invece di gongolarsi 
nella loro indignazione verbale. 
Non e' nostra Intenzione attra- 
verso questo centro sgravare lo 
stato dal suoi doveri e obblighi 
verso I profughi di assicurare lo- 
ro un vitto, alloggio e servizi so- 
ciali, al contrario rivendichiamo 
questa necessita'. Con questa 
occupazione vogliamo Inoltre 
portare avanti un urgente e ne- 
cessario coordinamento delle at- 
tività' antirazziste già' esistenti e 
di quelle che si andranno a for- 
mare. Per noi sara' particolar- 
mente importante riuscire a mi- 
gliorare la collaborazione con i 
diversi gruppi di immigrati e con- 
seguire il continuo coinvolg;- 
mento del profughi nelle decisio- 
ni che li riguardano. 

Questo progetto di un centro 
antirazzista e luogo di acco- 
glienza e' destinato a fallire se 
non ci sara’ ampia solidarietà'. 
Abbiamo bisogno di ogni tipo di 
sostegno materiale per cui ci au- 
spichiamo un aiuto veloce e non 
burocratico dalie istituzioni co- 
me la Croce Rossa ed attri. Con- 
tiamo particolarmente sul soste- 
gno attivo degii studenti e del 
personale universitario. 

Chiedamo a tutti di contribuire 
con offerte di denaro e generi di 
prima necessita'. 



PROGRAMMA DI PRESENTAZIO- 
NE DI CETAMON/COMITATO PER 
L’AUTODETERMINAZIONE DEL 
POPOLO IRLANDESE - 9/09/1 991 


Rivendichiamo la necessita’ di 
azioni concrete contro il fasci- 
smo e il razzismo nelle forme e 
nei modi piu’ differenti. 

Appoggiate le nostre rivendica- 
zioni; 1} Immediata garanzìa dì 
soggiorno a Berlino per tutti i 
profughi fuggiti da Moyerswerda 
e da altri luoghi 2) Garanzia im- 
mediata di servizi sociali per tutti 
i profughi 3) Sospensione imme- 
diata di tutu i trasporti di profu- 
ghi da Berlino nell'ex DDR 4) 
Nessun profugo in caserme o ia- 
ger 5) Libera scelta per tutti i 
profughi del loro luogo di sog- 
giorno 6) Niente piu’ espulsioni 
7) Diritto a restare e condizioni 
umane degne di essere chiama- 
tetali per tutti.' 


COMUNICATO STAMPA DEL 
COORDINAMENTO BERUNE- 
SE DEI GRUPPI AUTONOMI DI 
SOUDARIETA’ CON RIFUGIA- 
TI E PROFUGHI 

L’occupazione e’ cominciata atte 
10.00 di questa mattina e finora 
abbiamo ottenuto dalla Direzio- 
ne e dal Senato Accademico 
che non verrà' chiamata la poli- 
zia, quindi non verranno sgom- 
berati. Ci sono già' dei profughi 
che sono entrati e sono disposti 
avivere qui. 


'La storia dell’lrlanda, e piu’ in 
particolare nella fase attuale del- 
ia guerra di liberazione, e' stata 
determinata dal fallimento della 
rivoluzione democratica, il cui 
aspetto centrale e’ l’unificazione 
nazionale. La divisione ha crea- 
to, superficialmente, due stati 
stabili, ma la loro stabilita' deriva 
prima di tutto dalla sconfitta e 
dalla debolezza di coloro che 
hanno interesse a rompere le lo- 
ro strutture: la classe operaia e i 
contadini ai Sud, la minoranza 
cattolica e nazionalista al Nord. 

La divisione ha non solo impedi- 
to ai due blocchi Nord/Sud di 
unire le loro forze, ma ha raffor- 
zato le divisioni con la sezione 
protestante della classe operaia 
dei Nord. Con queste divisioni 
orizzontale e verticale, l’Irlanda 
e' doppiamente spezzettata. La 
divisione può’ continuare ad esi- 
stere soltanto con la perpetua- 
zione delle leggi eccezionali che 
conservano lo status quo al 
Nord, a cui e' sottesa la rete ag- 


grovigliata di istituzioni di stato e 
le istituzioni parallele della co- 
munità’ protestante: logge mas- 
soniche dell’Ordine di Orange, 
milizie protestanti, ecc. 

L'ASPETTO CONFESSIONALE 
DELLE DIVISIONI NON E’ DUN- 
QUE CHE IL RIFLESSO IDEO- 
LOGICO DELL’APPROPRIAZIO- 
NE DI TUTTI I POTERI DA PAR- 
TE DI UN BLOCCO STORICO 
INTERCLASSISTA (BORGHESIA 
E CLASSE OPERAIA PROTE- 
STANTE) CHE E' LA - TESTA DI 
PONTE ' DEGLI INTERESSI BRI- 
TANNICI IN IRLANDA R. Feli- 
got 

CETAMON nasce nel 1988 co- 
me trasmissione di controinfor- 
mazione sulla 'causa irlandese' 
a Radio Onda Rossa. Dopo 4 
anni di lavoro svolto in questo 
senso, si e' venuta a creare un’ 
esigenza da parte di alcuni com- 
pagni di diverse strutture di lavo- 
rare piu' costantemente e Incisi- 
vamente sul problema. 



Per questo ci siamo costituiti in 
un COMITATO PER L’AUTODE- 
TERMiNAZiONE DEL POPOLO 
IRLANDESE, per promuovere un 
programma di sensibilizzazione 
e di reale informazione sulla si- 
tuazione politica ed economico 
sociale in Irlanda e sui vero si- 
gniflcatodell’occupazlone milita- 
re delle 6 contee del Nord. 

La storia irlandese si identifica 
con la storia dello sfrutomento 
del popolo irlandese da parte 
dell’Imperialismo britannico e 
l’occupazione militare delTIrian- 
da del Nord e' l'ultima fase di 





questo sfruttamento. La divisio- 
ne dell'Isola e' stata ed e' un cri- 
mine contro il popolo irlandese, 
e ha dato origine ad uno stato 
neoc'oloniale al Sud e ad un bru- 
tale ' stato di polizia ' al Nord, 
dove la minoranza nazionalista 
repubblicana e’ sistematicamen- 
te oppressa. 

Seguendo il vecchio motto im- 
perialista del ' divide et Impera*, 
la Gran Bretagna ha provocato 
una insanabile rottura all'Interno 
delia classe operaia La fittizia 
divisione tra cattolici e prote- 
stanti potrà' essere superata so- 
lo dopo i! completo ritiro dei sol- 
dati britannici dall'lrlanda e la 
piena presa di coscienza dei 
conflitto sociale in atto. La rimo- 
zione della divisione dell’Isola 
porterà' gradualmente all'unita' 
della classe operaia irlandese 
nella lotta per una nuova Ptepub- 
blicaSocialistad' Irlanda. 

Questa e’, in grandi linee, la ri- 
flessione da noi fatta su questo 
problema che, con il '92 alle por- 


te, dovrà' essere affrontato con 
ancora piu' determinazione. 


Gli scopi del comitato sono: 

1 Promuovere un programma di 
reale Informazione su! vari 
aspetti della ' questione Irlande- 
se ', concretisandolo nei se- 
guenti punti: 

al utilizzare i canali di informa- 
zione del Movimento Antagoni- 
sta, continuemdo cioè' a fare tra- 
smissioni a Radio Onda Rossa e 
immettendo comunicati e iiìfor- 
mazioni nella rete telematica del- 
l'ECN 

b) produzione di un bollettino di 
informaziorte periodico 

c) promozione di dibattiti pubbli- 
ci per l'approfondimento e la 
comprensione dei diversi aspetti 
dellaquestione irlandese 


d) proiezione di video documen- 
tari sulla situazione politico so- 
ciale nelle 6 contee 

2 Attuare una concreta solidarie- 
tà' verso I prigionieri politici irlan- 
desi e le loro famiglie con rac- 
colta di fondi 

3 Promuovere una campagna di 
mobilitazione a livello nazionale 
per II ritiro dell'apparato militare 
ed amministrativo britannico dal- 
rirlanda 


Il Comitato e' Indipendente, in- 
tende costruire rapporti con le 
forze politiche progresstste ita- 
liane e avvalersi del contributo di 
tutti t compagni che ne condivi- 
dano Il programma e gli obiettivi. 

CETAMON / COMITATO PER 
L’AUTODETERMINAZIONE 
DEL POPOLO IRLANDESE c/o 
Radio Onda Rosea Vìa dei Vol- 
aci 56 00165 Roma Tel 401750 
Fax 4463616 





Atene 3 \ 11 \ 91 PER LA SOLIDARIETÀ’ ANTIMPERIALI 
STA NEL MEDITERRANEO 


Stiamo osservando con preoc- 
cupazione gli attuaii sviluppi 
economici, politici e sociali in un 
mondo in cui i cambiamenti si 
velocizzano sempre piu'. Spe- 
cialmente dopo la guerra dei 
Golfo slamo stati testimoni di un 
cambiamento drastico nel rap- 
porti di forza tra imperialismo e 
forze ad esso antagoniste, con i 
diritti e gli Interessi dei popoli 
sempre piu' calpestati. 

L'essenza di questo cosiddetto 
‘Nuovo Ordine Mondiale* e' il 
dominio del capitale monopo- 
lista internsizionale e degli Stati 
Uniti che sono il suo leader oggi, 
cosi’ come il loro ’ diritto ‘ di im- 
porre la loro volontà’ anche nelle 
piu’ remote parti del pianeta. 
Questo e' stato chiaramente di- 
mostrato attraverso la guerra del 
Golfo, il cui "show* e' stato potu- 
to ‘ammirare* sulla rete filo im- 
periaiista CNN; l'imperiaiismo ha 
svenduto Cipro dopo averla usa- 
ta per piu’ di 18 anni; sta costan- 
temente tormentando il popolo 
Cubano, non riconoscendogli il 
diritto di decidere per il futuro 
del propiù paese. Inoltre, in que- 
sti giorni siamo testimoni con 
grande sdegno della svendita 
della causa palestinese e del di- 
ritto del popolo palestinese ad 
avere una loro propia terra, for- 
malizzata nella Conferenza che 
si e' svolta a Madrid * sotto gli 
auspici ' degli Stati Uniti, di 
Israele e dei loro interessi. 

In questo quadro, si sta com- 
piendo una ristrutturazione mol- 
to Importante nella funzione e 
nello spettro di Intervento della 
NATO, allo scopo di ricoprire il 
suo nuovo ruolo di * polizia inter- 
nazionale *, che Sara’ il contenu- 
to del convegno che si terra' a 
Roma il 7 e 8 Novembre. Una 


delle espressioni piu* allarmanti luzione della Forza di Reazione 
di questa politica sempre piu' Rapida. nuovapolizieinternazio- 
aggressiva e' la creazione della naie. Contro la partecipazione 
cosiddetta Forza di reazione Ra- dei nostri governi alla politica di 
pida che sera' 'incaricata* di In- aggressionedell' imperialismo 
tervenire ed imporre gii interessi 

imperialisti in ogni luogo del Contro la svendita della causa 
mondo. palestinese e per II diritto all'au- 

todeterminazione dei popolo pa- 
Nella stessa diserzione, e nono- iestinese. Perunagiustasoluzio- 
stante i crescenti contrasti finan- ne del problema di Cipro Per la 
ziatt e polirci tta le poten» im- solidarietà' antimperialiste tra 
pentiste, si e^siste ad un au- tutti ì popoli del mondo e per lo 
mentalo aliìnesimento a livello sviluppo di una concreta azione 
politico e militare del capitale eu- unitaria di tutte le organizzazioni 
ropeo e delle sue strutture, CEE progressiste di massa nella re- 
e UEO, con le richieste e gli inte- glene mediterranea, 
ressi dei loro * patroni ‘ d’ oltreo- 
ceano, gli USA. GIOVENTÙ' COMUNISTA DI 

GRECIA - COMITATO PROMO- 
E, ovviamente, i rispettivi governi TORE PER IL COORDINAMEN- 
dei paesi del ‘ Vecchio Mondo * TO NAZIONALE DEGLI STU- 
sì sono impegnati a promuovere DENTI ANTICAPITALISTI IN iTA- 
questa politica anche a livello LIA 
nazionale, con la 
soppressione dei 
diritti e degii inte- 
ressi dei lavoratori 
e dei giovani, e 
sopratutto con la 
soppressione del 
loro diritto a lotta- 
re. 

Contro questa si- 
tuazione, noi cre- 
diamo sia neces- 
sario creare un 
fronte di lotta: 

Contro il • Nuovo 
Ordine Mondiale * 
cosi' come e' 
espresso a livello 
nazionale ed in- 
ternazionale. Per 
la dissoluzione 
della NATO e del- 
le sue basi militari, 
specialmente nel 
bacino mediterra- 
neo. Per la disso- 





LA REPRESSIONE IN GRECIA 


I 

j 


I compagni greci parlano di tor- 
tura ai compagni, che recente- 
mente sono stati incarcerati dal- 
le forze speciali greche MAI, in 
connessione con le dimostrazio- 
ni studentesche di due settima- 
ne fa attorno al Politecnico di 
Atene. Più di 60 persone sono 
state arrestate; tutti processati; 
18 di loro sono stati dichiarati 
colpevoli con pene tra i 2 e gii B 
anni. Altre 15 sono state, o sono 
ancora, torturati dalla polizia. 

La repressione è iniziata due set- 
timane fa, quando gli studenti 
hanno manifestato al Ministero 
dell'Educazione e ai Palazzo del 
Parlamento al centro di Atene, li 
corteo è stato attaccato dalie 
Forze Speciali di Polizia MAT. 
Durante gli scontri un gruppo di 
60 persone cercava rifugio den- 
tro il Politecnico, neti'Universitè 
di Atene, dove la polizia non può 
entrcu'e senza l'autorizzazione 
del Rettore. Mentre gli studenti 
stavano negoziando con il Ret- 
tore, la polizia ha sparato cande- 
lotti lacrimogeni e un folto grup- 
po di fascisti erano appostati at- 
torno al Palazzo per supportare 
le azioni della polizia. Durante la 
mattina qualcuno aveva bruciato 
una parte del Politecnico, ragio- 
ne per la polizia di intervenire ed 
arrestare 27 studenti dentro il 
palazzo, alle quattro del mattino 
e altre cinque persone fuori (a 
tutt’oggi non sono ancora stati 
processati e I compagni pensa- 
no che sia perchè si trattava di 
una provocazione della polizia 
per entrare neii'area universita- 
ria). 

La polizia ha reso nota una di- 
chiarazione dove viene imputato 
l'incendio deirUnlveraità agli 
anarchici. Due settimanbe dopo 
sempre 26 persone sono state 
processate. Cinque di queste 
(che erano fuori del palazzo) so- 


no state condannate a pene da 
5 ad B anni; 13 (interne ai palaz- 
zo) condannate a pene da 2 a 3 
anni perchè occupanti; altre 6 
sono state condannate pene pe- 
cuniale; infine 6 sono stati di- 
chiarati non colpevoli. 

Sabato 2 novembre un folto 
gruppo di persone ha dimostra- 
to nel centro cittadino con l’in- 
tento di rompere la campagna 
ufficiale di disinformazione (si- 
lenzio stampa). Alcuni sono stati 
processati per distribuzione di 
volantini e manifesti con la verità 
sui fatti avvenuti. Due ore dopo 
l'inizio, la polizia speciale con 
un'azione ben studiata ha arre- 
stato 35 compagni. Sono stati 
immediatamente posti in isola- 
mento per più di 24. Quando dei 
loro compagni hanno potuto ve- 
derli davanti alla Corte di Giusti- 
zia, erano già in cattive condizio- 
ni. 15 degli arrestati hanno parla- 
to di torture sistematiche, come 
quella di essere tenuti a penzo- 
loni, da due uomini, fuori dalla 
finestra della caserma di polizia 
con l'intento di estorcere dichia- 
razioni sul fatti o punendo In ma- 
niera sistematica le persone con 
torture fisiche. Il capo della poli- 
zia di Atene hadichiarato pubbli- 
camente di condurre indagini 
particolari nei confronti di questi 
35 compagni e per questo è 
stato deciso di trattenerli in car- 
cere per un lungo periodo. Que- 
sti 35 sono oggi al 50 giorno di 
sciopero della fame contro le 
condizioni di detenzione e ia tor- 
tura. Domani (lunedì 11.11.91) il 
processo contro di loro conti- 
nuerà con le dichiarazioni dei te- 
stimoni della difesa. In special 
modo le condizioni di tortura e i 
primi processi dei prigionieri ri- 
cordano i tempi della giunta mili- 
tare negli anni ’60-'70. L'onda di 
repressione generalizzata ha 
avuto inìzio con la scalata al po- 


tere dei partito conservatore 
Nuova Democrazia nelle eiezioni 
dei 1 990 e ha provocato una for- 
te resistenza degli studenti e 
professori contro la nuova legge 
sull'educazione che attacca mol- 
ti dei diritti degli studenti com- 
presa ia correzione delle fasce 
di reddito" minime per ottenere 
gli "assegni di studio', introduce 
l'obbligo di indossare le divise a 
scuola, di centare l'inno nazio- 
nale e un programma di verifica 
e valutazione della condotta de- 
gli studenti dentro e fuori le 
scuole e l'università, incluso un 
controllo delle attività politiche 
(per ulteriori informazioni chia- 
mare SpiderWeb Artide circa la 
resistenza degli studenti greci e 
le più Importanti occupazioni 
delle università e scuole nell'In- 
verno 90/91). 

Sabato 9 novembre u.s. una ma- 
nifestazione di 200 persone 
"Contro il fascismo di stato e la 
tortura' si è svolta ad Atene. %0 
persone sono state arrestate e 
poi rilasciate. 

Nelle prossime settimane i com- 
pagni hanno organizzato diverse 
azioni ad Atene quali: lunedì: 
manifestazione delle donne mar- 
tedì; dimostrazione degli studen- 
ti mercoledì: manifestazione di 
più ampia scala dei gruppi della 
sinistra in Grecia con la richiesta 
di Immediata scarcerazione di 
tutti 1 60 compagni imprigionati. 

Atene,10.11.199l 


da RADIO SHERWOOD: invi- 
tiamo tutti i compagni alia eoii- 
darlata' Immediata con il movi- 
mento greco. Mobilitiamoci 
davanti alle embaeciate. con la 
controinformazione... PER LA 
SOUDARIETA' CONTRO L'EU- 
ROPA DEI PADRONI 




DA PRISON NEWS SERVICE di Settembre/Ottobre 1991 pag.B 

I L PROBLEMA DELL’AIDS E' NELLE NOSTRE MANI 


Da quando sono aumentati gli 
sforzi per capire la situazione 
deil’HIV-AlDS, e (a portata della 
suddetta all'interno delle prigio- 
ni, ho realizzato il tipo di infor- 
mazione che abbiamo a nostra 
disposizione, infetti soltanto con 
I detenuti e coloro che li appog- 
giano si potrà fermare un'epide- 
mia in espansione. E' ben noto 


Da circa 2 settimane gli operai e 
operaie della fabbrica Renault di 
Cleon in Francia, hanno occupa- 
to la fabbrica per protestare 
contro la direzione aziendale su- 
gli scatti salariati e in generale 
contro il blocco della scala mo- 
bile. 

Per la diminuzione della produ- 
zione saranno, entro il '95, licen- 
ziati molti operai/e e passeranno 
dagli attuali 80.000 ai 60.000 
scarsi. 

Questa crisi economica e socia- 
le sta investendo da diversi mesi 
molti strati dalla società' france- 
se: la disoccupazione e' arrivata 
a 2 milioni e centomila, creando. 
In special modo nelle zone peri- 
feriche dellegrandi citta’ France- 
si, una crescente rabbia tra i gio- 
vani proletari ed extracomunitari 
contro lo stato di cose verifican- 
dosi duri scontri con la polizia 
con morti e feriti. 

Questa crisi economica e politi- 
ca ed anche sociale del capita le 
Europeo sulla sovrapproduzione 
e accumulazione di beni sta por- 
tando ad un deterioramento del 


che la classe dirigente se ne è 
lavata le mani, ciò nonostante 
questo problema non passerà 
inosservato. L’HIV-AIDS non 
stanno scomparendo e certa- 
mente non resteranno all'Interno 
della prigione. 

Riflettendo sulla negligenza dei 
conservatori ci rendiamo conto 


modo di lavoro di tutti gli oprerai 
con ristrutturazioni che compor- 
tano cassa integrazione e licen- 
ziamenti a casi di incidenti o 
chiusure delle fabbriche come in 
Italia. 

Questa situazione ha portato an- 
che in Australia ad uno sciopero 
generale il 23 Ottobre sempre su 
tematiche di rivendicazioni sala- 
riali e lavorative. 

Anche in Italia le stesse organiz- 
zazioni politiche e sindacali so- 
no omologate ad un sistema di 
non rivendicazione sulla situa- 
zione di lavoro e salariale. 

Questa crisi e’ del capitale e ha 
pagarne le conseguenze sono 
solo gli operai che non hanno 
piu' parola sulla loro situazione. 

Ora ci vuole una forte risposta 
organizzando organismi di base 
che rivendichino lo stato lavora- 
tivo e sociale in cui viviamo. 

LAVORATORI E MiUTANTI 
ADERENTI ALL'ASSOCIAZIO- 
NE PER LA LIBERAZIONE DE- 
QLI OPERAI. 


che il governo sta facendo un 
grave errore ignorando questa 
malattia. I prigionieri non vengo- 
no adeguatamente educati sul 
problema, non esiste nessuna 
misura preventiva e terapeutica 
per i detenuti con HIV-AIDS. 
Inoltre tutti sembrano ignorare 
che ia maggior parte di loro 
stanno per uscire dalia galera e 
praticheranno dei sesso senza 
nessuna misura preventiva dif- 
fondendo l'epidemia come face- 
vano in prigione. Analizzando la 
letteratura di gruppi internazio- 
nali e locfali degli ultimi anni si 
può notare un aumeno di ciò 
che riguarda i gruppi di soste- 
gno che stanno cercando l'intro- 
duzione di una riforma politica 
che intervenga sulla crisi. Anche 
la comunità dei medici e i gruppi 
sociali stanno chiedendo un'at- 
tenzionemaggioreai problema. 

Inoltre i detenuti che in passato 
sono stati trattenuti nel denun- 
ciare questa situazione, si stan- 
no facendo avanti. La solidarietà 
è stata di grande portata. Le co- 
munità carcerarie hanno cercato 
di fare del loro meglio nonostan- 
te Il generale disinteresse delle 
personalità ufficiali, deH'amminì- 
strazione e del dipaitimenti di 
giustizia. Le cose si stanno muo- 
vendo ancora lentamente. Re- 
centemente il Ministero delia Sa- 
nità in Canada ha intrapreso il 
Kingston AIDS Project (KAP) 
che ha inviato nelle nove prigioni 
di quest'area alcuni volontari ed 
uno staff di base. Prima dei sud- 
detto progetto un giudice permi- 
se l'estrema unzione a un dete- 
nuto con l’AIDS che è stato de- 
tenuto arbitrariamente in com- 
pleto isolamento. Da quando il 
giudice disse che avrebbe deci- 
so 'alla fine dell'estate*, il dete- 
nuto aveva già trascorso 4 mesi 
in isolamento. Inoltre lo staff car- 


FRANCIA 4/11/1991: COMUNICATO TELE- 
FONICO DI ALCUNI LAVORATORI E MILI- 
TANTI DELL’ASSOCIAZIONE PER LA LIBE- 
RAZIONE DEGLI OPERAI 





cerano continua a sminuire l’effi- 
cacia dei gruppi della comunità 
che stanno educando i volontari 
dei gruppi di sostegno. Proprio 
quando alcune cose sembrano 
muoversi nella giusta direzione e 
si può prender fiato nella lotta 
vediamo quanto sia necessaria 
molta più pressione neli'azione 
diretta. 

Dobbiamo comunque ricordare 
e apprezzare gli sforzi del GAY- 
BELL, un gruppo di attivisti per i 
diritti dei prigionieri che trasmise 
un programma mandato in onda 
Il Giorno di Giustizia per I Prigio- 
nieri (PJD) che commemorava i 
detenuti deceduti per morte In- 
naturale, focalizzando l'attenzio- 
ne sul problema dell'AIDS 

ACTUP di Montreal sponsorizzò 
un programma preregistrato 
mandato In ondali 10 Agosto da 
varie stazioni radio dell'universi- 
tà canadese. Nell’anno passato 
ACTUP ha aiutato i prigionieri 
del Quebec attraverso azione di 
educazione e consulenza, li KAP 
sta organizzando gruppi base 
ad 'Alcatraz-North', Millhaven, e 
sta provvedendo per ulteriori 
consulenze ai detenuti con 
AIDS. 

L'Impegno e l'energia di tutte 
queste persone coinvolte è cer- 
tamente un'ispirazione per tutti 
noi. Sosteniamo tutte le famiglie 
dei detenuti, I volontari e i pigio- 
nieri con l'AIDS che si impegna- 
no nella Iota al problema del- 
l'AIDS. 

Zoltan Lagosi 506985 A Box 22 
Kingston, Ont. 

Per avere informazioni su un 
programma radio che tratta d) 
musica, poesia, documentari 
sull'AIDS .razzismo, sessismo e 
sessalità nelle prigioni canadesi 
contattare: Support Network for 
Prlsoners with HIV-AIDS, Box 
87, 609 Queen St.W., Toronto, 
Ontario, Canada M6J 1E6. 


SCUOLA 


Roma 8\11\91 CON- 
TRO LA SELEZIONE 

Per evidenziare l'esistenza di 
una cultura "nera*, diversa da 
quella ufficiale degli imperialisti 
Britannici e Statunitensi, che I 
programmi di esame prendono 
oggi in considerazione, causa il 
razzismo di molti baroni. 

Lunedi' 11 Novembre ore 15.00 
aula autogestita XIV autogestita 
di Villa Mirafiori (via Carlo Fea). 

Primo incontro del seminario au- 
togestito: 'Dal Griot al Rapper, 
dail'Africa alla metropoli: memo- 
ria e creatività" Invitiamo i com- 
pagni interessati aN'argomento, 
studenti e non, a partecipare at- 
tivamente. STUDENTI LINGUE 
VILLA MIRAFIORI 

□ 


TELEFONATA DAI 
COMPAGNI DI TIVOLI 
SULLA SITUAZIONE 
DEI 21 STUDENTI 
CROATI. Roma 
7\11\91 

CI sono 21 ragazzi croati che so- 
no in una baracca a Tivoli e 
stanno raccogliendo del fondi 
per comprarsi delle tende In cui 
dovranno vivere. Bisognerebbe 
trovargli un posto nei vari centri 
sociali nel frattempo che loro 
comprano queste tende. 


Questi 21 ragazzi profughi sono 
scappati dalla Croazia perche' li 
starino massacrando. Loro non 
sono interessati alla guerra, so- 
no ragazzi della nostra età’, so- 
no studenti, e’ necessario trova- 
re una collocazione al piu' pre- 
sto, tutte le forze della sinistra 
debbono mobilitarsi in special 
modo quelle forze che possono 
essere incisive per trovare loro 
una situazione, piu' che altro 
abitativa perche' sono dentro 
una baraccaaTivoli. 

Quindi invitiamo, tutti i centri so- 
ciali, le associazioni a muoversi 
al piu' presto per risolvere que- 
sta situazione assai grave e che 
nessun media ha dato importan- 
za. I COMPAGNI DI TIVOLI (RM) 

n 


FIRENZE, 12/11/91 
SFRATTI PER 350 
STUDENTI ALLOG- 
GIATI NELLE CASE 
DELLO STUDENTE 

Regione, Comune e Azienda per 
il diritto allo studio universitario 
attaccano duramente le condi- 
zioni di vita e degli studenti, con 
particolare accanimento verso 
gli studenti fuorisede. In un co- 
municato degii Studenti Allog- 
giati I citati enti vengono accusa- 
ti di decretare una morte lenta 
per il diritto allo studio: l'aumen- 
to delle tariffe della mensa, che 
passano, per un pasto ai limiti 
della manglabiltta', a 4.000 lire al 
pranzo; con il taglio dei sussidi, 



perattro irrisori e spesso devoluti 
a figli di professionisti che si av- 
valgano deH’evasione fiscale, e 
lo sfratto dagli alloggi. Tutto si 
basa sulla durata legale, e per- 
do’ teorica, dei corsi di studio 
mentre e' risaputo che i suddetti 
corsi durano almeno II 50% In 
piu' di quanto programmato. 
Queste misure assumono tutta 
la loro funzione classiste in un 
Università' che In questi anni ha 
visto aumentare t costi di fre- 
quenza in lìnea con la razionaliz- 
zazione (leggifunzionalizzazione 
al sistema Industriale privato) 
auspicata dal Governo, dal Mini- 
stro Ruberti, e dalla Confindu- 
strìa. QU 'Studenti con l'acqua 
alla gola', che hanno indetto I 
primi momenti di protesta contro 
queste misure, annunciano la lo- 
ro intenzione di organizzare ade- 
guate forme di lotta. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE 
ANTAGONISTA 

□ 


FIRENZE, 13/11/91 
STUDENTI CONTRO 
LE NUOVE DISPOSI- 
ZIONI DELLA REGIO- 
NE TOSCANA SUL- 
L’ASSEGNAZIONE 
DEI POSTI PRESSO 
LA CASA DELLO 
STUDENTE 

Ieri si e' tenuto un incontro tra gli 
studenti alloggiati presso la casa 
dello studente P. Calamandrei e 
l'assessore regionale al Diritto 
allo Studio Universitario, Paolo 
Giannarelli. Gii studenti contest- 
ano, attraverso un volantino che 
e' stato distribuito in tutte le fa- 
colta' fiorentine, le nuove dispo- 
sizioni delia regione in merito al- 


l'assegnazione degli alloggi. La 
prima richiesta riguarda la sepa- 
razione dell’assegno di studio 
dalla concessione dell'alloggio 
presso le Case dello Studente. 
Un rappresentante degli studenti 
della P. Calamandrei, da noi In- 
tervistato, ritiene non Indissolu- 
bilmente legate queste due for- 
me di intervento assistenziale 
sostenendo che gli studenti del- 
la P. Calamandrei si orientano 
sulla difesa dell’alloggio. Vengo- 
no poi contestati i nuovi criteri di 
ammissibilità' ai godimento del- 
l'alloggio che la regione ha 
emesso in senso restrittivo ri- 
spetto agli anni precedenti. Al di 
la' dei volantinaggio, si e' tenuta 
un'assemblea presso la Casa 
dello Studerìte che ha concorda- 
to un nuovo incontro da tenersi 
nella prossima settimana con 
l'assessore Giannarelli e con i 
componenti della Commissione 
che ha stabilito i nuovi criteri. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE 
ANTAGONISTA 

□ 


TORINO 8\11\ 91 

Dicembre '90: inizia, con l'occu- 
pazione di diverse facoltà' a Pa- 
lermo, il movimento delia Pante- 
ra. 

Centodieci facoltà' occupate in 
tutta Italia, migliaia di studenti 
mobilitati. Oggi a quasi due anni 
di distanza, nel silenzio pii' tota- 
le, continuano e svolgersi I pro- 
cessi contro alcuni degli occu- 
panti, ovviamente ad essere col- 
piti dalle denunce sono sempre 
gli stessi: 1 COMPAGNI DEL 
MOVIMENTO ANTAGONISTA 
NON APPARTENENTI A NES- 
SUNA ORGANIZZAZIONE PAR- 
TITICA. 


Mentre a Roma vengono rinviate 
le udienze preliminari per 'Pen- 
dolino" e “9 Maggio* a Torino ai 
svolgono i seguenti processi: 1 
processo: Ventisei studenti di fa- 
coita' umanistiche imputati di 
occupazione e interruzione dì 
pubblico servizio. 2 processo: 
Undici studenti di facolta' scien- 
tifiche imputati di occupazione e 
interruzione di pubblico servizio. 
11 Novembre 1 udienza! 3 pro- 
cesso: Undici studenti della fa- 
colta’ di veterinaria imputati per 
occupazione e interruzione di 
pubblico servizio. 1 udienza fine 
Novembre! 

Per il mese di Dicembre sono 
previste le prime sentenze. 
Compagni di Torino 

□ 


ROMA 14/11/91 - AL- 
L’ATTENZIONE DEI 
COMPAGNI UNIVER- 
SITARI, IN SPECIAL 
MODO DI NAPOLI, 
BRINDISI, PALERMO. 


STIAMO RACCOGLIENDO MA- 
TERIALE SULLE DENUNCE EF- 
FETTUATE IN TUTTA ITALIA 
DURANTE E CIRCA IL MOVI- 
MENTO DELLA PANTERA. VOR- 
REMMO SOPRATUTTO CONO- 
SCERE LO STATO ATTUALE 
DEGL! 'ITER PROCESSUAU*. 

SIAMO PARTICOLARMENTE 
INTERESSATI ALLE NOTIZIE 
PROVENIENTI DAL CENTRO 
SUD. IMMETTETE IN RETE TUT- 
TE LE NOTIZIE DSPONIBILII 

I COMPAGNI UNIVERSITARI DI 
ROMA 



BRINDIS1 17/11/91: VISITA DI KOSSIGA 


BRINDISI 10/11/1991 
COMUNICATO STAMPA 

il 17 Novembre Cossiga verrà’ a 
Brindisi ad inagurare ia nuova 
'cittadeiia' del Battaglione San 
Marco. Su questa presenza e sul 
significato di questa cerimonia il 
Comitato Provinciale Antinuclea- 
re Antimperialista Intende espri- 
mere la piu’ profonda protesta 
ed opposizione indicendo per la 
stessa giornata una mobiiltazlo- 
ne caratterizzata da un corteo 
che partirà' alle ore 9.00 dal 
piazzale della stazione. 

Cossiga rappresenta II tratto di 
unione tra un passato profonda- 
mente travagliato di cui e’ stato 
protagonista impersonandone 
gli aspetti piu' biechi e foschi 
deila Gladio al Ministero di Poli- 
zia degli anni settanta, alla con- 
sapevole reticenza su quanto di 
oscuro e golpista ha attraversa- 
to la storia presente e recentissi- 
ma d' Italia (la P2, le stragi fasci- 
ste e dei servizi segreti, Ustica, 
etc.) e il presente convulso tra 
equilibri e squilibri istituzionali, e 
scontri tra i diversi poli di un po- 
tere politico che comunque mira 
alla propria conservazione e raf- 
forzamento. 

Oggi cossiga viene a celebrare il 
nuovo esercito professionale (il 
Battaglione San Marco fa parte 
della forza di polizia Internazio- 
nale che dalla guerra del Golfo 
in poi operera’a garanzia dei 
nuovo ordine mondiale) cosi’ 
come ieri ha salutato sulla nave 
Garibaldi l’arrivo dei primi due 
’Sea-Harrier* della moderna for- 
za di combattimento aereo-na- 
vale. 


Per questi motivi il Presidente 
non Sara' ne' salutato ne' bene- 
accolto nel nostro territorio, per- 
che’ attri bisogni emergono da 
un sud sempre piu’ penalizzato 
dalla criminalità' collusa col po- 
tere politico clientelare e assi- 
stenziale e dalla povertà’ e man- 
canza di prospettive che indis- 
solubilmente lo relegano ad ap- 
pendice dell' Europa che conta 
e che decide e guarda caso de- 
cidedi regalarci: basi militari, di- 
scariche di rifiuti fessoci, disoc- 
cupazione per continuare ad 
esportare (ma verso dove?) for- 
za lavoro fabbriche ad alto ri- 
schio, ecc, 

COORDINAMENTO PROVIN- 
CIALE ANTINUCLEARE ANTIM- 
PERIALISTA BRINDISI 


Brindisi 14\11\91 TESTO 
INTEGRALE DEL DIVIE- 
TO ALLA MANIFESTA- 
ZIONE DI BRINDISI DEL 
17 NOVEMBRE PER LA 
VENUTACI KOSSIQA 

Il Questore delia provincia di 
Brindisi 

Letta l’istanza con la quale Bor- 
tone Giuseppe, a nome del Co- 
ordinamento Nazionale Antinu- 
cleare e Antimperialista, da’ pre- 
avviso per una pubblica manife- 
stazione con corteo da tenersi II 
17 corrente dalle ore 9.00 alle 
ore 1 4.00 con partenza dal piaz- 
zale antistante la stazione ferro- 


viaria per concludersi davanti al- 
la base USA di S.Vito dei Nor- 
manni sulla SS 16; 

Considerato che per la stessa 
giornata e' prevista una manife- 
stazione già’ precedentemente 
programmata ed autorizzata; 

Visto l’art, 16 del Testo Unico 
delle Leggi di Pubblica Sicurez- 
za e 21 dei relativo regolamento; 
DECRETA La manifestazione in- 
detta dal Coordinamento Nazio- 
nale Antinucleare e Antimperiali- 
sta per il giorno 17 corrente in 
Brìndisi dalle ore 9.00 alle ore 
14.00 e’ vietata per motivi di or- 
dine e sicurezza pubblica. Il diri- 
gente della Digos e’ incaricato di 
notificare, mediante consegna di 
una copia, Il presente decreto al 
sig. Bortone Giuseppe. Brindisi, 
li’ 14,11.1991 NONOSTANTEIL 
DIVIETO i COMPAGNI CON- 
FERMANO L’ APPUNTAMENTO 
PER LE ORE 9.00 DEL 17 NO- 
VEMBRE NEL PIAZZALE ANTI- 
STANTE LA STAZIONE 


COMUNICATO STAMPA 

La questure di Brindisi, a 3 giorni 
dalla scadenza programmata e 
regolarmente richiesta per il 17 
novembre a Brindisi, ha drasti- 
camente vietato una manifesta- 
zione corteo per presunti motivi 
di ordine pubblico. 

Tale Iniziativa, che prosegue 
un'intensa campagna di mobili- 
tazione ed opposizione ai ere- 



scenti Insediamenti militari nei 
sud d’italia (iBrantoicontro ia 
nuova base navale, contro la 
partenze delle navi per la guerra 
del Golfo, Crotone: contro la ba- 
se dei cacciabombardieri F/16; 
Lecce: contro la cittadella milita- 
re: S.VIto: contro il ruolo della 
NATO) voleva, proprio nella 
giornata del 17, esprimere que- 
sta ferma opposizione al nuovo 
modello di FF.AA. usate, nei 
nuovo scenario mondiale, come 
•forza di polizia internazionale* 
cui l'Italia partecipa con contin- 
genti quali il BTG.S. Marco. 

Tale celebrazione, peraltro con- 
sacrata dalla presenza del presi- 
dente Cossiga assume un dop- 
pio significato proprio perche' 
egli rappresenta I tratti piu' oscu- 
ri e piu' drammatici della recente 
storia nazionale. 

Cosi' come negli anni '70 Cossi- 
ga, Imponeva a roma il divieto a 
manifestare, cosi' oggi a Brindisi 
impone il divieto ad esprimere la 
protesta democratica e civile ad 
un consolidato movimento d'op- 
posizione. 

A tutto questo, il coordinamento 
provinciale Antinucleare Antim- 
perialista risponde rivendicando 
il diritto a manifestare comunque 
In maniera intelligente e pacifica 
contro ogni provocazione e re- 
spingendo il divieto all'espres- 
sione delle piu’ elementari liber- 
ta' democratiche. BRINDISI 14 
novembre 1991 

Coordinamento provinciale Anti- 
nucleare Antimperialista 


COMUNICATO STAMPA 

Brindisi, 17/11/91 II divieto tas- 
sativo di manifestare, nella gior- 
nata delle ossequiose cerimonie 
al presidente Cossiga, sostenuto 
dalla presenza di centinaia di 
uomini, tra c.c. e p.s., e’ sfociato 
in improvvise e selvagge cari- 
che. Queste sono partite alle 
spalle dei gruppo di manifestanti 
che stavano defluendo in manie- 
ra assolutamente pacifica (vista 
l'impossibilita' materiale di fare 
un corteo), dai piazzale della 
stazione FF. SS. do>re fin dalla 
prima mattina si erano concen- 
trati, verso una piazza centrale 
di Brìndisi. 


Il bilancio della furia poliziesca, 
che ha profondamente turbato 
l'ordine pubblico, e’ di 7 feriti (tra 
cui un bambino colpito dai man- 
ganelli e uno scampato omici- 
dio, quando un carabiniere pun- 
tando ia pistola contro il fianco 
di un compagno faceva scattare 
il carrello dell' arma, per fortuna 
privo di colpo In canna }. 

Ribadiamo oggi, ancora di piu’, 
il diritto di manifestare contro 
ogni tipo di provocazione, e 
contro i tentativi di azzittire chi 
non vuoi tacere sui problemi 
reali. COORD. PROVINCIALE 
ANTI-IMPERIALISTA ANTt-NU- 
CLEARE 



LOTTE SOCIALI E LOTTE PER LA CASA 


FIRENZE S/11/91 > FI- 
RENZE PROTESTA 
CONTRO L’A- 
SNU/FIORENTINA 
AMBIENTE 


Esasperati dal degrado generale 
delia periferia gli abitanti di via 
delle Sale sono scesi per la stra- 
da contro una delle tante disca- 
ricfie abusive, autorizzate nei fat- 
ti dalla Fiorentina ambiente che 
non fa niente per abolirle come 
non ha fatto niente per risanare 
un territorio benedetto dalle ce- 
neri alla diossina sparse dall'in- 
ceneritore di San Donnino, pa- 
ventando blocchi stradali contro 
l'incuria ambientale e igienica 
deiramministrazione. 

AGENZIA DI COMUNiCAZiONE 
ANTAGONISTA 


FIRENZE 7/11/91 UN 
ALTRO MORTO 
D'EROINA A FIRENZE 
UN NUOVO TRAGICO 
TRIBUTO AL PROIBI- 
ZIONISMO 


Un'altra morte d'eroina ieri in cit- 
ta' e' la tragica testimonianza 
dellaqualita’ della vita nella citta' 
vetrina e della mercificazione 
dell'esistenza. Merci di lusso e 
consumismo da una parte, eroi- 
na pergli emarginati dall'altra. 

E' l’ennesima prova della volon- 
tà' assassina della legge Jervoli- 
no Vassalli, che ha creato solo la 
criminalizzazione del tossicodi- 


pendente, offrendo lauti guada- 
gni ai narcotraffico e la galera o 
la morte per endovena agli 
emarginati. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE 
ANTAGONISTA 


FIRENZE, a/1 1/91 - FI- 
RENZE PENA 01 
MORTE PER LA 
STRADA 


Che.la vita umana valga ben po- 
co di fronte ad oro e gioielli e' 
una realta' che tutti comprendia- 
mo ogni giorno di piu'. 

Ma quello che e' successo ieri 
pomeriggio in pieno centro, in 
Via Faenza, non e' per questo 
meno grave. Uno scippatore, 
munito di arma giocattolo con 
canna tappata da un turacciolo, 
e' stato freddato da due portava- 
lorl che difendevano il valore su- 
premo: l’oro, per un controvalo- 
re di 150 milioni di lire, di alcuni 
negozi del centro. 

Inaccettabile, per chi mantenga 
vivo un senso di umanità’, l’at- 
teggiamento dei media e della 
citta' tutta, protesa a minimizza- 
re ed a sollevare perbenistiche 
spiegazioni del tipo 'ha sparato 
per difendere*, 'il morto era un 
delinquente abituale'. In REAL- 
TA’ I PORTAVALORI, COME GL! 
SBIRRI, LE GUARDIE GIURATE, 
i VIGILANTES FANNO UNO 
SPORCO LAVORO CHE PREVE- 
DE, LEGALMENTE, DI UCCIDE- 
RE CHIUNQUE ATTENTI ALLA 
PROPRIETÀ’ PRIVATA. 


Ecco perche' questa gentaglia ci 
da la nausea, ecco perche' in 
questa società' sentire giornali- 
sti, preti e politici parlare del va- 
lore delia vita umana fa venire, 
semplicemente, il voltastomaco. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE 
ANTAGONISTA 


EMPOLI, 13/11/91 CO- 
STITUrrO IL COMITA- 
TO PER LA VARIANTE 
ALLA S.S.429 (Ponte a 
Elea) 


li programma del comitato e' la 
chiusura al traffico pesante di 
scorrimento del tratto Ponte a 
Elsa Poggibonsi con approva- 
zione in tempi ristretti della va- 
riante. 

A fianco di questo obbiettivo il 
Comitato richiede la valorizza- 
zione del trasporto su rotaia e 
cabotaggio, con il raddoppio 
della linea ferroviaria Empoli Sie- 
na, la sua elettrificazione, la 
creazione delle infrastrutture ne- 
cessarie al passaggio del tra- 
sporto merci. 

Il comitato Individua nella Regio- 
ne, negli Errti locali, nel Governo 
e nell'ANAS le controparti contro 
le quali intende compiere pres- 
sioni per una rapida soluzione 
dei problemi della viabilità' pe- 
sante nella zona. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE 
ANTAGONISTA 






FIRENZE 6/11/91 | 
TEMPI DURI PER IL I 
RACKET DEGLI I 
STROZZINI I 


A forza d! denunce, di esposti al* 
la Procura, di inchieste pratoci* 
nate In gran parte dal MOVI- 
MENTO di LOTTA per LA CASA 
e dal consigliere provinciale Gi- 
no Benvenuti, qualcosa si muo- 
ve.... La Procura circondariale 
sembra intenzionata a scavare 
nel sottobosco degli affittacame- 
re, un vero fi proprio mercato 
selvaggio costruito sulla compli- 
cità' delie immobiliari e delle 
agenzie per studenti. 

Da una recente indagine de! Mo- 
vimento di lotta per la casa risul- 
ta che siano oltre seimila gii affit- 
tacamere abusivi in citta', per un 
giro di affari che supera I cin- 
quanta miliardi ogni anno nella 
sola Firenze. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE 
ANTAGONISTA 


FIRENZE, 8/11/91 FI- 
RENZE PROVOCA- 
ZIONI CONTRO OLI 
OCCUPANTI DELLE 
CASE 

GII oltre trenta occupanti di Via 
Aldini si sono risvegliati ieri mat- 
tina con un'amara sorpresa. GII 
operai dell'acquedotto fiorenti- 
no, su ordine della competente 
Usi, hanno tagliato l'acqua al- 
l’occupazione di via Aldini. U) 
stabile di via Aldini, lasciato al 
degrado da anni, e' stato occu- 
pato nel luglio del '90 e ristruttu- 
rato dagli occupanti, che io han- 
no reso abitabile e hemno auto- 
costruito i servizi. Per conclude- 
re l'opera e definire una volta 
per tutte II loro diritto alia casa, 
gli occupanti si stanno struttu- 
rando ancrie in cooperativa di 
autocostruzione. Non nutriamo 
certo fiducia o speranze nelle 
Usi, ma che il loro compito sia 
divenuto quello di levare l'acqua 
•con tutte le conseguenze igieni- 
co-sanitarle che questo compor- 



ta, in una situazione dove abita- 
no anche bambinici sembri var- 
chi ogni limite. Fin da stamani gli 
occupanti si sono mobilitati 
presso l'acquedotto e le Usi per 
riottenere do' che e' un diritto 
inalienabile per tutti: l'acqua. 
Aiutamoll nelle iniziative che In- 
traprenderanno nel prossimi 
giorni. 

MOVIMENTO Di LOTTA PER LA 
CASA 


FIRENZE, 11/11/91 
CASA, OCCUPATO 
ASSESSORATO OC- 
CUPATA USL IN VIA- 
LE D'ANNUNZIO 


Doppia protesta sabato mahina 
del Movimento di Lotta per la 
Casa. Una cinquantina di pere- 
sone aderenti e occupanti al 
movimento si sono recati prima 
airAssessorato alla Casa In via 
Andrea del Castagno per tentare 
un confronto con l'assessore al- 
la Casa, Lele Tiscar, Incontro 
puntualmente fallito per l'ennesi- 
ma assenza dell'assessore. In 
una improvvisata Conferenza 
stampa I rappresentanti del Mo- 
vimento hanno ribadito la richie- 
sta di SANATORIA per tutti gli 
occupanti di casa. 

Subito dopo, su Indicazione de- 
gli occupanti di Via ALDINI, una 
delegazione di massa del movi- 
mento e' andata alla USL in via 
GABRIELE D'ANNUNZIO, re- 

sponsabile di avere staccato 
l'acqua agli occupanti nei giorni 
precedenti. Gli occupanti di Via 






Aldini si sono LAVATI DENTRO 
L'USL e quindi si sono incontrati 
con I dirigenti della USL, che do- 
po un tira e molla durato oltre 
un'ora si sono decisi a ordinare, 
PER MOIiVt DI ORDINE PUB- 
BLICO.ii riallaccio immediato 
dell'acqua, almeno sino a lune- 
di’. All'uscita della USL il solito 
codazzo di agenti DIGOS che si 
sono distinti anche con gli occu- 
panti per I loro atteggiamenti 
sempre molto democratici, 

MOVIMENTO DI LOTTA PER LA 
CASA 


I FIRENZE, 11/11/91 
OQQIIN COMUNE QU 
ABITANTI DELLE 
PIAGGE 


Giiabltanti delle Piagge si reche- 
ranno oggi in Comune per pro- 
testare contro il degrado della 
loro zona Dalie magagne del 
blocco in via Ligurua che riguar- 
daimpiantielettyrici, impianti dei 
GAS, fognature, a quelli della 
compieta assenza di verde pub- 
blico, di servizi sociali e di im- 
pianti sportivi. Il Consiglio Co- 


munale e' convocato per discu- 
tere appunto di tutti t problemi 
delle zone delle Piagge. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE 
ANIAGONISTA 


FIRENZE, 12/11/91 
SOLDI DAL COMUNE 
PER SERVIZI ALLE 
PIAGGE 


E' bastato minacciare blocchi 
stradali, ia costituzione di un Co- 
mitato popolare che praticasse 
l'azione diretta ed il Comune ha 
attinto dal suo bilancio per spe- 
se straordinarie. 

Questo fatto la dice lunga su 
quanto Tabbiano fatta sporca i 
partiti nel costruire quel ghetto 
periferico che e' il quartiere delie 
Piagge, concimato dalle ceneri 
delia diossina delTincenentore, 
contraddistinto dalle ruberie fat- 
te sul materiale edile di costm- 
aone, sulle fogne e su tutto ii re- 
sto. 

AGENZIA D! COMUNICAZIONE 
ANTAGONISTA 


COMUNICATO STAM- 
PA Firenze 14\11\91 J 


Abbiamo appreso da! compagni 
del Centro di Comunicazione 
Antagonista, che ii Movimento di 
Lotta Per ia Case e' stato fatto 
oggetto di una querela\denun- 
ciadal responsabile delTASSES- 
SORATO ALLA CASA, architetto 
Giovanni Drunori. L'intelligente 
querela si fonda sui presunto 
furto di UN TIMBRO E UNA 
CHIAVE dentro l'Assessorato al- 
la Casadi Via Andrea Del Casta- 
gno nel giorno sabato 9 novem- 
bre. 

NON SANNO PROPRiO PIU' 

COSA INVENTARE E' 

vero, sabato 9 novembre una 
delegazione di massa del movi- 
mento per la casa si era recata 
in assessorato per Incontrare Tl- 
SCAR, come sempre i'UCCEL'Di 

BOSCO non era presente era 

la terza volta che il movimento 
chiedeva un incontro con l'As- 
sessore. I motivi dell'incontro 
erano questi=: una proposta di 
SANATORiA PER GL! OCCU- 
PANTI DI CASE. PROGETTI DI 
AUTOCOSTRUZIONE PER I PA- 
LAZZI ABBANDONATI, BLOC 
CO IMMEDIATO DEGLI SFRAT- 
TI. 


Ricordiamo di quella mattina il 
solito sgarbo con il quale sono 
stati trattati gli occupanti di case 
sia da funzionari dell'assessora- 
to che, purtroppo, dagli impie- 
gati. 

Ma se si cercava un motivo DE- 
MENTE per evitare l'Inizio della 
trattativa, si e' trovato 

Di ben altri reati si deve indaga- 
re negli uffici pubblici, CONCES- 
SIONI EDILIZIE DATE A SUON 
Di TANGENTI. INTERESSI PRI- 
VATI IN ATTI DI UFFICIO. RE- 





CALIE E FAVORI DI OGNI SOR- 
TA, APPALTI E SUB APPALTI, 
invece si denuncia per la spari- 
zionedi un, ..TIMBRO, 

MITI E QIUETI COME SEMPRE 
MA POCO INCLINI A SUBIRE 
TUTTI GL! ADERENTI AL MOVI- 
MENTO DI LOTTA PER LA CA- 
SA 


I Roma, 12/11/91 


Blocchi stradali oggi sulla via Tl- 
burtlna, via Boccea, raccordo 
anulare, autostrada Roma-Fiumi- 
cino dopo che le famiglie in assi- 
stenza alloggiativa (sfrattati) do- 
po il rifiuto delle forze politiche a 
discutere tl problema delle situa- 
zioni disagiate in cui sono co- 
strette le 1300 famiglie, all'Inter- 
no di residence e pensioni paga- 
te dal Comune di Roma ' in atte- 
sa ' di una casa vera. La prote- 
sta vuole ottenere una riunione 
del consiglio comunale sul pro- 
blema. 

La situazione e' critica in quanto 
esiste una delibera comunale 
che impone agii sfrattati allog- 
giati nel residence, dopo 2 anni, 
il pagamento di tutti I servizi (ac- 
qua, luce, gas) e di 500.000 lire 
al mese all'albergatore. Gli allog- 
giatari vanno anche contro la 
manovra governativa che tende 
ad un arricchimento sfrenato de- 
gli albergatori; quando, con i 
soldi dei finanziamento agii al- 
loggiatarl, che lo stato elargisce 
ai padroni di residence ed alber- 
ghi (circa 26 miliardi annui), si 
potrebbero avviare piani di edili- 
zia popolare per tutte le famiglie 
afflìtte da questo problema. 

La protesta ha comunque scos- 
so le rappresentanze comunali 


che si incontreranno questa sera 
con alcune delegazioni degli al- 
loggiatari al Campidoglio, telefo- 
nata giunta alle ore 12.00 di que- 
sta mattina 


Roma 15\11\91 Aaao- 
ciazìone multietnica 
per il diritto alla caaa 
MOSAICO - COMUNI- 
CATO STAMPA 


Le dimissioni dell’ assesore Lu- 
cari non possono che rallegrar- 
ci. Uno degli ultimi atti politici 
dell’Assessore era stato infatti la 
richiesta dello sgombero, da 
parte deila polizia, dello stabile 
di San Tommaso D' Aquino di 
propieta’ della re glene, richiesto 
dalla XVII Circoscrizione per fini 
di acco gllenza di immigrati sen- 
zatetto e sfrattati italiani ed oc- 
cupato, allo stesso scopo, dalla 
nostra Associazione. 

Quando ci incontrammo con il 
segretario deli' assessore, ii 
giorno prima dello sgombero, ci 
fu spiegato ( meglio, urlato in 
faccia ) ■ non se ne parla nem- 
meno di lasciarvi la’, abbiamo 
già’ avviato procedure e stanzia- 
menti per la destinazione dello 
stabile ad uffici * 

Quali procedure e quali stanzia- 
menti, per uno stabile che era ed 
e' tutto’ ora abbandonato al de- 
grado, usato come immondez 
zaio e , nel giardino, come gara- 
ge illegale per auto e barche? E 
quali speculazioni erano già’ av- 
venute su questo degrado? 

Solo per la vigilanza l’assessore 
aveva già' versato oltre 600 mi- 
lioni in quattro anni a una ditta 
privata; tanto quanto gli abitanti 
prevedevavo come costo delia 
ristrutturazione dello stabile ad 


uso abitativo, comunque si trat- 
tava di affari cosi' importanti da 
indurre Lucari prima a diffidare 
la cìrcorscri zione, poi a maltrat- 
tarne il presidente che aveva 
chiesto un Incontro In regione 
per ridiscutere la destinazione 
deH’edlficio. 

Quando i consiglieri regionali dì 
diversi gruppi, dopo lo sgom bo- 
ro di San Tommaso D' Acquino. 
hanno chisto all’ assessore Lu- 
cari una lista degli stabili di pro- 
feta' deila regione, e’ stato ri- 
sposto che ‘non esiste": solo in- 
direttamente si e' poi appurato 
che tale lista esiste, fu compilata 
dal suo predeces sore assesso- 
re Mattoni, e l'assessorato e’ 
stato costretto a consegnarla. 
Ovvero: il patrimonio e’ mio e lo 
gestisco io... Speriamo che ora I' 
ignominiosa uscita di scena di 
Lucari ria pra una prospettiva di 
recupero ad uso pubblico e so- 
ciale del San Tommeso D’ Ac- 
quino e, piu’ in generale, del pa- 
trimonio edi iizìo delia regione 
lezio. GLI ITALIANI ED IMMI- 
GRATI SENZA CASA ADERENTI 
A ■ MOSAICO ■ 


VENEZIA 


Il comitato per II diritto alla casa 
e il C.S.A. Morion di Venezia il 1 3 
e il 15 Novembre hanno blocca- 
to due sfratti esecutivi con inter- 
vento della forza pubblica. Il 
giorno 13 dalle 1 1.00 alle 17.30 
si sono fronteggiati con vari sbir- 
ri finche' lo sfratto e' stato so- 
speso dal Prefetto per MOTIVI 
DI ORDINE PUBBLICO (e' la pri- 
ma volta), Oggi e’ stato bloccato 
un altro sfratto. I compagni che 
si sono rifiutati di far entrare l'uf- 
ficiale giudiziario sono stati iden- 
tificati e lo sfratto prorogate. 



BOICOTTIAMO IL CARNEVALE DI BERLUSCONI 
E DELLE COLOMBIADI! 


Gli sfratti esecuivi irt cetro stori- 
co, si susseguono al ritmo di tre 
al giorno, saranno a centinaia a 
fine d'anno. Lo sfratto da casa a 
strada sembrava fosse scongiu- 
rato, in anni di lotte e resistenza 
agli sloggi, e invece...!! Comune 
non offre più nemmeno la pen- 
sione e i soggetti puù deboli che 
non si organizzano con i comita- 
ti rischiano lo sfratto senza nem- 
meno una soluzione tempora- 
nea. La Legge che proroga gli 
sfratti per tre anni, approvata, 
ma non ancora in vigore, non in- 
ciderà in alcun modo, visto che 
interessagli sfratti per finita loca- 
zione, la minoranza. 

A 25 anni dall'alluvione del '66. i 
problemi delie acque alte e del- 
l'equilibio idrogeologico della la- 
guna non sono stati risolti, anzi; 
e le Leggi ed i finaziamenti spe- 
ciali per la salvaguardia non so- 
no che un businnes per le im- 
prese impegnate a realizzare 
■idiozie che costano miliardi" co- 
me il UOSE. 

VENEZIA SI AVVIA A NON ES- 
SERE PIU’ UNA CITTA’! svuota- 
ta dai suoi abitanti con attività la- 
vorative solo legate alla mono- 
cultura turistica, sta diventando 
un baraccone, la scenografia 
per gii affari delle MULTINAZIO- 
NALI... 

Pezzo dopo pezzo la citta’ viene 
venduta a speculatori di ogni ri- 
sma: appartamenti, palazzi, inte- 
re aree dismesse o da dismette- 
re (dalla marittima all’area Ital- 
gas, da! Mulino Stucky, all’Arse- 
nale} verranno utilizzate per pro- 
getti all'insegna della specula- 
zione.E L’AMMINISTRAZIONE 
COMUNALE COSA FA? VENDE 
A BERLUSCONI IL CARNEVA- 
LE! 


Si sta costituendo la Carnevale 
S.p.A. (51% Enti Pubblici, 49% 
Pubblltalia, concessionaria di 
pubblicità' dei gruppo Berlusco- 
ni). 

!! Comune non metterà’ un quat- 
trino per II Carnevale ' 92, pen- 
serà' a tutto con gii sponsor la 
FIninvest.Siamo al baraccone al- 
la carnevalata sulla pelle degli 
sfrattati, di chi dal centro storico 
e' già' stato espulso per lasciare 
posto alle secondarie case dei 
"signori" che vengono a Venezia 
due volte all’anno a fare il carne- 
vale, sulla pelle di chi per rima- 
nere a Venezia deve fare i conti 
con il degrado, con la mancanza 
di lavoro, con i servizi e una 
qualità’ deliavita indecente. 

Siamo sempre stati contrari a 
questo carnevale; una volta a 
carnevale si sbeffeggiavano i po- 
tenti, ora sono I potenti che 
sbeffeggiano i proletari. 

MA QUEST’ANNO HANNO OL- 
TREPASSATO IL LIMITE: al dan- 
no aggiungono la beffa quando 
come tema del carnevale del '92 
Berlusconi e Comune scelgono 
LE CELEBRAZIONI DEL 5 CEN- 
TENARIO DELLA "SCOPERTA" 
DEa’AMERlCA. 

Il quinto centenario della scoper- 
ta d'America e' al centro di cele- 
brazioni che si terranno in tutto il 
mondo: da Genova a Siviglia 
(con l'Expo) da Madrid a New 
'Vork. In nome delle Colombiadi 
sono state varate operazioni 
speculative e di trasformazione 
urbana di citta’ quali Genova e 
Siviglia. 

Ma cosa celebrano in realta’? 
Non certo la scoperta di un nuo- 
vo momdo ma la conquista, il 


massacro, la rapina di un intero 
Continente, il genocidio dei pel- 
lerossa e degli Indios Sudameri- 
cani, ie dittature militari alla Pi- 
nochet, l’attuale colonialismo 
neirAmericadel Sud. 

BOICOTTIAMO LE COLOMBIA- 
Dl A GENOVA COME A SIVI- 
GLIA! BOICOTTIAMO IL CAR- 
NEVALE COLOMBIANO DI BER- 
LUSCONI COMITATO PER IL 
DIRITTO ALLA CASA VE - 
C.S.O, MORION VE TEL. 
52051 eaf04i 


ROMA 14\11\91 AL- 
L’ATTENZIONE DI 
TUTTI I GRUPPI CHE 
Si OCCUPANO DELLE 
CONTRO CELEBRA- 
ZIONI COLOMBIANE 

OGNI VENERDÌ’ A RADIO 
ONDA ROSSA, ALLE 17.30, 
VA IN ONDA LA TRASMIS- 
SIONE " OMBRE ROSSE. 
500 ANNI DOPO ■ LA TRA 
SMISSIONE FA PAFfTE DEL- 
LA CAMPAGNA NAZIONA- 
LE CONTRO LE CELEBRA- 
ZIONI PER LA SCOPERTA 
DELL’AMERICA E SI OCCU- 
PA DELLA STORIA, DELLA 
CULTURA E DELLA LOTTA 
Di RESISTENZA DEL POPO- 
LO INDIO. 


I REDATTORI CHIEDONO 
DI AVERE MATERIALE E IN- 
FORMAZIONI DA POTER 
UTILIZZARE PER LA TRA- 
SMISSIONE. A CHI INTE- 
RESSASSE, SONO INOL- 
TRE DISPONIBILI LE REGI- 
STRAZIONI DELLE VARIE 
PUNTATE. 




CENTRI SOCIALI 


IMPERIA 4/11/91 


Una grave provocazione si as- 
somma oggi, iunedi’ 4 novem- 
bre 1 991 , aila già’ pesante realta' 
delle 4 denunce sparate nel 
mucchio tra i giovani che hanno 
condiviso, vissuto, difeso l'espe- 
rienza dei C.S.O. A. Sobbalzo. 

Due nuove denunce, il processo 
già' fissato per il 10 gennaio, 
vanno a colpire oggi i nostri 
compagni Marco Beftrami e Bru- 
no Paladini, da sempre e da tutti 
conosciuti e riconosciuti, in citta' 
e oltre, per il loro intenso impe- 
gno politico e sociale: nel movi- 
mento degli studenti, nel comita- 
to cittadino contro la guerra, nel 
comitato contro l'aumento delie 
bollette Amat, nel comitato con- 
tro l’inceneritore, nelle lotte con- 
tro il nucleare, il militare, la NA- 
TO, in solidarietà' con i popoli 
oppressi, per ia conquista di 
spazi sociali contro I’ eroina e 
l’emarginazione, nella nostra 
struttura cittadina che e' il cen- 
tro di documentazione e inchie- 
sta territoriale * La talpa e l'oro- 
logio * e, a livello nazionale, nel 
coordinamento nazionale anti- 
nucleare antimperialista. 

Questa odiosa manovra repres- 
siva che tenta di individuare i 
compagni mai identificati diret- 
tamente dagli organi di PS nel 
capannoni di via Qaressio ma 
conosciuti da tutti per la loro 
presenza costante nei movi- 
menti e nelle lotte, come re- 
sponsabili comunque propio 
perche’ noti, risponderà’ magari 
alla povertà’ della cultura poli- 
ziesca che mal si adatta a ragio- 
nare in assenza di capi, buratti- 


nai e gerarchie, ma non rappre- 
senta la realta', che e' altra 

Un intreccio evoluto dì rapporti 
politici e umani, dì scambio, di 
solidarietà', di confronto tra sog- 
getti diversi, che cerca di co- 
struire percorsi comuni ne! ri- 
spetto dell’identità' e dell’ auto- 
nomia di ognuno, che intende 
alla costruzione di rapporti oriz- 
zontali, non verticistìci ne gerar- 
chici, che sperimenta la riappro- 
piazione della politica delia vita: 
questo siamo fieri di condividere 
con i compagni ed i giovani che 
compongono il centro sociale 
Sobbalzo. 


Questo assieme alla solidarietà' 
e alla rabbia che ci unisce oggi, 
sempre di piu', di fronte all'enne- 


ISR/IEL 



‘1\ìl-DDES IT 



AMERICA 
DON'T WORRY 


rét., 

israel^is^^you 


simo attacco, al segno di un ac- 
canimento feroce, a tratti inspie- 
gabile, che rivela la grande mi- 
seria e la paura degli uomini che 
lo conducono e che lo hanno or- 
chestrato. 

La paura del Re Nudo, di chi e’ 
abituato a commettere i propi 
traffici, ia compravendita della 
politica, il mercato degli appalti 
e del saccheggio del territorio 
(come per le speculazioni ' Co- 
lombiane *) senza opposizione 
alcuna oltre la nostra 

Nulla potrà' farci tacere, ora, che 
abbiamo scoperto, noi ‘piccoli e 
poveri' di essere il 'dente che 
duole', per i palazzinari e per gli 
uomini del potere da estirpare in 
ogni modo, con gli sgomberi e 
con le denunce, ora che abbia- 
mo scoperto con così' poca fati- 
ca oltre tutto, che davvero 'Il Re 
e' Nudo'. 

QUESTA PROVOCAZIONE CHE 
COLPISCE I NOSTRI COMPA- 
GNI PER INTIMIDIRE ED ZITTI- 
RE IL NOSTRO INTERVENTO 
SUL TERRITORIO E SUL SO- 
CIALE, EVIDENTEMENTE SCO- 
MODO A QUALCUNO, CHE 
UTILIZZA IN MODO SINGOLA- 
RE E SPREGIUDICATO LA LO- 
GICA DEL REATO ASSOCIATI- 
VO INDIVIDUANDO CAPÌ E 
GREGARI DOVE NON CI SO- 
NO. DOVE CE’ INVECE COMU- 
NITÀ' DI UBERI E UGUALI NON 
RIUSCIRÀ’ A FERMARCI E A 
FARCI TACERE CENTRO DI 
DOCUMENTAZIONE E INCHIE- 
STA TERRITORIALE ' LA TALPA 
E L’ OROLOGIO ' 



Decalccmianle a caldo per magliette 


Gerusalemme. 





Sesto San Giovanni (Milano) 6.11.1991 

CHIEDIAMO SPAZI, CI DANNO POLIZIA! 


Il 4 novembre, la polizia, col pre- 
testo di, fantomatici lavori di ri- 
strutturazione deii'asilo occupa- 
to (sito in via Beiiuzzo Portuen- 
se), ha tentato di sgomberare gli 
occupanti. Grazie alla mobilita- 
zione tempestiva di numerosi 
compagni e abitanti del quartie- 
re, Il tentativo e' fallito. 

Questa e' stata l'unica risposta 
del presidente della XV circoscri- 
zione, Catania de! Pds , all'evi- 
dente mancanza di spazi sociali 
e a coloro che ne reclamano l’e- 
sigenza. 

L'intervento della Polizia si e' 
concluso con la minaccia di 
sgombero per lunedi' 1 1 novem- 
bre, confermata da Catania che 
si e' sottratto alla assemblea po- 
polare svoltasi nel Centro Occu- 
pato sabato 9 novembre. INVI- 
TIAMO i compagni dei Centri 
Sociali e dei Movimento ad 
esprimere la solidarietà' e l'ap- 
poggio agli occupanti. 

ORA E SEMPRE RESISTENZA 
UNITI SI VINCE- 


Giovedì' 7 novembre alle 9,30 e' 
stato sgomberato II centro so- 
ciale *La Corte del Oiavolo* a Se- 
sto. Polizia e carabinieri in asset- 
to di guerra hanno denunciato 
tre compagni presenti all'interno 
del centro, e identificalo una 
trentinadi passanti. 

Il centro era stato occupato die- 
ci giorni prima da un gruppo di 
giovani intenzionati ad aprire 
spazi di aggregazione in una cit- 
ta' -dormitorio quale appunto e' 
la Sesto degli anni '90. In questo 
modo si voleva costruire un'al- 
ternativa all'emarginazione e al- 
l'eroina, al dilagare di comporta- 
menti razzisti e fascisti (vedi na- 
zi-sklrts), alia speculazione edili- 
zia che vede giunta comunale e 
imprenditori protagonisti di una 
trasformazione della citta' paga- 
ta interamente dai giovani e dal- 
le fasce sociali piu' deboli (vedi 
mancanza di spazi sociali, au- 
mento degli affitti, ecc.). 

Gli occupanti e i frequentatori 
della *Corte del Diavolo* hanno 
cercctto di costruire nuovi canali 


lo dimostra il radicamento rag- 
giunto in pochissimo tempo nel 
tessuto della citta': i frequentato- 
ri del centro sono stati numero- 
sissimi, dai ragazzini agli anzia- 
ni, ai giovani proletari del quar- 
tiere. 

Evidentemente questa società' 
non da' spazio a chi non e' com- 
patibile con II sistema: oti integri 
o vieni eliminato. L'unica rispo- 
sta che te Istituzioni sono In gra- 
do di dare alle nostre esigenze 
e' la repressione poliziesca e un 
maggior controllo sociale. Noi 
invece, con l'esperienza della 
•Corte del Diavolo*, abbiamo vo- 
luto dimostrare che una risposta 
diversae' possibile. 

NON SARA’ CERTO UNO 
SGOMBERO CHE FERMERÀ' 
LA NOSTRA LOTTA CONTRO i 
NUOVI E I VECCHI PADRONI 
DELLA CiTTA', CONTRO L'E- 
ROINA E L'EMARGINAZIONE, 
CONTRO IL FASCISMO E LA 
MAFIA DEGLI SPECULATORI, 

VOGLIAMO SPAZI SOCIALI DO- 


CENTROD'INIZIATIVASOCIA- 
LE E CULTURALE • PORTUEN- 
SE 


di comunicatone, una cultura 
alternativa, attività' autogestite. 
Che queste esigenze siano reali 


VE CONTINUARE LA NOSTRA 
LOTTA. QUELLO CHE NON CI 
DANNO OGGI CE LO PRENDE- 



REMO DOMANI. 


Gli occupanti della *Corte del 
Diavolo* 


LA CORTE DEL DIAVOLO 
E' STATA RIOCCUPATA 
LA SERA SUCCESSIVA, 
VENERDÌ' e. 



BRESCIA: OCCUPATO PALAZZO GAMBARA 


Questo pomeriggio (sabato 9 
novembre) una cinquantina di 
compagne e compagni del Cen- 
tro sociale di via BatUkglie hanno 
occupato Palazzo Gambata. 
Questo edificio rinascimentale 
nel cuore del quartiere Carmine 
e' di proprietà' parte del Dema- 
nio pubblico, parte dello specu- 
latore edilizio legato ai PSI Gai- 
doni ed era stato occupato due 
anni fa (dal 16 novembre allo 
sgombero avvenuto il 7 genna- 
io) come spazio sociale autoge- 
stito. Questo sera si terra’ un'as- 
semblea per decidere le prossi- 
me iniziative e un concerto. Ri- 
produciamo il volantino distribui- 
to questo pomeriggio: 

TORNA A VIVERE 
PER UN GIORNO 
PALAZZO GAMBARA 

□ue anni fa il IBnovembre 1969 
veniva occupato Palazzo Gam- 
bata • In via Battaglie 55 al Car- 
mine - che per cinquanta giorni 
e' diventato uno spazio sociale 
autogestito. Tutti ricordano la 
storia della lotta di questi due 
anni per l'apertura di un centro 
sociale nel quartiere del Carmi- 
ne: lo sgombero di polizia di Pa- 
lazzo Gambara nel gennaio '90, 
l'occupazione della Saia SS. Fi- 
lippo e Giacomo, sempre in via 
Battaglie, durata ben un anno e 
mezzo, nonostante un primo 
sgombero nel maggio '90, e 
conclusa con lo sgombero del 
19glugno scorso. 

Due anni di lotta che, nonostan- 
te la pesante repressione poli- 
ziesca scatenata dalle varie 
Giunte comunali, hanno dato vi- 
ta ad una ricca e storordinaria 
esperienza di aggregazione, vita 
colleRiva, solidarietà' eantogoni- 
smo, contrapposto alla politica 


dei padroni della citta'. Lo testi- 
moniano le centinaia di giovani e 
no che hanno partecipato ai 
concerti, alle feste, alle assem- 
blee, ai corsi, alle iniziative di lot- 
ta del Centro Sociale ed e' un’e- 
sperienza per noi tutt'altro che 
chiusa. 

OGGI ABBIAMO OCCUPATO 
PALAZZO GAMBARA PER RI- 
CORDARE TUTTO QUESTO 
MA ANCHE CHE... dopo lo 
sgombero del 7 gennaio '90, Pa- 
lazzo Gambara e’ stato sigillato 
e continua il suo lento degrado, 
che dura ormai da 14 anni. Il Pa- 
lazzo e' abbandonato, nono- 
stante il suo alto valore storico e 
culturale e nonostante la man- 
canza di case, servizi e spazi so- 
ciali al Carmine, a causa degli 
interessi speculativi del costrut- 
tore Geudoni. Lo stesso Qaidoni 
che ha perseguitato dal punto di 
vista giudiziario 65 degli occu- 
panti di Palazzo Gambara. 


... in questo quartiere dove man- 
cano case, servizi e spazi di ag- 
gregazione per giovani e anzia- 
ni, dilagano sempre piu' lo spac- 
cio dell'eroina, le speculazioni 
edilizie e i rastrellamenti di poli- 
zia. 

Noi slamo ancora qui, mentre 
partiti, partitini e leghe varie si af- 
fannano con promesse elettorali, 
noi siamo qui a ribadire che solo 
la lotte può' cambiare la nostra 
vita, può' permetterci di conqui- 
stare spazi, case, reddito e servi- 
zi, di risolvere I nostri problemi 

... IL CENTRO SOCIALE CE LO 
RIPRENDEREMO CON U 
LOTTA f OGGI A PALAZZO 
GAMBARA - DOMANI IN TUT- 
TA LA CITTA’ 


le/ì compegr>e/Ì del Centro so- 
ciale di via Battaglie 



FIRENZE, 11 /11 /91JUNGLA DI VIA FAENZA. 

STORIA DI UNO SGOMBERO ANNUNCIATO 

Questa mattina e' stato sgomberato in via Faenza il centro Sociale Autogestito JUNGLA HI. Lo sgombe- 
ro era stato annunciato nella scorsa settimana direttamente dalla D1QOS che aveva inviato a piu' riprese 
suoi agenti a discutere con gli occupanti, questa mattina lo sgombero. Un centinaio di poliziotti hanno 
tentato di risolvere il problema JUNGUV III APPLICANDO IL SOLITO RITUALE DELLO SGOMBERO. LA 
JUNGLA si ritrova cosi', ancora una volta, senza uno spazio sociale dove gestire ia propria vita. 
Confidando neiia determinazione dei giovani di JUNGLA ili, contiamo motto presto di trovare per la 
strada di Firenze una nuova JUNGLA IV. 

Intanto non possiamo che constatare che tutti i problemi sociali della citta' sono sempre affrontati solo 
come problemi di ordine pubblico. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 


FIRENZE, 12/11/91 DRAPPI NERO IN SAN LORENZO, MA CHE PROTE- 
STA E’? E CHI PROTESTA ? ANCORA POLIZIA PERCHE’, PER FAR 
SGOMBRARE CONTINUAMENTE LA JUNGLA? 


Dal Carnevale del 1990 vengono 
organizzate nel quartiere di San 
Lorenzo vere o finte proteste, ta- 
le va considerata quella di ieri 
che doveva vedere vestito a lut- 
to il quartiere ed al piu' ha visto 
qualche pezzo di stoffa attacca- 
to alle botteghe. I promotori del- 
le proteste sono spesso grossi 
commercianti, protagonisti del- 
i’evasionefiscale ed in alcuni ca- 
si dei mercato nero degli affittì a 
posti ietto. Proprio una, i grossi 
commercianti, delle categorie 
che e' stata protagonista, assie- 
me alle Giunte che hanno gover- 
nato Firenze dall'alluvione ad 
oggi ed al complesso turlstico- 
industriale, dello svuotamento 
del centro storico e dell’espul- 
sione dei proletari dai quartieri 
storici della citta’ si candida a 
rappresentante dei problemi del 
centro cittadino. Parlare di de- 
grado, di crimine che dilaga, di 
peggioramento deilaqualita' del- 
ia vita e', su queste bocche, pu- 
re esercizio di retorica e dema- 
gogia. Non c’e’ argine a! narco- 
traffico ed al degrado nella poli- 
zia e nello strapotere delle im- 
mobiliari. L'unico argine e’ cac- 
ciare Il business dal centro citta- 
dino e ripopolarlo con la gente, 
con gli strati popolari che soli 


sanno essere protagonisti di una 
solidarietà’ fra eguali e di una 
socialità’ che ha costituito, da 
sempre, il positivo della vita di 
quartiere, E’ per questo che 
guardiamo con tristezza alle 
pensionate, con lo sfratto e un 
reddito mensile di mezzo milio- 
ne, che si sentono rappresentate 
da queste crociate anticrimine. 
Crociate da respingere ferma- 
mente con un richiamato prota- 
gonismo degli strati sociali (stu- 
denti universitari, fuorisede, gio- 
vani come quelli della Jungla) 
che continuano a vivere ed a vo- 
ler vivere il centro storico senza 
pagare tangenti e cambiale alla 
citta’ delle merci -si tratti di orefi- 
cierie, di eroina, o di semplice 
pelletteria. Proprio contro questi 
si scatenano le forze dell'ordine. 
Polizia e carabinieri guardano 
noncuranti rispetto al proliferare 
dello spaccio di cocaina ed eroi- 
na, noncuranti rispetto alla pe- 
netrazione mafiosa nella citta’, al 
mercato nero degli affitti, allo 
sfruttamento nero delia forza la- 
voro extracomunitarla ed inter- 
na. Polizia e carabinieri si scate- 
nano contro chi non sotto sta a 
queste criminali regole, a chi ne 
ha la nausea di vivere per gua- 
dEignare e consumare. La Jun- 


gle da mesi, dallo sgombero del- 
l’Indiano cerca un posto dove 
svolgere attività' non mercificate. 
Cocerti, controinformazione, so- 
cialità’ vera non mediate dalle li- 
re in tasche per farsi due birre o 
un giro in macchina. Ebbene ieri 
per la quarta volta gli sbirri han- 
no messo fine all’occupazione 
della Jungla. Solito scenario, di 
questi complici del narcotraffico, 
giubbotti antiproltettill, grosso 
dispiegamento di mezzi e divise, 
minacce. Un messaggio preci- 
so: In questa citta’ fuorilegge so- 
no solo le autogestioni per tutto 
il resto, dalle tangenti del Comu- 
ne per I lavori pubblici agli scan- 
dali fiorenti in ogni settore c’e’ 
diritto di cittadinanza. Dalla Jun- 
gla esce il messaggio che ci at- 
tendevamo: non vinceranno per 
stanchezza, rioccuperemo, sbirri 
e speculatori non l’avranno vin- 
ta. E' tempo che questa volontà’ 
sia condivisa da piu' soggetti 
possibili, che la critica alla citta’ 
delle merciche nega II diritto alla 
casa, alla salute, alla vita auto- 
gestita si candidi ad un nuovo 
ciclo di lotte. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE 
ANTAGONISTA 




CyberPunk Miti. : Al- 
taTensione CSA Man- 
tova Msg: #53, Sog- 
getto: attentato incen- 
diario a Mantova 

Una squadracela fascista ha ten- 
tato, domenica notte di appicca- 
re il fuoco alla nuova sede del 
centro sociale autogestito 'Alta 
Tensione' di Mantova (via Gra- 
daro). Le fiamme hanno danneg- 
giato l'infisso di una finestra, ma 
fortunatamente non si sono 
estese. Sul posto e' statotrovato 
uno straccio intriso di lìquido In- 
fiammabile, con il quale e’ stato 
dato alle fiamme anche lo stri- 
scione de! centro sociale. Anche 
una vettura parcheggiata nei 
pressi del centro he riportato 
danni. L'attentato incendiario fa 
seguito a una serie di lettere sul 
quotidiano locale da parte di no- 
ti esponenti della destra manto- 
vana e di una telefonata con mi- 
nacce da parte del 'Movimento 
fascismo e liberta” (!) che opera 
a Mantova. 


Roma 13.11.1991 CO- 
MUNICATO DEL 
C.S.O.A. DI CASAL- 
BERNOCCHI 

A chi pensa di voler chiudere 
un'esperienza di lotta e autoge- 
stione HA CAPITO MALE! 

A chi pensa di voler immischia- 
re, un centro sociale con accuse 
diffamatorie in un presunto 
spaccio di droga... HA FATTO 
MALE I SUOI CALCOLI!! 

Per ribsulire che il centro sociale 
di Casalbernocchi vìve da oltre 
10 anni grazie al contributo ed 
airimpegnodi tutti gli abitanti del 
quartiere, e che non saranno 


partiti, partitini o presunte asso- 
ciazioni burocratiche a mettere 
le mani sul centro sociale. 

Per sottoscrivere al centro so- 
ciale di Casalbernocchi, il C.S. si 
trova in via GUIDO BIAGI 21 fer- 
mata treno per Ostia Casalber- 
nocchi, 


AD AURO 
PER SEMPRE 

Il 19 maggio nell'attentato fasci- 
sta che ha distrutto li centro so- 
ciale Cortocircuito, moriva Auro 
Bruno, 19 anni. Un fratello, un 
compagno, UNO DI NOI. 

A 6 mesi dalla sua morte si tenta 
dì far dimenticare, di far passare 
sotto silenzio e soprattutto sen- 
za responsabilità' di alcuno que- 
sta orribile morte. La rabbia l’e- 
mozione che ci ha colpito in 
quei giorni e' oggi ancora intat- 
ta, profonda, dannatamente vi- 
va. 


NOI NON DIMENTICHIAMO. 

Molte sono state le testimonian- 
ze di solidarietà'. Tra le altre, og- 
gi si concretizza la nostra, nata 
spontaneamente in quei giorni 
con l’Idea di utilizzare la ristam- 
pa del disco di ONDA ROSSA 
POSSE, autoprodotto del 32 
qualche tempo prima. 

Per comunicare, oltre e attraver- 
so il disco, la volontà’ di contri- 
buire ella ricostruzione del cen- 
tro sociale; per non fermarci, per 
non dimenticare, per continuare, 
piu' forte di prima. Abbiamo de- 
ciso di devolvere il ricavo della 
diffusione del disco alla famiglia 
di Auro, che con lui ha perso an- 
che quel sostentamento econo- 
mico che II suo lavoro garantiva. 
Oggi abbiamo raggiunto questo 


obbiettivo; un gesto di solidarie- 
tà' concreta, un gesto come tan- 
ti altri già’ compiuti, come un 
pensiero, come un fiore, come 
un grido di rabbia. 

SPAZIO SOCIALE ONDA ROS- 
SA 32 


ROMA 13\11\91 1 

ANNODI RITAGLIO 

1 anno dì ritaglio, 1 anno di in- 
formazione e comunicazione 
che ha visto come protagonisti 
coloro che lottano, coloro che 
nella pratica credono In un di- 
scorso di autoproduzione. Molte 
sono state le difficolta’ che han- 
no accompagnato quest'anno il 
ritaglio ma nonostante tutto ha 
cercato di essere sempre anche 
se in maniera criticabile, tutte le 
difficolta' non fanno altro che ca- 
ricarci ogni giorno di piu' per- 
che' ogni giorno che pas- 
sa.. .passa la cultura del potere, 
la cultura fatta di paure e di chiu- 
sura. 

STAPPA LA BOCCA A CHI NON 
VUOLE PARLARE SABATO 16 
NOVEMBRE INIZIATIVA DI SOT- 
TOSCRIZIONE PER IL RITA- 
GLIO A FORTE PRENESTiNO 
VIA FEDERICO DEL PINO (100 
CELLE) CONCERTI CON DE- 
FAULT E EXIT, SPAZIO VIDEO 
AUTOGESTITO DA FISICA IN 
LOTTA, MOSTRA SU UN ANNO 
DEL RITAGLIO, FUNZIONANO 
MERCATO DELL'USATO, CUCI- 
NA CASARECCIA BIRRERIA 
BAR, E.... IN PIU’ UNA SORPRE- 
SA IL RITAGUO PER NON ES- 
SERE TAGLIATI, 


REDAZIONE IL RITAGLIO 
ADERISCONO: STUDIO SVI- 
LUPPO INFORMAZIONE FISI- 
CA IN LOTTA 



Milano, 14/11/91 SULLE MOTIVAZIONI ALLA SENTEN- 
ZA DI PRIMO GRADO, COMITATO DI AUTODIFESA 
DEGLI IMPUTATI DEL LEONCAVALLO 


Abbiamo sempre ritenuto che la 
sentenza del processo al Leon- 
cavallo sarebbe stata una sen- 
tenza politica e come tale preco- 
stituita. Secondo questa letura, 
le motivazione del ricorso in ap- 
pello non si limitano alla soia 
sfera processuale, nell'intenzio- 
ne di snellire una pena da tutti 
valutata come pesante, ma rap- 
presentano il tentativo di opporsi 
a ciò’ che potrebbe diventare un 
pericoloso precedente per tutti. 

L'impianto delle motivazione nel- 
la sentenza del processo al Le- 
oncavailo si basa sull’Ipotesi di 
concorso morale, in una sua va- 
riabile che ci parodi poter defini- 
re quantomeno anomala, se non 
addirittura capovolta. In soccor- 
so agli elementi assai labili a di- 
sposizione della pubblica accu- 
sa, insufficente a dimostrare la 
compartecipazione degli inquisi- 
ti al reati loro ascritti, e' l'assen- 
za di una presa di distanza, di 
una dissociazione, a costruire 
l'elemento primo di colpevolez- 
za. 

E' logico che da queste premes- 
se la sentenza poi’ allora muove- 
re da una lunga serie di presun- 
zioni e supposizioni, giustificate 
dai solo 'comportamento mora- 
le' dell'Imputato. 

Come argomentato nelle moti- 
vazione del ricorso in Corte 
d'Appello dai difensori, la Corte 
non ha affatto dimostrato che la 
presenza di tutti e 24 gli imputati 
nel centro fosse determinata da 
un accordo precedente, e quan- 
do tenta di dimostrare il contra- 


rio e' costretta a ricorrere ad ale- 
menti presunti come una non di- 
mostrata 'soffiata' sulla data del- 
io sgombero. Non c'e' infatti al- 
cuna prova della partecipazione 
individuale degli inquisiti ad un’i- 
potetica riunione, ne’ di chi fos- 
se a conoscenza della presenza 
di bottiglie incendiarle (distrutte 
senza alcuna perizia il giorno 
dopo io sgombero), ma viene ri- 
badito che la scelta del'arresto 
fu determinata solo dalia loro 
presenza, come tale innegabile, 
sul tetto del centro sociale. 

L’opporsi ad una tale sentenza 
si riempie dunque di connotati 
politici che non investono piu' 
solamente la sfera processuale, 
perche' significa contrastare il 
clima 'emergenziale' istaurato 
(anche se apparentemente si di- 
scute sull'eliminazione di quegli 
istituì che l'hanno caratterizza- 
to), in cui non e' la condotta ma- 
teriale a venir giudicata, ma l’i- 
dentità' psicologica, morale e 
sociale dell’individuo, prima an- 
cora di quella politica, come se 
essa rappresentasse l"antica- 
mera' dei reato. Il diritto eissume 
in questo modo il potere di mo- 
dificare culturalmente le identità’ 
individuali, prima ancora della 
repressione materiale dei com- 
portamenti giudicati incompati- 
bili. 

Bisogna infine chiedersi perche' 
il Collegio abbia sentito l'esigen- 
za di concedere ia circostanza 
attenuante di cui all’art. 62 n.l 
c.p, In primo luogo e' servita a 
contenere gli effetti di una sen- 
tenza pesantissima e precostitui- 


ta. Sono da ricordare a questo 
proposito l’archiviazione de! pro- 
cesso alle forze dell'ordine ed al- 
l'immobiliare, e la totale man- 
canza di neutralità’ del Collegio 
nella valutazione delle testimo- 
nianze rese dal testi forniti dal- 
l'accusa e dalla difesa.èRiguar- 
do all’aspetto piu’ politico la 
concessione dell'art, 62 ha 
espresso la volontà’ di leggere 
quello che sono i centro sociali 
in un modo che non ci rispec- 
chia assolutamente. Non viene 
infatti ammessa ia possibilità’ di 
una 'cultura diversa' ed i fre- 
quentatori dei centri sociali ven- 
gono dipinti come dei soggetti 
con grossi problemi familiari e 
d'integrazione, andando cosi' a 
sminuire quello che e' il signifi- 
cato del nostro agire politico. Ed 
e’ proprio rispetto al discorso 
dell’integrazione che la sentenza 
sembra suggerire quelli che so- 
no e saranno I modi e i luoghi 
compatibili, auspicando l'appog- 
gio economico e morale delle 
autorità' comunali per quei cen- 
tri che 'come il Leoncavallo so- 
no utili per evitare che il senso di 
rivolta e la virtuale carica di vio- 
lenza del giovani disadattati li in- 
dirizzi verso la comune criminali- 
tà' o l'uso degli stupefacenti'. Si 
ha come la sgradevole sensazio- 
ne che la concessione di que- 
st'articolo rapressenti un bel ta- 
glio di forbici sulla nostra com- 
plessità' nei punti In cui risulta 
piu’funzionaleal potere 

COMITATO DI AUTODIFESA 
DEGLI IMPUTATI DEL PRO- 
CESSO 16 AGOSTO - MILANO 
L£ONCAVALLO 






i, 


MMano. Soggetto: CALUSCA 

Prositlma riapeftuiadella Libreria Catuscd à MI* 
lano.Dopo alcuni anni di Interruzione dettata 
da alcune difficili situazioni economiche riapre 
airintemo dei locali del Centro Sociale di via 
Conchetta 16 a Milano la libreria storica del 
Movimento, la Calusca. La libreria dai nome 
significativamente Ispirato al vicolo Ca dei Lo- 
schi di Porta Ticinese, luogo storico della mala 
‘legera* del milaneee, ha sempre ispirato la 
storia dei Movimenti milanesi riuscendo spesse 

volte a essere momento eilto di elaborazione 

'^l^ teoricaediconfrontocritlco. 

Questa riapertura e' la quarta della sua storia 
La prima *storlca* Calusca aveva sede all'Inizio 
di Corso di Porta Ticinese, giustappunto ac- 
canto cU vicolo Calusca. e fu aperta airinizio 
degtianni Settanta, offrendo peraltro la propria 
sede « riviste come Primo Maggio e Controin- 
formazione, oltre che diventare promotrice del 
mitioo ColietUvo Editoriale 10/16. La seconda 
trovo apertura verso le colonne di San Loren- 
zo e fu chiusa intorno al 1965, dopo aver aper- 
to I propri locali coraggiosamente anche agli 
esponenti piu* critici del movimento punk mila- 
nese. E' di questo periodo l'Incubadone teori- 
ca della rivista underground internazionale De- 
coder, rivista che agli Inizi cogllev'a anche I se- 
mi piu’ interessanti dell'elaborazione teorica in- 
dustiaiista, che aveva sede specifica neH'or- 
mai mitico Heiter Skelter al Leoncavallo. Suc- 
cessivamente la Libreria fu riaperta in Piazza 
Sanf Eustorglo, sempre nel medesimo quartie- 
re, ma quest’uitima riapertura trovo' le dtfncol- 
ta' specifiche di chi doveva rapportarsi con un 
movimento nella sua complessità' In grave de- 
cadenza. Inoltre I locali della Libreria erano tal- 
mente angusti da non poter offrire II giusto 
spazio per momenti di dibattito pubblico e di 
rielaborazione critica, aspetti che avevano da 
sempre caratterizzato I) percorso della stessa 
Libreria. Dopo circa un turno anche questo 
esperienza fu cosi' chiusa 

Si pensa che la Libreria, ormai ultimata, possa 
riaprire nell'arco massimo di 15 giorni. Peraltro 
momento di forza di questa prossima esperien- 
za dovrebbe essere la possibilità' di utilizzo 
della stanza attigua S>&' predisposto a sala vi- 
deo, con tonto di videoproiato^ra gigante, e 
quindi tinche grazie a ciò' ridlvintare momento 
di riflessione critica sull'attuale fase dei moder- 
no. Prossimamente verrà' inviala in rete il do- 
cumento progettuale sul quale viene a ricosti- 
tuirsi II lavoro della Libreria 


ROMA: 

SENZA RITEGNO 


Andreotti, capo della finanziaria (quella 
dei tickets, dei condoni, delle privatiz- 
zazioni) e di altre schifezze (Lima, 
Sbardella e Clarrapico), con un codaz- 
zo dì ministri Inaugura lunedi' 18 No- 
vembre alle ore 17.00 il reparto della 
risonanza magnetica del ' magnifico 
Baisano Le piu' alte autorità' polìtiche 
e accademiche Indossano I' aria degli 
efflcenti officianti e, muniti di cesoie 
elettriche (minimo sforzo....) tagliano I 
nastri dell'Indecenza!! 

Cosi' ancora una volta si offendono I 
lavoratori ed i cittadini! In un Policlinico 
DOVE le disfunzioni sono gravissime, 
DOVE l'inefficienza di gestione e' ma- 
croscopica, DOVE una Convenzione 
fuorilegge non ha risolto nessun vec- 
chio problema, ed impone, a COSTI 
MAGGIORI, COMMERCIALIZZAZIONE 
e SFRONTATO USO PRIVATÌSTICO di 
ogni struttura e di ogni risorsa tecnica 
e scientifica, DOVE I diritti minimi del 
malati vengono calpestati migliaia di 
volte al giorno, DOVE l'apparato PAR- 
TiTiCO SINDACALE tace e copre ogni 
sfascio con scandalosa omertà’ NON 
POSSONO NON ESSERE RITENUTE 
VOLGARMENTE IMMORALI CERIMO- 
NIE Di 'ESIBIZIONE" E D! 'PROPA- 
GANDA' CHE NON SERVONO A RIA- 
NIMARE L'ASSISTENZA MA SOLTAN- 
TO A RIANIMARE IL POTERE! LUNE- 
DI’ 18 NOVEMBRE 1991 ORE 10,00 
ASSEMBLEA ALL'ANDRONE PER LE 
ORE 16.00 INVITIAMO I LAVORATORI, 
! MALATI, E I PARENTI, LA STAMPA E 
NATURALMENTE LE 'ALTE AUTORI- 
TÀ’* PRESENTI AL POLICLINICO ALLA 
CONTROINAUGURAZiONE ‘DEL RE- 
PARTO MODELLO' ASTANTERIA. 
ORE 17.00 PRESENZA DI DENUNCIA 
SOTTO LA PRIMA CLINICA MEDICA 


Roma 18\11\91 COMUNICAZIONE 
TELEFONICA DAL POLICLINICO SU 
CONTESTAZIONE APERTURA NUO- 
VO REPARTO 


I) telefonata Circa 200 lavoratori di tutte le realtà' del lavora- 
tori romani a cominciare da quelle del Policlinico, stanno 
bloccando l'entrata dalla parte dei pronto soccorso, aspet- 
tando che arrivino ministri e altra gentaccia varia come, Ciri- 
no Pomicino, Mattarella e Tecce per Inaugurare un nuovo 
reparto fatto da un noto barone, Bassano. Vengono ad inau- 
gurare un reparto modello in una situazione di completo 
abbandono delle strutture pubbliche, per dar spazio a Impre- 
se private. 

L'iniziativa e’ partita alle ore 16.00, con vari inten/enti dei 
lavoratori che spiegano la situazione attuale del Policlinico, 
sempre In attesa dell'arrivo del boia Andreotti ospite d' onore 
dell'Inaugurazione del reparto. La situazione al momento e' 
tranquilla in questo presidio non solo per contestare l’apertu- 
ra de! nuovo reparto ma per far sentire anche ai parenti dei 
malati in visita, la vera situazione ospedaliera del Policlinico. 

CI sono lavoratori di varie strutture come quelli dell'ENEL, 
deiriSTAT compagni metalmeccanici e dell'ACI-informatica 
compagni della SIP e Inoltre anche della Pantera universita- 
ria. 

L'Iniziativa fin qui e' riuscita per II semplice fatto che per la 
prima volta nella citta' si ha una contestazione e denuncia, in 
virtù' anche della Finanziarla '92 che porterà' tagli ulteriori 
alia Sanità' e all'aumento dei Ticket. 

In ogni caso si presidiano tutte le 4 porte di accesso del 
Policlinico, ed In ogni caso sarebbe una vittoria da parte dei 
lavoratori e dei compagni presenti far entrare ministri In cari- 
ca e I loro sottosegretari dalla porta di retro. Inoltre II capo 
della DIGOS, Fasano già' conosciuto nella citta' dì Genova 
molto preoccupato fa sapere che ’ se ci sono casini faccio 
caricare dalla celere ' ed I presenti hanno risposto con una 
grande risata. 

II) tolefonnata Successivamente i compagni telefonavano 
dall'ospedale e ci comunicavano che Andreotti per I suoi 
molteplici impegni non poteva venire all’Inaugurazione. In 
ogni caso I presenti continuavano i loro comizi e rapporti di 
denuncia sulla situazione lavorativa dell'ospedale e anche di 
altre realta' lavorative disturbando in ogni caso con trombe 
molto alte e in filo diffusione esterna la inaugurazione. 


COMITATO UNITARIO POLICLINICO 



6 dicembre: SCIOPERO GENERALE! 


Cobas Comunicato Stampa II/II/I99I 

La 45a Assemblea Nazionale Cobas Scuola ha valutato 
positivamente le iniziztive di sciopero e di lotta prese il 
22 Ottobre, 

Ma registrato la necessità di continuare ad approfondi- 
re la mobilitazione contro la Finanziaria, per la difesa 
delia scuola pubblica, per l'apertura immediata delle 
trattative e per ia definizione di un buon contratto per 
insegnanti ed AIA. L'Assemblea valuta inoltre che, per 
assecondare il desiderio di protesta della categoria, è 
necessario sia proseguire l'unità di azione delle forze 
"non confederali" rappresentative del personale della 
scuola (malgrado la dichiarata non disponibilità dello 
SNALS a concrete iniziative unitarie), sia dar vita a 
nuove forme di lotta che coniughino protesta ed infor- 
mazione, rendendo possibile il collegamento e lo 
scambio di esperienze e di idee tra gli insegnanti e tra 
questi ultimi e gli ATA, gli studenti e le altre forze inte- 
ressate alla difesa e al migiioramento della scuoia pub- 
blica. 

Queste nuove forme di lotta devono, inoltre, servire a 
chiarire atutti i lavoratori e all'opinione pubblica chi sta 
cercando davvero di fare, all’Interno delia scuola, gii 
interessi della collettività e chi, invece, lavorando per la 
privatizzazione come i confederali, fa solo gli interessi 
della Confindustria, della paritocrazia e deila burocra- 
zia di Stato. 

L'Assemblea propone dunque che nella settimana dal 
9 al 14 dicembre in tutte le provincie si scelga, nelle 
città più significative e ove !a presenza è maggiore, 
una scuola come sede di assemblea permanente tra 
insegnanti, ATA e studenti, ove si svolgano dibattiti, 
convegni, seminari di studio, scambio di esperienze, 
nonché iniziative culturali, spettacoli efeste che renda- 
no questi luoghi un forte punto dì riferimento per la 
categorìae pertutto li mondo della scuola. 

L’Assemblea propone a tutte le sedi uno sciopero della 
categoria e manifestazioni pubbliche locali nella gior- 
nata dei 6 dicembre. 


COMUNICATO DELLA COMMIS- 
SIONE ESECUTIVA NAZIONALE 
COBAS SCUOLA 

P.S.: ALL’ATTENZIONE DI TUTI/E I 
COMPAGNi/E e DI TUTTE LE 
STRUTTURE DI MOVIMENTO 


L'Ass. Naz. Cobas Scuoia ha inoltre deciso di 
aprire un confronto con tutti gii organismi au- 
toorganizzati e le strutture sindacali presenti 
nel mondo del lavoro, con tutte le realtà so- 
ciali presenti nel territorio, per costruire nella 
data del 6 dicembre una GIORNATA DI 
SCIOPERO GENERALE AUTOORQANiZZA- 
TO AUTOCONVOCATO: contro la Finanzia- 
ria. contro la trattativa sul costo del lavoro, 
contro ie leggi antisciopero, contro la riforma 
Marini sulle pensioni 

A TALE PROPOSITO, i Cobas della Scuola 
hanno proposto per il giorno 24/11/91 a RO- 
MA un'ASSEMBLEA NAZIONALE INTERCA- 
TEGORIALE aperta a tutte ie realtà sociali. 
(PER ORA MANCA LA CONFERMA DEFINITI- 
VA). 

Invitiamo tutte le strutture, tutti i compagni, a 
comprendere subito lavalenzae le potenziali- 
tà delle proposte e quindi a diffondere ovun- 
que questo messaggio; ad attivarsi immedia- 
tamente per costruire assemblee, riunioni, in- 
contri che diano vita ad un grosso livello di 
mobilitazione. Proponiamo in ogni zona, ogni 
città, ogni regione manifestazioni unitarie tra 
lavoratori, studenti, disocccupati, occupanti di 
case, centri sociali, ecc.... 

I COMPAGNI E LE COMPAGNE 'INCOMPA- 
TIBILI" 

Per ulteriori informazioni tei. a Radio Sherwo- 
od, Radio Onda Rossa, redazione di "incom- 



BOZZA DI APPELLO PER LA COSTRUZIONE DI UNA 
GIORNATA NAZIONALE DI SCIOPERO E MOBILITA- 
ZIONE UNITARIA CONTRO LA FINANZIARIA E LA 
TRATTATIVA SUL COSTO DEL LAVORO PER VENER- 
DÌ’ 6 DICEMBRE 


A TUTTI I LAVORATORI E AL- 
LE LORO STRUTTURE DI BA- 
SE ED AUTORQANIZZATE, Ai 
PENSIONATI. AQU STUDENTI, 
Ai DISOCCUPATI, AGLI OC- 
CUPANTI DI CASE E AQLi 
SFRATTATI, AQLI IMMIGRATI, 
Al CENTRI SOCIALI, A TUTTI 
COLORO CHE SI BATTONO 
PER LA DIFESA DEI DIRITTI E 
DELLA SALUTE DEI PROLE- 
TARI, DEGLI SFRUTTATI, DE- 
GLI EMARGINATI, DEI DETE- 
NUTI. 

Il 1991, anno della guerra nel 
Golfo e di una delle piu' lunghe 
recessioni economiche degli ul- 
timi decenni, si sta per chiudere 
e non lascia presagire nulla di 
buono per II futuro . Prob- 
abilmente il '92 Sara' un altro an- 
no di crisi. Ma, se ripresaci Sa- 
ra', Sara' la ripresa dell' accumu- 
lazione dei profitti, del rilancio 
della competitivita' aziendale in 
vista della costituzione del Mer- 
cato Unico Europeo del primo 
gennaio 93. in stretta connessio- 
ne con un ulteriore aggravamen- 
to delle condizioni di vita e com- 
pressione del diritti di lavoratori, 
pensionati, disoccupati. A que- 
sto mirano le convergenti mano- 
vre di governo-confindustria-sin- 
dacati tramite II varo della legge 
finanziaria 92 ed II 'buon esito' 
dellatrattatìva sulla riduzione del 
costo del lavoro. 

Il governo Andreotti, confortato 
dai beneplacito della CEE, sta 
facendo carte false per arrivare 
all'approvazione in Parlamento 
della legge finanziaria, che au- 
menta i ticketa sanitari e i contri- 


buti previdenziali versati dal la- 
voratori; introduce i! blocco sala- 
riale e delle assunzioni per I la- 
voratori dei pubblico impiego, I 
cui contratti sono scaduti da un 
anno; avvia per decreto un’am- 
pia politica di privatizzazione nel 
settore pubblico e a partecipa- 
zione statale; vara il condono 
per gli evasori fiscali; taglia i fon- 
di agli Enti Locali, che, automati- 
camente, emetteranno nuove 
imposte. 

Intanto. Il Senato ha approvato 
la Controriforma sanitaria, e' ini- 
ziato l'iter parlamentare accele- 
rato della proposta di legge sul- 
l'istituzione dei fondi pensione, 
dal primo novembre le tariffe fer- 
roviarie sono ancora aumentate 
di almeno il 15%, dal prossimo 1 
gennaio a Roma il biglietto del- 
l'autobus passerà a mille lire e 
l’abbonamento intera rete a 
30000 lire (aumenti si prevedono 
anche in altre città). 

DI fronte ad una tale situazione il 
sindacato ha messo in campo lo 
sciopero del 22 ottobre, dichia- 
ratamente non contro il governo 
ma per modifiche che non stra- 
volgono la sostanza della finan- 
ziaria, mentre ora punta tutte le 
sue carte sulla privatizzazione 
del rapporto di lavoro dei dipen- 
denti pubblici e la ripresa di una 
'seria' trattativa sulla riduzione 
del costo del lavoro. Subito do- 
po lo sciopero di facciata si e’ 
ufficialmente sancita, al congres- 
so della CGIL, la nascita del sin- 
dacato delia codeterminazione 
(leggi della subordinazione agli 
interessi aziendali); l'accordo al- 


la Zanussi che cancella ogni re- 
siduo potere contrattuale de! 
consiglio di fabbrica, ne costitui- 
ce la prima estrinsecazione pra- 
tica. Nel frattempo sono piu' che 
raddoppiate (rispetto al '90) le 
ore di cassa integrazione, i pre- 
pensionamenti chiesti da Fiat, 
Olivetti, Alenia etc...sono decine 
di migliaia; il business pian pre- 
vede diverse migliala di esuberi 
all’Enichem; sparisce L’Ansaldo 
di Milano, mantenendo solo 
(guarda caso) un piccolo presi- 
dio dedito alla ricerca nucleare; 
all’Alfa di PomiglianoSOO lavora- 
tori sono in cassa straordinaria 
per due anni, Mirafìori chiude dai 
1 4 Dicembre al 2 Gennaio . . . 

E' un quadro allarmante, aggra- 
vato dalle quotidiane sortite di 
Romiti e Pininfarina, che minac- 
ciano per il '92 centinaia di mi- 
gliaia di licenziamenti. 

Eliminazione della scala mobile 
e degli scatti di anzianità’, taglio 
delle pensioni ed aumento del- 
l’età' pensionabile, fiscalizzMio- 
ne permanente degli oneri so- 
ciali, istituzione delie RSU, tutto 
questo e' in ballo nella trattativa 
a perdere sul costo del lavoro 
che governo, cortfindustria e sin- 
dacati riprendono in questi gior- 
ni. 

Continua forsennato nel settore 
del pubblico impiego e dei servi- 
zi l'attacco al diritto di sciopero, 
e’ in forse la stessa possibilità’ 
per i lavoratori di autorganizzarsi 
e lottare autonomamente dai 
sindacati di stato. Gravissimo e’ 
poi il licenziamento di 6 lavorato- 



ri della Pinacoteca di Brera a Mi- 
lano; si tratta dei primi licenzia- 
menti politici nel pubblico impie- 
go attuati congiuntamente dai 
Ministri dell'Interno e dei Beni 
Culturali, Questura, Prefettura e 
Sovrintendenza di Milano, con 
l'esplicito avvallo sindacale. 

Ma sacrifici e politiche repressi- 
ve non colpiscono solo lavorato- 
ri e pensionati, bensì' e' tutto il 
corpo sociale proletario ad esse- 
re investito dal taglio alle spese 
sociali e dal restringimento degli 
spazi di liberta; dagli studenti 
medi alle prese con privatizza- 
zione, seiezione, degrado delle 
strutture, soffocati da norme e 
regolamenti che vietano l'e- 
spressione autonoma dei propri 
bisogni, agli universitari sotto 
processo a Torino, Roma e un 
po' ovunque per le lotte della 
Pantera, che subiscono sulla 
propria pelle gli effetti dell'auto- 
nomladi Rubarti e Imminenti au- 
menti di tasse (cui la Sinistra 
Giovanile non e' Ideologicamen- 
te contraria) ; dal movimento dei 
disoccupati napoletani e campa- 
ni, in lotta contro ia mafia partiti- 
co-sindacale e per la conquista 
del reddito, vessato dai divieti 
prefettizi di manifestazione, egli 
occupanti di case a gii sfrattati 
penalizzati dal mercato degli af- 
fitti, dalle speculazioni immobi- 
liari, dall'aggiotaggio degli ap- 
partamenti sfitti dalla volute ine- 
sistenza nelle aree urbane dì pia- 
ni di sviluppo deH'edilizia popo- 
lare: dai centri sociali, tentativi di 
aggregazione al di fuori del cir- 
cuito della socialità' mercificata 
e dell'eroina, quotidianamente 


minacciati di sgombero manu 
militari e fatti oggetto di attacchi 
fascisti, agli immigrati vittime di 
una crescente offensiva razzista, 
costretti asubire te angheriee gli 
intrallazzi dei vari Azzero di tur- 
no e l'ennesimo tentativo , da 
parte della Boniver di restrizione 
dei permessi di soggiorno; ai 
portatori di handicap, agli anzia- 
ni ai malati terminali attaccati, 
con I tagli all'assistenza, nei loro 
diritti piu' elementari, fino ai de- 
tenuti su cui incrudelisce la pe- 
renne logica dell'emergenza. 

Gii strati sociali con meno pote- 
re, diritti, liberta' e reddito hanno 
materialmente ed idealmente an- 
cora molto da perdere se passa- 
no, in maniera indolore, la finan- 
ziaria e la riforma del salario. 

Ci sono quindi mille ragioni per 
contrapporsi frontalmente alle 
politiche di ■risanamento" del bi- 
lancio e di ristrutturazione del 
governo Andreotti e della Con- 
findustria. ormai sempre piu' 
apertamente spalleggiate da 
CGIL CISL UIL. Certo non c'e' 
da nascondersi che ia sfiducia 
nella possibilità' che con la lotta 
si possano strappare migliori 
condizioni di vita e di lavoro ser- 
peggia tra i lavoratori e i settori 
proletari. Ma sperare di far pas- 
sare la buriana, chiusi nel pro- 
prio orticello in attesa di tempi 
migliori, e' illusorio e perdente. 
Qui la tempeste si sta abbatten- 
do su tutti. 

Allora si tratta di costruire un 
percorso di lotta, che, partendo 
dalla mobilitazione ne! proprio 


posto di lavoro, nel proprio set- 
tore, nella propria dimensione 
sociale, sappia far maturare un 
processo di aggregazione collet- 
tive su obbiettivi concreti e ge- 
nerali, che trovi una prima sinte- 
si ed una prime verifica pratica. 
Questo e’il senso che noi attri- 
buiamo alla GIORNATA NAZIO- 
NALE 01 SCIOPERO E MANI- 
FESTAZIONE DI VENERDÌ' 6 
DICEMBRE. 

-NO ALLA FINANZIARIA - NO 
Al TAQU ALLE SPESE SOCIA- 
LI - MENO SPESE MILITARI - 
NO ALLE PRIVATIZZAZIONI - 
DIFESA DELLA SCALA MOBI- 
LE E DEGLI AUTOMATISMI 
SALARIALI -ROTTURA DEL 
BLOCCO SALARIALE 
SBLOCCO DELLE VERTENZE 
CONTRATTUALI -SALARIO 
SOCIALE Al DISOCCUPATI - 
RIDUZIONE DELL’ORARIO DI 
LAVORO - DIFESA DELL' OC- 
CUPAZIONE -POTENZIAMEN- 
TO E PREZZI POUTICI DEI 
SERVIZI SOCIALI -DIFESA 
DEL DIRITTO DI SCIOPERO E 
AUTORQANIZZAZiONE -RIAS- 
SUNZIONE DEI LICENZIATI DI 
BRERA -DIRITTO ALLA CASA - 
REQUISIZIONE DELLE CASE 
SFITTE -PARITÀ’ DEI DIRITTI 
NORMATIVI E SALARIALI TRA 
LAVORATORI ITALIANI ED IM- 
MIGRATI -NO AGLI SGOMBE- 
RI DELLE CASE E DEI CENTRI 
SOCIALI OCCUPATI -NO ALLA 
MORTE DA CARCERE - ABO- 
UZIONE DELL'ERGASTOLO 

Redazione di "Incompatibili" 
Lavoratori autorganisati di 
Roma 



LA REALTA’, LE MISTIFICAZIONI E I PROVVEDIMENTI DEL COVERNO 


Le più recenti statistiche istat ri- 
portano aicuni dati sconcertanti: 
in itaiia c'è un 3% di analfabeti 
puri, e ii 10% delia popolazione 
è definibile come ’anaifabeta di 
ritorno* o 'anaifabeta funzìona- 
ie'. Stiamo parlando di circa 6 
milioni di abitanti, appartenenti a 
varie classi di età e sparsi in tut- 
to il territorio nazionale. Gli ab- 
bandoni della scuola dell'obbli- 
go nei 1988 sono stati 40.000 
pari al 6%. Se è vero che daH'85 
al '90 il calo demografico ha fat- 
to registrare 600.000 alunni in 
meno nella media inferiore, è in- 
vece cresciuto il tasso di scolari- 
tà alle medie superiori, dove si è 
raggiunto il 67%, e di questi stu- 
denti oltre 300.000 abbandona- 
no giistudi senza conseguire ii 
diploma. In questo quadro non 
compare le presenza di circa tre 
milioni di immigrati, cui la scuola 
pubblica non offre concretamen- 
te la possibilità di rapportarsi al 
diritto allo studio. Cifre, nude e 
crude, che dimostrano tutte le 
carenze di una 'scuola pubblica* 
che si vuole affossare definitiva- 
mente. Si punta agli sponsor, al- 
la privatizzazione, ad una scuola 
al servizio della logica d'impre- 
sa. La Finanziaria '92 non preve- 
de stanziamenti significativi per 
ia scuola e per chi vi opera e 
lavora. 

Si VOGLIONO TAGLIARE AL- 
TRI 100.000 POSTI DI LAVORO 


Dopo i 20.000 posti di Ed. Tecni- 
ca, ì 15.000 di Ed. Fìsica, nella 
seduta dei 16/10/91 ia Commis- 
sione Bilancio del Senato, relati- 
va alla Finanziaria 92, prevede 
che entro Aprile '92 il Ministero 
della P.l. elabori un piano plu- 
riennale di razionalizzazione nel- 
l’utilizzodel personale. Il numero 
degli studenti dovrà essere divi- 
so per il numero delle classi au- 
torizzate, stabilendo oltre al nu- 


mero massimo di alunni per 
Glasse, anche ii NUMERO MINI- 
MO: lealunni alle Elementari, 20 
alla M. Inferiore. 22 alle Supe- 
riori! Questo provvedimento pro- 
vocherebbe la chiusura di nu- 
merose scuole, con conseguen- 
te dispersione di un patrimonio 
didattico, culturale ed umano, 
oltre alla riduzione di 100.000 
posti di lavoro (tra personale do- 
cente e ATA, precario o di ruo- 
lo). 

Per i precari questo equivarrà al 
LICENZIAMENTO, per quelli in 
ruolo ia MOBILITA OBBLIGA- 
TORIA MAGARI magari in altri 
settori,cui può seguire la Cassa 
Integrazione e quindi il licenzia- 
mento. Sarebbe un notevole ap- 
pesantimento della Finanziaria di 
RAPINA. 

Una Finaqnziaria che lascia spa- 
zio ed aumenti nell'ordine delie 
150.000 lire lorde a regime, e 
che in compenso aumenta i tic- 
kets, le trattenute previdenziali, 
ecc..Una Finanziaria che andrà 
di pari passo con il taglio delle 
pensioni, della Scala Mobile, 
con la liberalizzazione dei cano- 
ni d’affitto, con l’aumento dei 
trasporti.... 

LE GABBIE DELLA 148 Sotto la 
spinta dei Confederali, e con le 
firme in calce dì Snais e Gilda, si 
è stabilito ii protocollo per i ser- 
vizi essenziali nella scuola: non 
più di 8-10-12 giorni di sciopero 
nell'arco dell'anno, niente scio- 
peri per più di due giorni, 15 
giorni di preavviso, 10 tra uno 
sciopero e l'altro, e quel che è 
più grave MA! PIU' BLOCCO 
DEGLI SCRUTINI. E per chi non 
ci sta: multe, censure, ammoni- 
zioni. 

NON VOGLIAMO ACCETTARE 
PASSIVAMENTE TUTTO QUE- 
STO 


Dopo lo sciopero generale ’pro- 
forma', i Confederali si appresta- 
no ad assecondare fino in fondo 
le scelte del Governo e della 
Confindustria. Dopo lo sciopero 
di maggio, lo Snais è scomparso 
dalla scena, non fa nè lotte nè 
proposte di lotta. La Gilda, in 
•spendido* isolamento, continua 
a muoversi in un’ottica settoriale 
e corporativa, avulsa dalla realtà 
e dai contesto generale in cui la 
morsa degli accordi sta stritolan- 
do le conquiste di tutti i lavorato- 
ri. Non dobbiamo cadere in que- 
sta logica: è necessario costrui- 
re terreni di mobilitazione unita- 
ria con i lavoratori di tutte le ca- 
tegorìe, con tutti i settori sociali. 

Contro la Finanziaria ’92, con- 
tro la trattativa sul costo del la- 
voro, contro la Riforma Marini 
sulle pensioni, contro la L146. 
Solo ia lotta unitaria di tutti gli 
organismi di basa può in cef^ 
para il meccanismo con cui il 
Governo tende a privatizzare 
tutti I servizi eociaii e a peggio- 
rare le condizioni di vita e di 
lavoro di tutti i lavoratori. 

PER QUESTO SI STA CO- 
STRUENDO PER IL 6 DICEM- 
BRE UNA GIORNATA DI SCIO- 
PERO GENERALE NAZIONALE 
AUTOCONVOCATO E AUTO- 
ORGANIZZATO DA TUTTE LE 
REALTA’ DI BASE 

Invitiamo tutti I collaghi, gli 
atudanti, i genitori ad aderire e 
partecipare alle manifestazioni 
che ai terranno nella giornata. 
Ricostruiamo una rate orison- 
tala di collegamento tre I lavo- 
ratori di tutte le scuole, oltre 
gli schieramenti, oltre le ai- 
gle,oltre le tessere. 

cobas acuoia padova c provin- 
cia - Padova, 16.11. 91 cip via 
Bolzoni, 14 



CENSIMENTO 


BOLOGNA 6-11 -91 

Oggi 6-11-91, si è riunita a Boio- 
gna i'assemblea dei rappresen- 
tenti dei iavoratori dei censimen- 
to iSTAT 1991 delle seguenti cit- 
tà: Bologna, Venezia-Mestre, Mi- 
lano, Brescia, Firenze, Piacenza, 
Cesena e Pesaro. Hanno inoltre 
aderito; Palermo, Catania, Po- 
tenza ed altri comuni minori. Le 
delegazioni delle suddette cit- 
tà, costituendosi in Coordina- 
mento Nazionale hanno stabili- 
to: 

1) La continuazione e il rafforza- 
mento del blocco totale delle 
consegne dei moduli presso gii 
uffici comunali del censimento 

2) Il Coordinamento Nazionale 
invita ,per il giorno 9-1 1-91 tutti i 
rilevatori impegnati nei censi- 
mento ad un'azione dimostrativa 
e di protesta consistente in un 
concentramento davanti alle ri- 
spettive sedi degli uffici comuna- 
li dei censimento dalle ore 8 del 
mattino e alla non consegna dei 
moduli. 

infine,il Coordinamento ha pre- 
parato e presenterà al più presto 
ai rilevatori di tutta Italia un'ipo- 
tesi di vertenza sindacale nei 
confronti dell’ISTAT. 


FIRENZE 5/11/91 
Continua lo sciopero 
dei rilevatori del cen- 
simento 

Nonostante le affermazioni e le 
minacce del Dottor Naim, diret- 
tore del censimento, continua lo 
stato di agitazione del rilevatori 
fiorentini con il rallentamento del 


ritiro dei moduli. La diffusione 
della protesta e' confermata dal- 
la percentuale irrisoria, ricono- 
sciuta da tutti, dei modelli rien- 
trati. Per giovedì’ 7 e' fissato un 
incontro dei rilevatori con l’as- 
sessore comunale all'annona, 
Nani'. La lotta continua anche in 
moltre altre citta' Italiane (Bolo- 
gna, Milano, Brescia, Venezia, 
Mestre, Ravenna, Cesena, For- 
iimpopoli, Lecco, Pavullo, Sas- 
suolo, Calenzano, Imperia, Par- 
ma, Piacenza, Chiavar!, Como, 
Monza, Licata, Ercolano, Napoli) 
ed e' prevista PER MERCOLEDÌ’ 
6 A BOLOGNA L’ASSEMBLEA 
NAZIONALE DEI RILEVATORI 
IN LOTTA. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE 
ANTAGONISTA 


BRESCIA, 7/11/1991 

L’ASSEMBLEA DEI RILEVATORI 
DEL CENSIMENTO, riunitasi og- 
gi 7/1 1 presso l'Ufficio Comuna- 
le Censimento di via Gadola a 
Brescia, ha deciso di proseguire 
lo sciopero, continuando il bloc- 
co della consegna dei moduli. 
L'assemblea ha aderito alia gior- 
nata di lotta nazionale proclama- 
ta dal Coordinamento nazionale 
dei rilevatori e coordinatori, per 
sabato 9 novembre con manife- 
stazioni davanti agli uffici comu- 
nali dei Censimento. Per quanto 
riguarda Brescia ci sara' un pre- 
sidio davanti all’Ufficio Comuna- 
le Censimento di via Gadola dal- 
le ore 9. L'adesione allo sciope- 
ro a Brescia continua ad essere 
intorno al 90%. La Camera del 
Lavoro comunicherà' nei prossi- 
mi giorni il suo appoggio allo 
sciopero garantendo anche la 
tutela legale. 


Roma7\11\91 
Telefonata dei censi- 
tori di ORVIETO su 
blocco del censimen- 
to 

Siamo i rilevatori del comune di 
Orvieto, tutti disoccupati, e ab- 
biamo deciso di bloccare il ritiro 
e la consegna delle schede ade- 
rendo alla cigltazione nazionale 
che da tempo e' partita, li censi- 
mento nel comune di Orvieto ri- 
marra’ bloccato finche’ I’ ISTAT 
non dara' risposta alle richieste 
della piattaforma rivendlcativa 
partita da Bologna per tutte le 
citta', ed i lavoratori in lotta. Invi- 
tiamo tutti i lavoratori del censi- 
mento della regione Umbria a 
iniziare il blocco dei lavori, fin 
quando non saranno prese in 
considerazione le nostre rivendi- 
cazioni. Per informazioni e con- 
tatti: Tel: 0763 44613 I LAVO- 
RATORI DEL CENSIMENTO Di 
ORVIETO 


BOLOGNA 
sabato 9 novembre 

Questa mattina circa centocin- 
quanta lavoratori del censimento 
hanno presidiato gli uffici di via 
matteotti bloccando compieta- 
mente le operazioni di ricevi- 
mento moduli. 

Verso le undici si e' avuto qual- 
che attimo di tensione con vigili 
che rifiutavano l’accesso all'edi- 
ficio ai lavoratori. La questione sì 
e’ comunque risolta e i rilevatori, 
rifiutando di costituire una dele- 
gazione, sono entrati all’Interno 
dove si e’ tenuta una riunione 
con il responsabile delLufficio 



statistico del comune Degli 
Esposti e con II suo college Bo- 
vini. Nella suddetta riunione so- 
no state ventilate possibilità' di 
anticipi, comunque vincolati alla 
consegna dei moduli. I lavoratori 
di Bologna proseguono comun- 
que Il blocco delle consegne agli 
uffici, del moduli ed hanno con- 
vocato una nuova assemblea 
per lunedi' 1 1 1n vicolo bolognet- 
tlh.21 


BHESCIA 9/11/1991 

Questa mattina, aderendo alla 
giornata nazion«Ue di lotta indet- 
ta dal Coordlnamertlo dei rileva- 
tori e coordinatori di moltissime 
citta' italiane, I rilevatori dt Bre- 
scia hanno effettuato un presidio 
davanti aH'Uffìcio Comunale del 
Censimento. La partecipazione 
del rllevaton bresciani allo scio- 
pero e' stata altissima: oggi han- 
no consegnato soltanto una 
ventina di rilevatori su 287. 1 rile- 
vatori di Brescia sono in sciope- 
ro da vanerdi' 25 ottobre e solo 
Il 35% dei moduli sono stati con- 
segnati all'Ufficio fino ad oggi. 
Lunedr 11 novembre elle 17.30 
si terra' l'assemblea generale del 
lavoraton presso l'Ufficio Censi- 
mento. 


VENEZIA 

Situazione della lotta del lavora- 
tori del censimento del comune 
di Venezia al 1 1 Nov di 

Sabatoaderendo alla giornata di 
mobilitazione nazionale, gli uffici 
cen&imeniù di Mestre e Venezia 
sono stati bloccati con forme di 
presidio e picchettaggio elasti- 
co. Fino ed ora solo i/3 dei mo- 


duli sono stati consegnati in uffi- 
cio Oggi 11 Nov c'e' stato un 
Incontro tra I rilevatori di Venezia 
ed II responsabile del comune 
per II censimento. A Mestre c'e' 
stata l'assemblea dei rilevatori. 
Le concessioni fatte da comune 
e ISTAT (pagamneto di 120.000 
lire per II corso di formazione, 
assicurazione per tutti l generi di 
Infortuni, anflcipl di soldi In tempi 
brevi) sono stali giudicati del tut- 
to Insufficienti. Domani delega- 
zione di massa unitaria Mestre- 
Vene;daaCa' Farsetti (sedemu- 
nicipale) 

LO SOOPERO CONTÌNUA 


BOLOGNA, 8/11/91 

Non vogliamo fare un riassunto 
delie puntate precedenti ma, vi- 
sto che, stranamente(l), il telefo- 
no tace, ci siamo permessi un 
po' di riflessione (che sla la quite 
piima delia tempesta?). Domani 
è il giorno 9 giornata di blocco 
totale con manifestazioni davanti 
agli uffici del censimento. L'I- 
STAT non risponde {a parte li 
messaggio su televldeo) e le let- 
tere di avvertimento continuano 
ad amvEue fsl preparino i comu- 
ni che stanno attuando II blocco 
da pochi giorni). Sicuramente 
sperano che entro pochi giorni 
avvenga un crollo generale, e 
qui sicuramente siamo stanchi 
ma... avvertiamo anche un certo 
nervosismo all'Interno degli uffici 
e... noi non molliamo! Dal coor- 
dinamento nazionale di mercole- 
dì 8/1 1 è emerso un dato Impor- 
tante: in 20 giorni di lotta non 
siamo rimasti fossillsat solo 
sulla rivendicazione retributiva 
masi è aperta un'analisi più am- 
pia della realtà In cui «tanno 
agendo 100.000 rilevatori utiliz- 
zati come muli dainSTAT della 
serie; chi siamo, dove andiamo 


Riprendiamo un comunicato der 
COBAS di Venezia: ‘Ormai le 
occasioni di lavoro per I giovani 
sono legate alia stagionalità al 
precariato, al tre mesi da una 
parte, al lavoretto dall'altra. Ma 
che ora lo stato, pur In un'occa- 
sione straordinaria come II Cen- 
simento, pratichi lo sfruttamerrto 
generallzzatodl lOO.OOOgiovani, 
con l'Inganno e la presa in giro, 
sottoponendoli ad una vere e 
propria forma di lavoro nero le- 
galizzato (sono pagati a presta- 
zione con la ritenuta d'acconto 
del 1 B%) senza oontributi ed as- 
sicurazione E' UNA S/ERGO- 
GNAI 

Del resto per I giovani le pro- 
spettive nel mercato del lavoro 
non sono certo rosee; Blocco 
dello assunzioni nel pubblico im- 
piego, blocco del tum-over e I 
vari provvedimenti previsti an- 
che dallaFinanzi aria '92* 

I rilevatori di Catania, Palermo e 
altre città del Sud fra una notizia 
e l’altra hanno Iniziato a raccon- 
tarci la dura realtà che stanno vi- 
vendo e di quanto risulti sempre 
più inattendibile questa censi- 
mento cosi malamente organiz- 
zato. 

Va bene, che questo stato fa pe- 
na, e lo sapevamo anche prima, 
ma ogni occasione è da sfrutta- 
re per dimoetrare II nostro disgu- 
sto. 


LUNEDI' 11 NOVEMBRE I parte- 
cipanti aU'assemblea dei rileva- 
tori e coordlnalorl del censimen- 
to ISTAT 1991 hanno deciso all'u- 
nanimità di continuare la loro lot- 
ta per conseguire quanto richie- 
sto con la plattalo/ma presenta- 
ta fin dal 16 ottobre u.s. A fronte 
di proposte che i dirigenti dell'uf- 
ficio atallstico del comune di bo- 
logna avevano sottoposto all'al- 



tenzione deirassembleadi saba- 
to 9 novembre(giornata naziona- 
le di blocco della riconsegne dei 
moduli) si è evidenziata la volon- 
tàdi perseguire I contenuti riven- 
dicativi attuando il BLOCCO TO- 
TALE DELLA RICONSEGNA DEI 
MODULI ALL’UFFICIO CENSI- 
MENTO DI VIA MATTEOTTI 16 
FINO ALLA DATA DEL 29 NO- 
VEMBRE SALVO ESITO POSITI- 
VO DELLA VERTENZA. 

I lavoratori del censimento RE- 
SPINGONO LE PROPOSTE 
DELL'AMMINISTRAZIONE CO- 
MUNALE TESE, SULLA BASE DI 
RIDICOLI ANTICIPI, A DIVIDERE 
FRA CHI PUÒ' E CHI NON PUÒ’ 
RESISTERE ALL'ATTESA DEL 
COMPENSO RETRIBUTIVO, 

I lavoratori colgono l’occasione 
per DIFFIDARE TUTTI COLORO 
CHE CON VERI ATTI DI TERRO- 
RISMO PSICOLOGICO, TRA 
CUI RICATTI E DIFFUSIONE DI 
NOTIZIE FALSE {venite a conse- 
gnare: la lotta è finita) MIRANO 
A INDEBOLIRE SUBDOLAMEN- 
TE L'UNITA' FIN QUI MANTE- 
NUTA, Invitano i dirigenti ad at- 
tenersi a! loro compito tecnico e 
ad interrompere la pratica di sot- 
trarre informazioni alla città (per- 


chè non indicono una conferen- 
za stampa, magari aperta la 
confronto con noi, nella quale 
dichiarino II frumento organizza- 
tivo e la serie di incidenti capitati 
ai rilevatori, tra cui il pestaggio 
da parte di cittadini 'incivili*?); 

RIVENDICANO IL DIRITTO AD 
UN INCONTRO CON LTSTAT 
DA REALIZZARSI AL PIU’ PRE- 
STO: SOLLECITANO LE FORZE 
POLITICHE DELLA CniA’ ED I 
RAPPRESENTANTI AL PARLA- 
MENTO DELLA REGIONE A 
PRESENTARE INTERROGAZIO- 
NI AL PRESIDENTE DEL CON- 
SIGLIO ED AL GOVERNO; 
CHIAMANO LE OO.SS. A PAR- 
TECIPARE IN FORMA DIRETTA 
ALLA LORO LOTTA. 

INVITANO TUTTI I CITTADINI A 
CONSERVARE ! MODULI A CA- 
SA IN QUANTO, NON SUSSI- 
STE A LORO CARICO NESSU- 
NA RESPONSABILITÀ’. 

GRAZIE PER LA COLLABORA- 
ZIONE 


BOLOGNA, 14, /1 1/91 

Questa mattina si è tenuto un in- 
contro tra una delegazione di la- 
voratori del censimento e il re- 
sponsabile dell'Ufficio Regionale 
ISTAT dr. BriolinI nel cui conte- 
sto sono stati evidenziati i pro- 
blemi connessi al perdurare del- 
l'atteggiamento di chiusura 
adottato dai vertici ISTAT ed è 
stato rinnovato l'Invito a rendere 
noto II bilancio dettagliato dei 
censimento '91. 

Oltre alla illustrazione della piat- 
taforma di fotta, è stato formal- 
mente richiesto un incontro con 
Il Direttore Generale dell'ISTAT, 
dr. Antonio Cortese, al fine di 
aprire la trattativa in merito alle 
rivendicazioni del Coordinamen- 
to Nazionale del lavoratori in agi- 
tskzione. In tal senso il dr. Briollni 
si è impegnato a inoltrare la ri- 
chiesta di incontro e i relativi 
contenuti alia sede centrale del- 
l’ISTAT, 

Domani, venerdì 15/11/91 alle 
ore 21 , presso il Centro Giovani- 
le Antonio De Curtis (Bestiai 
Market) Via Pier De Crescenzi 
14, si terrà un’assemblea-fest» 
dei rilevatori in lotta. 




ULTIME DALLA RETE ECN 


Roma, 14/11/91 II SInn Fein sconfessa I fascisti. 


Il mese scorso i compagni di Roma scrissero una lettera al Sinn Fein per avere chiarimen- 
ti sulla presunta presenza di Dermott O'Mara (del Bloody Sunday Initiative) a un meeting 
fascista (un campo Hobbit) vicino Roma, a S.Severa, dal 12 al 15 Settembre scorso. I 
compagni inviarono anche un elenco di organizzazioni e giornali nazifascisti per impedire 
futuri fraintendimenti. 

Il Sinn Fein, oltre a ringraziare i compagni per la segnalazione, scriveva un fax In cui 
ribadiva la propria totale contrapposizione aai nazifascisti nel fax del 18/10/91 giunto a 
Radio Onda Rossa, Jn cui sì legge tra l'altro: Punti centrali della filosofia politica del 

Repubblicanesimo sono l’antimperialismo e la democrazia, cioè’ l'esatto opposto di ciò' 
che rivendicano i partiti fascisti. Pertanto dissociamo totalmente il nostro partito e la lotta 
irlandese da queste azioni condotte dal Movimento Sociale Italiano e dal Pronte delia 
Giovente chiediamo che la nostra dissociazione venga resa pubblica* 


Qui di eegulto i'eienco epedito ai Sinn Fein: 

Ofganiaezloni- Movimento Sociale Italiano, Fronte della Gioventù', Fronte Universitario 
di Azione Nazionale (FUAN), Fare Fronte, Fare Verde, Muschio Selvaggio (org. animali- 
sta), Circolo controcorrente (NA), Meridiano Zero (reclutamento per la Croazia), Repub- 
blica presidenziale (RM), Fascismo e liberta' (ala del MSI, rivista: Il Candido), Movimento 
comunità’ (ala del MSI che fa capo a Pino Rauti), Fronte Nazionale (Franco Preda), Lega 
Nazionalpopolare (Stefano Delle Chiaie), Nuova Azione (Mi). Movimento Politico (org. 
nazionale dei naziskin), Legione universitaria (org. univ. di Movimento Politico). 

QfornaH • Morbillo (FdQ), Avanguardia (FdG), Il Sentiero (NA e T8). Ce' chi dice no 
(Pomezla, RM), Controcorrente (NO), Notiziario della controinformazione (VA), L'Alternati- 
va (QO), L’Eco della Versilia (Viareggio), L’Italia del popolo (MS), Motivi (AN), Rue di 
Ascoli nostra (AP), iniziativa (RM), Presenza (NA e Montalbano Ionico), Iceberg (ME), 
Elementi (FI), L'Uomo Ubero (MI). Etnie (rivista cattolico-integralista di MI; la sua associa- 
zione culturale e' chiamata Gutemberg), Nuova Acropoli (rivista ecologica tradizionalista), 
Tendenze (FE), Indipendenze (direttore; Ivan Nove!!!, ex P.R.; partecipano elementi di 
Terza Posizione), Orlon (nazionalsocialista). Nuova Azione (MI, legata a Orlon), Ideo- 
gramma (MI), Frontiere (BO), L'Aratro (Battipaglia, SA). 

Lista compHota da: Gridalo Forte, No al fasciamo, no al razziamo (RM) 






TELEFONATA DA 
I BERLINO A FIADIO 
I SHERWOOD 

! 

I 


Tre settimane fa come voi sape- 
te un giovane Turco e' stato 
massacrato per la strada. Saba- 
to 1 6 si e' svolta una grossa ma- 
nifestazione in suo ricordo a 
Berlino promossa dalla comuni- 
tà' turca. Alla fine del corteo ci 
sono stati scontri con la polizia 
che continua a provocare i gio- 
vani turchi. Il dato piu' grosso e’ 
che sia la manifestazione che gli 
scontri hanno visto essenzial- 
mente come protagonisti i gio- 
vani immigrati. Sta continuando 
l'occupazione dell’università’ 
con i profughi iniziata alcune 
settimane fa, il rettore aveva mi- 
nacciato lo sgombero ma ieri 
dopo grosse manifestazioni ha 
ritirato la minaocia. Noi siamo 
ancora qua con gli immigrati e 
probabilmente oggi verrà' occu- 
pata un'altra università', la Frei 
University sempre con gli immi- 
grati e chi chiede asilo politico. 
La cosa piu' difficile e' rompere il 
silenzio ed imporre al governo le 
proprie responsabilità', visto che 
gli immigrati non possono resta- 
re per sempre nelle aule e va ga- 
rantito loro la casa, i servizi, il 
reddito. 

UNA COMPAGNA DI BERLINO 


TELEFONATA 
GIUNTA A RADIO 
SHERWOOD DA 
PARIGI 


La manifestazione di sabato sul- 
la sanità' anche se e' stata molte 
grossa non e' stata tra le piu' in- 
teressanti di questo ultimo perio- 
do. All inizio e' stata indetta solo 
dai medici ma poi si e' allargata 
ad altri movimenti che esistono 
nel settore sanitario. 

Ricordiamo infatti che dopo il ci- 
clo di lotte dell B6 sono nati dei 
coordinamenti dei lavoratori 
ospedalieri soprattutto intorno 
alta richiesta dì riconoscimento 
deH'utilita’ sociale del lavoro in- 
fermieristico. Da allora anche se 
in maniera divisa un po tutte le 
categorie della sanità' si sono 
mobilitate. Non esiste infatti un 
coordinamento unitario. Solo le 
manifestazioni vengono indette 
da tutti: I sindacati ufficiaiì e una 
specie di coordinamento che ha 
un suo statuto ma che e' piu' 
aperto dei sindacati ufficiali e 
raccoglie molti lavoratori non 
sindacalizzati. 

In questo periodo in Francia ci 
sono molte lotte frammentate, 
basta pensare ai lavoratori del- 
l'Industria automobilistica. ACIe- 
on, per esempio, si e' creata una 
grossa contraddizione tra la di- 
rezione sindacale e l'assemblea 
di fabbrica. Per esempio quando 
il sindacato ha firmato l'accordo 
l'assemblea generale lo ha rifiu- 
tato, e i lavoratori hanno rico- 
minciato a lavorare solo dopo 
due giorni. Vi manderò ai piu' 
presto del materiale piu’ detta- 
gliato. 

QUILOMBO — Parigi — 


! TELEFONATA 
I GIUNTA A RADIO 
I SHERWOOD IL 19 
NOV91DAATENE 

I I 

La forte repressione contro gli 
studenti e' iniziata durante una 
manifestazione al ministero del- 
l'educazione. Li ci sono stati 
scontri con le forze speciali di 
polizia. Gli anarchici si sono dife- 
si con delle molotov. Poi tutti so- 
no scappati al politecnico, erano 
circa 2000 giovani. La polizia 
non poteva entrare perche’ c'e' 
una legge che vieta l'ingresso 
delleforza speciali aH'universita'. 
A quel punto sono entrati aH'uni- 
versita' fascisti e poliziotti in bor- 
ghese. ci sono stati altri scontri e 
questi personaggi hanno appic- 
cato il fuoco a due edifici tra i 
piu' vecchi dell politecnico. 

II giorno dopo volevano soste- 
nere sui giornali che erano stati i 
'soliti 200 anarchici' a dare fuo- 
co al politecnico, anche se ov- 
viamente non c’erano prove e gli 
anarchici hanno fin da subito de- 
nunciato questa provocazione. 
Quel giorno sono state fermate 
200 persone, 20 sono state arre- 
state e processate, con condan- 
ne da 3 a 8 anni per 3 di loro e 
da 1 ,5 a 3 anni per gli altri. 

In quei giorni il 'Movimento 17 
novembre' ha attaccato una 
cammionetta della polizia con 
un missile: un poliziotto e' morto 
e 6 sono stati feriti. 

Gli anarchici il giorno dopo sta- 
vanop attachhinando un manife- 
sto e la polizia ne ha arrestati 33. 
Per 13 giorni li hanno tenuti in 
attesa di processo, cercando di 
dargli tutte le accuse possibili. 

Li hanno condannati poi a 6 me- 
si e ora sono in liberta’ provviso- 
ria. La maggior parte di loro so- 
no delle tre case occupate di 
Atene. Durante la detenzione la 



polizia li ha torturati: c'era anche 
una donna incinta, gli hanno 
spaccato le mani, bruciato il cor- 
po. Lqe foto delle torture sono 
uscite anche sui giornali. 

Dopo questo processo c'e' stato 
l’anniversario del 17 novembre, 
In cui come ogni anno si e' tenu- 
ta ia manifestazione fin sotto II 
consolato americano. Non e’ 
successo niente, c'era moltissi- 
ma polizia e il corteo era di 15 
mila polizia. 

Venerdì’ 15 c’e’ stato un altro 
corteo di 500 mila persone in- 
detto dai Pasok contro il gover- 
no per la richiesta di elezioni an- 
ticipate. 

La situazione attuale e' che ci 
sono ancora 2 persone detenute 
quelle condannate a 6 anni di 
carcere per "manifestazione e 
l’incendio del politecnico*, sono 
due giovani studenti non politi- 
cizzati. Ci sono state altre mani- 
festazioni sia ad Atene che a Sa- 
lonicco. 

Il governo di Nuova Democrazia 
vuole creare un clima di terrori- 
smo persino contro le idee, tan- 
to e' vero che processano persi- 
no chi va ad attacchinare, cioè’ 
chi esprime le proprie idee. In 
generale c’e' una violenta re- 
pressione sia contro il movimen- 
to degli studenti sia contro le lot- 
te operaleesociali. 

Ricordiamo che da tempo so- 
prattutto alla multinazionale ita- 
liana Pirelli gli operai sono in lot- 
ta contro la ristrutturazione, cosi' 
come in molte altre fabbriche 
medio piccole del Pireo. 

In clima di pre-elezioni ognuno 
gioca la propia parte nella ri- 
strutturazione della Grecia per 
l'Europa del 92 e il ruolo che 
l’imperialismo Yankee ha impo- 
sto a questo paese come con- 
trollore di questa area geografi- 
ca. 


RADIO SHERWOOD INVITA 
TUTTO IL MOVIMENTO ALLA 
MASSIMA SOLIDARIETÀ’ CON 
IL MOVIMENTO GRECO. 

Sabato 1 6 nov a Venezia si e’ 
svolta un iniziativa al consolato 
greco. Un gruppo di compagni 
ha tracciato delle scritte sul mu- 
ro interno del consolato contro 
la repressione delle lotte sociali 
in Grecia. Si e’ poi svolta una 
delegazione ai giornali locali per 
rompere il silenzio stampa su 
quanto sta avvenendo ad Atene. 


BRINDISI 19/11/91 REGISTRAZIONE TELEFONICA 
DAI COMPAGNI DI BRINDISI SU APPRODO DELLA 
NAVE SAN MARCO 


Contro l’Europa dei padroni per la solidarietà' tra movimenti. Da 
una ventina di minuti e’ approdata nel porto di Brindisi la nave 
‘San Marco". C’e’ un ingente spiegamento di forze deli' ordine e di 
personalità’ civili, che non si e' vista neanche durante I’ arrivo dei 
profughi albanesi. Si era detto che questa missione doveva porta- 
re aiuto alia popolazione jugoslava, portando nel nostro paese I 
feriti che non potevano essere curati in loco, pero’ dal movimento 
delie ambulanze pare che i feriti non siano poi cosi’ tanti, Invece 
sembrano numerosi i bambini, ie donne, e gli anziani. 

Appena scesi dalla nave i jugoslavi vengono fatti salire su un treno 
che li porterà' probabilmente a Trieste. Non esiste quella tanto 
sbandierata azione di soccorso di centinaia e migliaia di profughi, 
la maggior parte, come dicevo, sono bambini, e non le migliaia di 
feriti che nei giorni scorsi giornafi e televisioni ci hanno fatto cre- 
dere. 

Questa operazione si conferma quindi per quella che in realta' e' : 
Cloe’ un controllo militare. Senno’ no si capirebbe perche’ questa 
missione e' stata affidata ad una nave da sbarco (la San Marco, 
pagata con I soldi della protezione civile) e non con una nave 
civile come era stato fatto in altre situazioni. 

Non esìstono manifestazioni in corso anche perche' la cittadinan- 
za e’ totalmente assente, a differenza di quanto era avvenuto per 1' 
arrivo degli albanesi. Forte e' pero lo spiegamento di forze dell’ 
ordine anche per gli avvenimenti accaduti sabato e domenica 
quando il presidente della repubblica Cossigasi trovava a Brindisi 


I COMPAGNI DI BRINDISI 




I COMUNICATO DELLE COMPAGNE E DB 
{ COMPAGNI DEL GRUPPO ANTAGONISTA- 
I COMUNISTA SPAZI -BERGAMO 


Bergamo, giovedì’ 21 Novembre 1991 

Oggi Qiovedi’ 21 Novembre ebbiemo occupato lo stabile c^ 
munale di Vie Moroni 168 a Bergamo. 

Gii obbiettivi di questa occupazione sono essenzialmente tre: 

1. Quelio di riaprire (dopo lo sgombero dei Kaseilo) uno spazio 
llbemto, daiie molteplici attività' (assemblee-dibattiti-feste). 

Z Quello di proseguire iniziative di lotta per il diritto alla cesa, 
contro il mercato dell'eroina, contro gli sfratti degli abitanti dei 
centro storico, in solidarietà' con gli immigrati e contro la politica 
speculativa dei padroni della citta'. 

3. Contro il clima di repressione che a Bergamo in questi giorni 
stiamo vivendo (ferml-perquIsizionl), in vista del convegno nazio- 
nale Italia-lsraele, (patrocinata dal comune di Bergamo con la 
presenza del boia De Michelis e dell'àmbeisciatore israeliano in 
Italia) e in vista del primo congresso del Movimento ‘Fascismo e 
Liberta ' presenziato dal boia Pisano' che si terra' Sabato 23 c.m. 

A tutti chiediamo la massima mobililazions s (a 
massima presenza per Sabato 23 Novembre alle 
ore 9.30 presso il piazzale Marconi (Stazione ter- 
roviaria di Bergamo) per costruire un’intera giorna- 
ta di lotta in eofidariela’ con IMnIìtada, contro il con- 
vegno nazionale ttalia-leraele e contro il congresso 
del faecieti dell’M.F.L. 

LE COMPAGNE E I COMPAGNI DEL GRUPPO AN- 
TAGONISTA-COMUNISTA SPAZI-STABILE OCCU- 
PATO VIA MORON1 188 (BG) 


BOLOGNA 


Mercoledì 27 novembre con ini- 
zio alle ore 1 7 alle Due Torri par- 
tirà un corteo concerto mobile 
con performances di guerriglia 
teatrale dal titolo provvisorio di 
•via crucis* che sfilerà nei pressi 
dell'Arena del Sole(ex-lsola nei 
Kantiere) dove avrà luogo un in- 
tervento di Papa Ricky and The 
Qanja Profets. Il corteo si dirige- 
rà verso la zona della Bolognina 
(Piazza dell'Unità) e alla Fabbri- 
ka. 

L'iniziativa a cui partecipano di- 
versi compagni e compagne,fra- 
telli e sorelle dei C.S. sgomberati 
nell'ultimo periodo si situa all'In- 
domani del processo del 29 no- 
vembre che vede imputata l’area 
dei centri sociali cittadini, Pre- 
senze e partecipazioni di indivi- 
dui e gruppi di altre città sono 
estremamente gradite! 

CI VEDIAMO NELLE PIAZZE IN 
QUESTA BOLOGNA PALLIDA 
MADRE i compagni/e e le com- 
pagnie della *via crucis' Bologna 



PISA 20/1 1/91 


Il consiglio comunale di Pisa (pentapartito) ha in progetto di edificare 
un Ostello della gioventù' su quella che si ostinano a definire 'area 
abbandonata ex Richard Ginori' e che invece e' dal 16 luglio 1988, il 
Centro Sociale Occupato Autogestito Macchia Nera. Oall'occupazio- 
ne dì quello che era uno spazio abbandonato e lasciato al totale 
degrado - In seguito alle vicende di una grossa speculazione edilizia 
nota come scandalo 'Pisa 81' - all'ottobre di quest'anno sono trascor- 
si piu' di tre anni. Il Centro Sociale si e' autorganizzato e autofinanzia- 
to, divenendo una realta' non solo nel quartiere ma in tutta la citta'. 
Dovrebbe risultare impensabile dunque che si discuta in sedi che non 
siano il Centro Sociale stesso, delle sorti e dei progetti che lo riguar- 
dano. Invece la giunta comunale tira fuori dal cassetto un progetto 
che prevede proprio la trasformazione dell'area occupata dal Centro 
In Ostello della Gioventù’ e parcheggio. La ricetta e' sempre la stessa; 
si fa finta di non vedere salvo poi mettere in funzione le ruspe al 
momento giusto. Per questo, per ribadire non solo che esistiamo ma 
che godiamo di ottima salute e che non consentiamo a chicchessia di 
discutere del nostro futuro, siamo intervenuti alle due riunioni del 
consiglio di circoscrizione che dovevano discutere l'argomento. La 
presenza massiccia di compagni ha stupito consiglieri di minoranza 
(PDS, RC, Verdi) cher avrebbero preferito probabilmente un centro 
sociale agonizzante da sbandierare ma non da dover affrontare come 
problema reale a ha sgomentato la maggioranza che ha pensato 
bene di far intervenire ia polizia, in maniera 'morbida' durante al prima 
riunione e pesantissima durante la seconda: circoscrizione blindata, 
marcatuyra a uomo per ogni compagno presenta, impossibilita' ( di 
fatto ) di assistere a una riunione che i! regolamento vorrebbe aperta. 
Il Consiglio Comunaleintende deliberare entro il io dicembre la co- 
struzione dell’ostello in modo da garantire a forze deH’ordine e ruspe 
di rimuovere alla radice il problema dell'antagonismo in citta'. Inten- 
diamo tornare, in numero ancora maggiore, alla prossima riunione del 
consiglio di circoscrizione; intendiamo impedirei Consiglio Comuna- 
le di costruire l'ostello. 

NESSUNO POTRÀ' DECIDERE LA NOSTRA SORTE. DAL MACCHIA 
NERA NON SI ESCE. 

CENTRO SOCIALE AUTOGESTITO OCCUPATO MACCHIA NERA 


COMUNICATO 

SFONDARE 
Al CONCERTI 
E’ GIUSTO 


La redazione di 'Ftadio IX Gente 
nario' (trasmissione di critica ra- 
dicale autogestita da compagni 
universitari su Radio Citta' 103), 
che ha agito da minoranza deto- 
natrice durante l'autoriduzione 
di massa al concerto dei Nirvana 
di ieri sera al Kryptonight Klub, 
rivendica e ribadisce il diritto di 
entrare ai concerti gratis, o al- 
meno a prezzi accessibili ai me 
no abbienti (studenti fuori-sede, 
lavoratori precari, etc.). 

La musica va goduta CONTRO 
la totalizzante ansia di profitto 
dei promoters locali e/o interna- 
zionali, CONTRO lo stato di mer- 
ce imposto su ogni momento 
del quotidiano dai padroni del 
divertimentificio, CONTRO e OL- 
TRE la barriera tra 'pubblico" e 
'artisti* che castra ogni possibiil- 
ta' di scambio responsabile tra 
soggetti diversi, re-Instaurando 
un rapporto autoritario. 

SFONDARE Al CONCERTI E' 
GIUSTO, perche’ 25.000 lire se 
no un prezzo proibitivo. SFON- 
DARE E' BELLO E LIBERATO- 
RIO, perche' cosi’ viene espres- 
so il rifiuto di essere trattati ce 
me bestiame, accalcati in attesa 
che aprano i cancelli, spintonati 
dal servizio d’ordine, costretti a 
mettere piu' soldi di quanto sia 
'dovuto' nella tasche (peraltro 
già' piene) di riviste, radio e di- 
scoteche pseudoalternative. 

L'operaio sociale attende solo 
che venga lanciato il segnale per 
accedere con gioia al consumo 
gratuito del proprio tempo. Ieri 
sera il segnale, l'esempio conta- 
gioso, e' stata ia determinazione 



dei compagni di movimento che 
hanno urlato, scandito slogans e 
organizzato una prima auWidu- 
zione da 25 a 10.000 lire, rom- 
pendo il ghiaccio per un succes- 
sivo ed ulteriore abbassamento 
del preso a 5000, fino allo sfon- 
damento finale e all'ingresso 
gratuito di un ragguardevole nu- 
mero di persone. 

Nel complesso, alcune centinaia 
di spettatori hanno rifiutato dì 
pagare la somma prefissata dai 
promoters. Potrà' sembrare una 
piccola cosa se rapportata agli 
sfondamenti di un po’ di anni fa, 
ma a Bologna era da tempo che 
questa pratica - che a noi pare 
un'acquisizione scontata • non 
coinvolgeva un numero tanto 
cospicuo di persone, e, detto 
senza fastidiose en^i, in una 
citta' violentemente privata di 
spazi sociali autogestiti questo 
può’ essere un indice di quanto 
sia reale il bisogno di riprendersi 
la vita. 

Quanto qui dichiarato non coin- 
volge in alcun modo l’emittente 
che ci ospita come programma 
autogestito. Per sfondare ovun- 
que, 

Radio IX Centenario 21/11/1991 


Cosa e’ successo nell’ullimo anno a Bologna? 

Cinque centri sociali autogestiti, fatti vivere dagli occupanti (studenti, 
lavoratori, disoccupati, immigrati) e fatti morire di manganellate e de- 
molizioni per ordine di Comune e prefettura. 

Decine di case occupate per rispondere concretamente all'esigenza- 
alloggio, soffocata dalia politica dello lacp e dagli intrallazzi delie im- 
mobiliari. Scuole comunali abbandonate, vecchi stabili in disuso, oc- 
cupati da circa 1300 immigrati - uomini, donne, vecchi, bambini - 
contro le persecuzioni quotidiane, i! razzismo e la politica dei 'carto- 
ni*. Grandi occupazioni di massa in parte riconosciute dal Comune, 
ma subito trasformate in gulag dall'assessore Moruzzi con la complì- 
cita'dei sindacati. 

COME HA REAGITO IL POTERE LOCALE? Si e' scagliato contro oc- 
cupanti dei centri e delle case con la criminalizzazione attaverso I 
media e la repressione ad opera di polizia e carabinieri. Contempora- 
neamente. badatogli ultimi ritocchi alla solita politica delle cosiddette 
■associazioni cuiturali', delle cooperative di intrattenimento, delle co- 
stose feste-baraccone come 'Bologna sogna* e ’Made in Bo'*, gestite 
con soldi pubblici da colossi come i'Opencoop. Secondo questa logi- 
ca, chi e’ fuori dai circuito clientelare del Comune di Bologna, merita 
solo di entrare in tribunale come imputato. 

Come e' successo? Sessanta persone dovranno rispondere all’accu- 
sa dì invasione dì edificio e danneggiamento di uno stabile di proprìe- 
ta’delle Poste in via Zanardl 28. All’epoca di questa occupatone In 
citta' esistevano ancora 2 centri sociali (Isola nel kantiere e Fabbrika), 
decine di case occupate, 5 stabili occupati da immigrati, che poneva- 
no al governo locale forti contraddizioni: Ricordiamo che l’allora As- 
sessore alle Politiche Sociali Silvia Bartolini (POS) chiese ai primi oc- 
cupanti della Fabbrika di allestire in uno degli spazi un improvvisato e 
miserabile dormitorio per immigrati. Questo fu un esplicito riconosci- 
mento dell’occupazione come fenomeno di rilievo politico-sociale e 
come ptowisofia soluzione, al di la’ dell’intento strumentale del Co- 
mune, del problema abitativo. Subito dopo gli immigrati sistemati in 
Fabbrika occuparono le palazzine di viaStalingrado. 

Questa presadi posizione, unltamenteallafrequentazlonedegli spazi 
occupati da parte di’ migliaia di persone, rende ancora piu' delirante 
ed infondato il teorema' criminalizzante che sta dietro a questo pro- 
cesso. L’occupazione non si processa. 

A questi teoremi la nostra risposta dev'essere chiara e precisa. Occu- 
pare e' giusto, occupare e' la soluzione. Non ci faremo processare in 
silenzio; nostro preciso impegno e' di continuare la pratica dell'occu- 
pazione rivendicandola In ogni ambito, compresa l'aula giudiziaha. 


VENERDÌ’ 29 NOVEMBRE, ORE 9.00, PRESENZIAMO TUTTI A 
QUESTOPROCESSO, PERCHE' SIAMO TUTTI IMPUTATI. 



FIRENZE, 18/11/1991 
E DOPO LA PANTERA 
LE COMUNICAZIONI 
GIUDIZIARIE 

Otto studenti dell'Accademia 
delie Beile Arti sono stati denun- 
ciati dalla Magistratura per Oc- 
cupazione e Danneggiamento. 
Lo stabile occupato dagli stu- 
denti e' quello di Piazza San 
Marco. La denuncia e' partita dai 
professor ROBERTO GIOVA- 
NELLI, docente perlappunto 
deirAccademia. Ricordiamo che 
la lotta degli studenti dell'Acca- 
demia si protrasse piuu' a lungo 
delle altre facolta', in quanto gli 
studenti dell'Accademia sono le- 
gati ad una legislazione diversa 
da quella delle altre università'. 
Infatti una delle loro richieste era 
appunbto la PARIFICAZIONE 
dei titoli universitari, intanto si 
vuole cominciare a fare pagare 
agli studenti una lotta come 
quella della PANTERA che ha vi- 
sto migliala di giovani in tutta 
ITALIA lottare in prima persona- 
contro la legge RL) BERTI. In varie 
località' italiane si stanno tenen- 
do processi contro gli studenti. 
Tra queste TORINO, URBINO e 
NAPOLI. 

AGENZIA Di COMUNICAZIONE 
ANTAGONISTA 


FIRENZE, 19/11/1991 
MOBILITAZIONI STU- 
DENTESCHE 

Stamani manifestazione degli 
studenti del Liceo Cherubini, 
con corteo da Piazza San Mar- 
co. Gli studenti, stanchi dell’as- 
soluta indifferenza da parte dei 
Provveditorato e degli altri enti 
preposti all’esercizio del diritto 
allo studio, hanno formato un 
corteo da Piazza San Marco. 
■E’ora di cambiare musica!' han- 


no riaffermato con ironia e sape- 
re critico. Nessuna risposta e' 
pervenuta agli studenti. La mobi- 
litazione, pertanto, continua. Sul 
fronte dell'Università' prosegue 
la mobilitazione degli studenti al- 
loggiati nelle Case dello studen- 
te e che sono sottoposti alle re- 
strizioni delle nuove misure eco- 
nomiche conseguenti all'ulterio- 
re taglio della spesa pubblica, in 
soldoni sloggiamento di molti 
fuori sede. Stamani mattina gli 
universitari hanno incontrato 
l'assessore regionale Paolo 
Giannarelli: chiacchiere e vaghe 
promesse... 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE 
ANTAGONISTA 


Roma 19\11\91 - CO- 
MUNICATO DEI LA- 
VORATORI E STU- 
DENTI DELLA SA- 
PIENZA 

Questa mattina 19 Novembre, di 
fronte alla facolta' di Lettere (uni- 
versità' La Sapienza), con azio- 
ne congiunta di Mondialpol e Vi- 
gili Urbani sotto il controllo dì al- 
cuni agenti DIGOS hanno tenta- 
to a piu’ riprese di sequestrare 
gli articoli artigianali de! mercati- 
no. 


Di fronte ai tentativo violento di 
identificare alcuni lavoratori, gli 
studenti in massa impedivano fi- 
sicamente ulteriori provocazioni. 
La mattinata si concludeva con 
la verbalizzazione di 2 multe di 
lire 1.400.000 cadauno ha chi 
aveva imprudentemente fornito i 
documenti. Invitiamo le autorità’ 
accademiche e il rettore Tecce 
ad assumersi le responsabilità’ 
di quanto accade ali’ interno del- 
i' Ateneo. Chiediamo che il Ret- 
tore ritiri la circolare che vieta 
l’ingresso ad ambulanti e Rom 
all’interno della citta’ universita- 


ria. A partire da domani 20 No- 
vembre ore 9.30 mobilitazione 
sotto Lettere a sostegno della 
lotta dei lavoratori e studenti. I 
LAVORATORI estudenti DEL- 
L’ UNIVESR1TA’ LA SAPIENZA 


FIRENZE, 19/11/1991 
PRATO NUOVE SPE- 
CULAZIONI 

Ieri e' stato presentato dai Co- 
mune di Prato il progetto per un 
polo espositivo, il secondo per 
l'area metropolitana Firenze, 
Prato, Pistoia dopo quello della 
Fortezza da Basso. Il progetto 
prevede l'utilizzazione della fab- 
brica ex Banci, situato in prossi- 
mità' deH'autostradaFirenze-Ma- 
re, ad otto minuti, sottolineano i 
piddiessini che governano Pra- 
to, dail'areoporto di Peretola. 
Una botta di cementificazione di 
100.000 metri quadri, nessuna 
utilità' sociale, quanti miliardi? 
quanti tanegenti? 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE 
ANTAGONISTA 


FIRENZE, 17/11/91 

IL MOVIMENTO DI 
LOTTA PER LA CASA 

INVITA LA CITTADINANZA, GLI 
SFRATTATI, I GIOVANI, I PEN- 
SIONATI, I LAVORATORI , GLI 
STUDENTI, GLI OCCUPANTi 
DU CASE, I SENZA CASA AD 
UN INCONTRO-PRESIDIO SA- 
BATO 23 NOVEMBRE IN PIAZ- 
ZA DUOMO DALLE IO ALLE 13 
PER DENUNCIARE IL RACKET 
DEGLI STROZZINI, PER IL RE- 
CUPERO E L'AUTOCOSTRU- 
ZIONE DEI PALAZZI ABBANDO- 
NATI, PER L'ASSEGNAZIONE 
DELLE CASE AGLI OCCUPAN- 
TI, PER IL BLOCCO DEFINITIVO 
DEGLI SFRATTI. 



CAMPI BISENZIO 
DOPO L ALLUVIONE 
L'ACCERTAMENTO 
DELLE RESPONSA- 
BILITÀ' 


anche nel Mugello, a Bagno a 
Ripoll, a Ponte a ema, nei Vai- 
damo a Quarrata e nel Chianti. 

AGENZIA Di COMUNICAZIONE 
ANTAGONISTA 


Peggior modo di ricordare rallu- 
vione dei 4 novembre del 1966 
non si poteva trovare. Alile ore 

22‘l5divenerdi'16IIBisenzioha 

rotto gli argini presso la villa di 
MontaJvo vicino a Campi Bisen- 
zio, ! danni sono incalcolabili. A 
Campi una signora anziana di 03 
anni e' morta e decine sono I fre- 
riti, i danni vanno calcolati per 
centinaia di miliardi. Segnaliamo 
una serie di circostanze che 
hanno amplificato ia tragedia 
campoiglana; -La popolazione 
non e‘ state avvertita di niente. Il 
moto fangoso e' arrivato all'im- 
prowiso, -L'alluvione e' avvenu- 
ta non PERCHE-IL BISENZiC 
ERA CCMPLETAMENTE IN PIE- 
NA, MA PERCHE' QU ARGINI 
NCN HANNO RETTO, Erano gli 
stessi argini che la popolazione 
piu' volte aveva indicato alle au- 
torità' competenti dal 1966 in 
poi. - Gli intendenti della Prote- 
zione Civile sono arrivati con 
molto ritardo. Quasi tutti 
dall'Emiiiae dalla Liguria. -I primi 
aiuti alimentari sono arrivati oltre 
24 ore dopo l'alluvione. -La ce- 
mentificazione delll'area metro- 
politana e' una delia cause prin- 
cipali dell'alluvione di Campi. In- 
fatti strade, palazzi, aree cemen- 
tificate hanno fatto scorrere il 
moto fangoso con molta rapidi- 
tà'. Probabilmente, al contrario, 
se permanevano in zona una 
forte presenza di campi questa 
funzionava da DRENAGGIO, co- 
sa che invece questa votta non 
e' avvenuta. Insomma una serie 
di questioni che alludono anche 
ad alcune responsabilità'. Innan- 
zitutto il Consorzio bonifica della 
Piana di Sesto, poi SCHEMA 23, 
la REGIONE TROSCANA, e so- 
pratulto per i soccorsi ritardatari 
il comune di Campi. Inondazioni 


FIRENZE, 19/11/1991 
ALLUVIONE del Bl- 
senzlo. PROTESTE 

Circa 3-400 abitanti di Campi Bi- 
senzio si sono recati in Comune 
per riaffermare con rabbia ciò' 
che i giornali non dicono: 1) L'al- 
luvione e’ stata provocata dal 
degrado ambientale, dal disse- 
sto idrogeologico causato dalla 
corsa alla cementificazione in 
zone, come la piana, che per lo- 
ro natura sono alluvionali e non 
dovrebbero quindi essere ogget- 
to dì-ìnsediamenti abitativi ed in- 
dustriali; ia manutenzione degli 
argini edel letto dei fiumi e' cosa 
sconosciuta in questo paese do- 
ve pero’ la Regione Toscana 
strombazza il sistema compute- 
rizzato di monitorEiggio sull'Ar- 
no. 2) Isoccorsi nor^ ci sono sta- 
ti, Valdo Spini, sottosegretario 
agli interni, in realta' ha lanciato 
una propria campagna attraver- 
so i giornali affermando che, con 
celerità’, i soccorsi sono arrivati 
alle zone colpite. Non si sono vi- 
sti elicotteri, che in Italia servono 
a portare I Ministri ed i Berlusco- 
ni allo stadio; non si sono visti i 
militari; i carabinieri sono stati 
rintanati in caserma, essendo, 
loro e i poliziotti, utili solo a di- 
fendere le ingiustizie prodotte da 
un sistema forwSato sulla crimi- 
nalità' economica, intanto piove, 
e’ la situazione non si può’ dire 
certo che sia sotto controllo: la 
faila delt’argine e' stata riparata 
alla meglio e non può’ certo for- 
nire garanzie. Da notare altri due 
ignobili particolari: l relitti vengo- 
no portati alla discarica di Case 
Passerini che, dopo numerose 
proroghe, doveva chiudere alla 


fine del mese. Cosi' gli abitanti 
della piane potranno disporre di 
un nuovo pezzo raro: il Monte 
Merda. Dall’altro nessuno ricor- 
da la compromissione dei verdi 
con questi avvenimenti: a Campi 
l'assessore aH'Urbanistica e’ il 
sole che ride Di Qiovampaola 
cosa ha fatto, durante il suo 
marudato per ostacolare ii degra- 
do ? chi l’ha visto in questi giorni 
? In provincia l’assessore all’am- 
biente e' Il verde Paderi: bella 
politica delle acque, del risana- 
mento ambierrtale, della preven- 
zione alluvionale ha messo in 
piedi i 

AGENZIA Di COMUNICAZIONE 
ANTAGONISTA 


FIRENZE, 20/1 1/1 991 

Piove sul bagnato il maltem{ppo 
cuntinua aperseverare e a tene- 
re col fiato sospeso la gente che 
ha subito l’alluvione. A Campi ie- 
ri circa duecento persone hanno 
messo sotto accusa il sindaco e 
l'amministrazione comunale ri- 
guardo la situazione emergen- 
ziale che si e' venuta a creare. 
Aiuti arrivati in ritardo, milioni di 
lire in mobili andati persi nell’ac- 
qua , fango che ancora non rie- 
scono a smentire dalle case e 
che intasano anche i tombini 
norr ricevendo piu’ l’acqua; han- 
no fatto scattare la rabbia della 
gente che e' andata a protestare 
in comune. Nelle amministrazio- 
ni locali vanno cercate le re- 
sponsabilte’ di questo dramma: 
uuna continua cementificazione 
della periferia senza tenere con- 
to detta situazione idrogeologica 
de! suolo miliardi spesi per i cor- 
si dei fiumi e gli argini, dire che 
l’argine rotto era una sicurezza 
secondo lor signori , 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE 
ANTAGONISTA 




ECN MILANO 
23 NOVEMBRE I 99 I 


INTIFADA 
FINO ALLA VITTORIA